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Percorsi di consapevolezza e anima del mondo
25 ago, 2008 di admin
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Posted in Comunicazioni
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Toshan Ivo Quartiroli: Naa naa Sakshin, più aumentano sti commenti più rallenta il tutto. Ho messo ora per gioco il badge con il numero totale dei commenti. Siamo a 1660, tra un po’ ci avviciniamo alle date dell’era moderna. Anzi facciamo così, metto un nuovo articolo giusto per continuare i commenti. Visto che non si riesce a rallentare il ritmo… perlomeno che non rallenti il server.
—
Vero. Succede, oggi, un po’ dappertutto, pare a partire dagli USA: la banda larga rallenta (e i prezzi non calano). :-)
247Gianni De Martino
La questione della trasmissione dell’Esperienza e dell’affidabilità degli insegnanti pare questione troppo seria per essere lasciata ai Buddha in sedicesimo e ai loro fondi di commercio new age.
L’approccio di Almaas, citato da Ivo, sembra sintetizzare, per così dire, tradizioni “metafisiche” orientali e psicologia occidentale, proponendo un metodo quasi alla monsieur Gurdjeff, molto ben articolato e altamente differenziato.
D’altra parte, resta vero che nella nostra cultura esiste una resistenza di fondo, di cui tener conto nella trasmissione: ” Il rifiuto di una potenza antropologica avvertita – come notava lo psicoanalista Elvio Fachinelli – come incompatibile e dissolvitrice.”
Il risveglio, chiamiamola esperienza mistica ( sebbene quella mistica sia solo una delle sue forme ), è avvertita come una delle cose più pericolose del mondo. “Per chi non può reggerla – avvertiva Alan Watts negli anni Sessanta, ma forse si riferiva all’acido – è come fargli passare 1.000.000 di volt attraverso il rasoio elettrico”.
Nel corto circuito vengono coinvolti strati percettivi, cognitivi, emotivi molto sottili, percepiti perlopiù come un’area di frontiera, “pericolosa dal punto di vista dell’affermazione di un io personale – di tipo cartesiano, aggiungerei – ben differenziato”.
Proprio per questo gli strati sottili sono stati per così dire messi da parte nel corso dell’evoluzione dell’uomo cosiddetto civilizzato.
Sarebbe però ingiusto irridere un tale accantonamento, in quanto si tratta di una necessità per la maggior parte degli uomini e delle donne che crediamo d’essere. Per Elvio Fachinelli, l’autore, fra l’altro, della “Mente estatica”, risultavano insopportabili, negli anni Ottanta, ma forse potrebbe essere vero ancora oggi, ” sia i sostenitori o deprecatori, il che è lo stesso, della civiltà della tecnica, come gli apologeti della saggezza orientale.”
Sia agli “occidentali” che agli orientali puri, “sfugge quel movimento molecolare che è in atto, e che lentamente cambia il ‘nostro’ paesaggio umano.”
Può darsi che l’estasi sia girato l’angolo. La non-dualità, niente di speciale. Santa, invece, la mente che la coglie. Ma l’illuminazione – dove non fondata su una corretta relazione con se stessi e l’insegnante, e non vivificata da uno spirito di ripresa – potrebbe “illuminare” di una luce troppo cruda i nostri continui travestimenti multipli in un giro senza fine.
Un giro, naturalmente, tra illuminazione “e” abbaglio.:-)
Bè..se si parte bene..cioè dall’Iniziazione…che poi sarebbe l’Influenza Spirituale..il Sè percepito…siamo già a mezza strada..perchè non saremo preda di stati psichici spacciati per Realizzazione..
Ma gli ordini iniziatici..ai nostri tempi..devono supplire alla mancanza di un exoterismo efficace..
ed ecco allora il concetto di Alfa..o Zorba..o grundig..
Riacquistare la pienezza dello stato umano..prima ancora di quello metafisico..è necessita iniziatica..che non si evolve se non c’è un solido punto di appoggio..e fare anche della sana ginnastica può contribuire alla Via..ma a patto che un Maestro ci indichi poi traguardi successivi..
Allora avremo che il percorso avrà tante stazioni..e una Scuola Iniziatica dovrà contenerli tutti se vorrà essere efficace..
Certi Maestri..saltano alla fine senza chiarificare il principio o il mezzo..e dal momento che la mente è il fallace principio dei moderni..se ne deduce che le Realizzazioni avranno connotazione mentale..cioè..illusoria..
Ma basta leggere qualche libriccino o meglio libro ..di chi si è dedicato all’argomento..e penso a Guenon..per riconoscere immediatamente se il Maestro la dice giusta o salta molti passaggi..che il percorso iniziatico non comincia nella mente e nella mente finisce..ma comincia nel Cuore..intravisto..e finisce nel Cuore realizzato..e poi..ancora..
Ecco..mi sembra che da più parti si dimentichi il percorso..il possesso del corpo e della “tecnica” che ci porta a modificare le “energie” rappresentate dagli elementi..in un processo di riasorbimento da vivi e consapevoli.. di ciò che dovrebbe avvenire da morti..
Il mondo intermedio tra il Sè e il corpo..che non è solo la mente..ma molto di più..
ma qui entriamo nelle tecniche per percorrere queste fasi ..e veramente le parole allora non significano più niente in chi non sperimenta direttamente..
Il pericolo allora non sono i falsi Maestri..quelli da Bignami..con cui si va poco lontano..
ma il pericolo è rimanere in una fotocopia mentale di condizioni energetiche..che sono solamente psichiche…e parlare e dire la verità..ma non possederla..
cosa deprecabile e vera tentazione per chi vorrebe andare oltre..
Quanti concetti tra montagne di libri…
strumenti per la mente,ma non per la Mente:
ce la farà la Grazia fra tutti questi ostacoli ?
Appunto: arrendersi al Cuore Paritosh,non trapanare con la mente.
Eck:
Quanti concetti tra montagne di libri…
strumenti per la mente, ma non per la Mente:
ce la farà la Grazia fra tutti questi ostacoli ?
°°°
Anche se per lei – la Grazia – è tutto possibile, quel atteggiamento lo renderà estremamente difficile. La realtà dei fatti insegna.
Beati i semplici.
E’ proprio nelle difficoltà e nelle sfide insormontabili che ama tanto, create da lui stesso tra l’altro, che l’ego sguazza e trova la sua ragion d’essere. Ancor di più in campo spirituale.
La verità è troppo semplice per essere veduta, diceva il saggio.
Ecco perchè è per pochi: per autoesclusione volontaria… ah ah ah!
Ma tant’è!
Quindi non posso che lasciar perdere: lasciar credere a costoro
che è necessario tutto ciò che pensano; e che tutto ciò che credono sia indispensabile per ottenere quel che invece è già ottenuto e che la realizzazione sia una faccenda terribilmente e maledettamente complicata.
Contenti loro… anche per me va bene.
Namastè a tutti!
Paritosh:Certi Maestri..saltano alla fine senza chiarificare il principio o il mezzo..
G.De Martino: Ma l’illuminazione – dove non fondata su una corretta relazione con se stessi e l’insegnante, e non vivificata da uno spirito di ripresa – potrebbe “illuminare” di una luce troppo cruda i nostri continui travestimenti multipli in un giro senza fine.
Un giro, naturalmente, tra illuminazione “e” abbaglio.:-)
atisha: Paritosh, quelli che elenchi non sono per me veri maestri.. ma insegnanti… un vero maestro sa illustrarti (se vuole e ritiene sia il momento per farlo) OGNI passaggio… proprio perchè l’ha passato e non solo studiato a tavolino magari a livelo scientifico..
Un’illuminazione non fondata in una corretta relazione con se stessi ed il maestro di turno non è illuminazione… L’ego del discepolo se la può contare ma dentro sè capisce perfgettamente che nulla è stato raggiungo.. e che sta solo raggirando un ostacolo…
Invece, un Maestro che come prova magari “bastona” là dove è già stato tutto messo a tacere, provocherà non dolore ma risata cosciente.. non so se s’intende ciò che sto dicendo..
Il rapporto tra maestro e discepolo non può essere quello tra un maestro di un ashram e mille discepoli.. di discepoli ce ne sarà uno, due o forse al massimo tre.. di più non è quasi possibile…
perchè è una storia d’Amore… intima.. e non un buddha-hall
Sakshin: Ecco perchè è per pochi: per autoesclusione volontaria… ah ah ah! Ma tant’è!
atisha: già, sipotrebbe dire autoesclusione volontaria ed in-cosciente!
ma sai che così deve essere.. acchiappare quella Verità semplice, non è semplice affatto…
Per giungere al rilassamento mentale, al vero abbandono c’è bisogno di stress.. di massima tensione.. solo allora, forse si apre un utile varco… è un fato di bilanciamento..
Tendere la corda (mentale) è un fatto soggettivo… intuitivo soprattutto.. ed ognuno è quel che E’… fa quel che può.
Questo lo si capisce dopo.. ;-)
Atisha,
no, la tua risposta non mi piace.
Mi trovo costretto, quindi a scrivere due righe sull’argomento.
Noi siamo già perfettamente illuminati.
“Essere tutt’uno, vivere con Advaita”, dice il titolo dell’intervista a Madhukar. Questo è corretto. Noi siamo già tutt’uno con il tutto e illuminati. E’ impossibile uscire dall’illuminazione, tuttavia noi umani ci riusciamo. Come? Grazie al pensiero che ci fa credere separati dal tutto, che ci dà un falso senso dell’”io”.
Ne consegue che noi non possiamo “illuminarci”, noi possiamo solo smettere di “dis-illuminarci”. Però questo è quasi impossibile da sostenere a lungo.
Si potrebbe fare un paragone con la natura.
Noi siamo la natura. Non siamo diversi da un fiore. Però nel contempo siamo uno strano fiore. Un fiore che per le sue caratteristiche auto-produce delle secrezioni che diventano una specie di droga per il fiore stesso. Siamo auto-intossicanti.
Poi, quelli che si rendono conto di essere intossicati, vorrebbero dis-intossicarsi, ma così facendo spesso si incasinano più che mai…..
Insomma è una tortura……..
doghen: Noi siamo già tutt’uno con il tutto e illuminati. E’ impossibile uscire dall’illuminazione, tuttavia noi umani ci riusciamo.
atisha: immaginavo… :-)))
tutto ciò che scrivi non ha niente a che fare con ciò che ho scritto..
avevi voglia di “sfogare” semplicemnte la tua comprensione del fatto che già tutto è illumnato dalla coscienza UNA, bene..!
è un disco fisso caro….doghen :-) ..uno dei tanti che porta comprensione…
Chi focalizza solo quell’aspetto e non riesce a considerarne altri secondo me manca di vera intuizione… la vera pecca
Dire che è già tutto illuminato ma coperto da un velo
e dire che
c’è da togliere il velo per illuminare il circostate..
E’ LA STESSA COSA!!!
vedi dove il viandante si ferma? alla parola, al verbo che più gli piace..
l’intuizione invece, mette a nanna qualsiasi concetto espresso.. e accetta tutto…
saluti :-)
Madhukar 2, la vendetta.
Bipo: perché Madhukar?
Ivo: perché no?
Bipo: era la risposta che temevo…
http://video.google.it/videoplay?docid=4533535071805341770&ei=HO2zSIjxBI6W2ALcouT2DA&q=Maitreya&vt=lf&hl=it
sarebbe interessante accedere a questa intervista :-)
3eckhart
Quanti concetti tra montagne di libri…
strumenti per la mente,ma non per la Mente:
ce la farà la Grazia fra tutti questi ostacoli ?
Appunto: arrendersi al Cuore Paritosh,non trapanare con la mente.
Se la mente non è saziata..non arriamo alla Mente..
infatti le montagne di parole dei vari Maestri del non metodo..da Krishnamurti ..in poi..mi fanno venire il mal di testa..
e anche tu..dici di non usare la mente..?
di non soffermarti sul pensiero..?
Ma se per capire quello che dici ci vuole un traduttore !
Esistono vari tipi di menti..quelle analitiche e quelle sintetiche..
Quelle analitiche vivisezionano la frase ..la parola..per far risultare la convenzione ..la mancanza di significato..a cui ci vorremmo legare..
Le menti sintetiche analizzano i grandi principi ..le strutture mentali della realtà per rinvenire quelle metamentali di cui sono specchio..
Possiamo dire che in ambito esoterico gli uni appartengono alla filosofia del linguaggio e gli altri alla metafisica..ma se non sono fessi..analizzano in termini diversi la stessa cosa..che si mostra diversamente..
Intanto – malgrado tutti abbiano la natura del buddha e ognuno, ognuna sia Quello – in Medioriente si pensa alla possibilità di usare qualche bomba atomica contro i “nemici” e continuano le ondate di violenza anche in India, dove estremisti indu danno alle fiamme diversi luoghi religiosi in Orissa, fra cui un orfanatrofio gestito da missionari cristiani a Khuntapali ( 400 chilometri a ovest di Bhubaneshwar, capitale dell’Orissa).
Due cristiani, un uomo e una donna, sono stati arsi vivi. La suorina uccisa si chiamava Rajnie Majihie, aveva poco più di venti anni. L’uomo invece – secondo quanto riferisce l’agenzia indiana Pti- si chiamava Rasananda Pradhan ed è morto bruciato nell’incendio appiccato alla sua casa nel villaggio di Rupa, nel distretto di Kandhamal, lo stesso dove, sabato scorso, era stato ucciso il leader indù Swami Laxanananda Saraswati.
Ciò che mi ha particolarmente colpito è stata una foto raffigurante Acharya Dharmendra, Pravin Togadia ed altri leaders religiosi del Vishwa Hindu Parishad, partito ora al governo, incitare alla violenza nel nome della “pura” tradizione indu, sotto una grande bandiera arancione sulla quale spiccava, in sanscrito, il mantra OM.
Nel rifiuto della complessità si annida, ancora una volta, la tirannia. E’ proprio vero che la pace comincia nella nostra mente, ma il desiderio non è cosa semplice…
Per quanto magico e delizioso possa apparire un balletto nel vuoto radioso ( l’ignoto infinito sulla cui base poggiamo e che noi stessi siamo ) ebbene, pare che a nessun uomo, o donna, basta morire da lontano… E così, quest’oggi, il pensiero va alla vicina di casa, una fotomodella che poco fa a Milano ha aperto le tapparelle e si è buttata giù dalla finestra ( non ce l’ha fatta), a suor Rajnie Majihie, che aveva poco più di venti anni e si occupava degli orfani, a Rasananda Pradhan morto bruciato nell’incendio appiccato alla sua casa nel villaggio di Rupa e al leader indù Swami Laxanananda Saraswati ucciso nel lontano distretto di Kandhamal, lo stesso dove sono attualmente in corso tante violenze nel nome del proprio gruppo e di identità religiose fisse e contratte. Ciao.
P.s. … Mi vengono alla mente le parole dello scrittore inglese Gilbert Keith Chesterton, scritte alle soglie della Prima guerra mondiale, e forse purtroppo ancora attuali:
” La grande marcia della distruzione intellettuale proseguirà. Tutto sarà negato. Tutto diventerà un credo. Sarà una posizione ragionevole negare le pietre della strada; diventerà un dogma religioso riaffermare. E una tesi razionale quella che ci vuole tutti immersi in un sogno; sarà una forma assennata di misticismo asserire che siamo tutti svegli.
Fuochi verranno attizzati per testimoniare che due più due fa quattro. Spade saranno sguainate per dimostrare che le foglie sono verdi in estate. Noi ci ritroveremo a difendere, non solo le incredibili virtù e l’incredibile sensatezza della vita umana, ma qualcosa di ancora più incredibile, questo immenso, impossibile universo che ci fissa in volto.
Combatteremo per i prodigi visibili come se fossero invisibili. Guarderemo l’erba e i cieli impossibili con uno strano coraggio. Noi saremo tra i quanti hanno visto eppure hanno creduto. (Gilbert Keith Chesterton, “Eretici”).
Forse si tratta solo di uno stato d’animo passeggero, una specie di momentanea curvatura di psiche. Dovrei dire a me stesso di leggere meno libri e giornali, guardare meno il telegiornale, lasciare presa e permettere al nucleo divino che esiste in ognuno di noi di emergere…- anche perché non serve a niente piangere davanti alla tv. Namaste. :-)
Paritosh:e anche tu..dici di non usare la mente..?
di non soffermarti sul pensiero..?
Ma se per capire quello che dici ci vuole un traduttore !
Esistono vari tipi di menti..quelle analitiche e quelle sintetiche..
°°°°°°°°°°°°°°°°°°°
Ho solo affermato che aggrapparsi ai concetti è un ostacolo.
Sai perchè per capirmi ti ci vuole un traduttore?
Perche evidentemente utilizzi il tuo bagaglio di erudizione analitica..
C’è comunque chi non ne ha di bisogno ..
chiedi ad esempio ad Ati o Sak…
13eckhart
°°°°°°°°°°°°°°°°°°°
Ho solo affermato che aggrapparsi ai concetti è un ostacolo.
Sai perchè per capirmi ti ci vuole un traduttore?
Perche evidentemente utilizzi il tuo bagaglio di erudizione analitica..
C’è comunque chi non ne ha di bisogno ..
chiedi ad esempio ad Ati o Sak
………………
Usare i concetti non significa aggrapparcisi..
ma solo chiarificare alla mente le sue possibilità..per trascenderla senza rimpianti..
Ma qui..appena si parla di qualcosa in termini concettuali..a qualcuno viene l’orticaria..e condanna senza neanche aver capito cosa si vuole dire..
Ora mi è tutto più chiaro: http://www.youtube.com/watch?v=fmrMk00zOaY
Bipo:Ora mi è tutto più chiaro: http://www.youtube.com/watch?v=fmrMk00zOaY
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1) Madhukar: “Tue nichts und sei glücklich… Non fare niente e sii felice…Così è la vita. È e non è. Noi la godiamo, facciamo le nostre esperienze, soffriamo, però in realtà è vuota: tutto viene, tutto va.”
2) Ritornello di una canzone di Santa Orietta Berti: ” Fin che la barca va, lasciala andare, fin che la barca va, tu non remare, fin che la barca va, stai a guardare, quando l’amore viene il campanello suonerà. …”.
2) Toshan Ivo Quartiroli : “Perché no ?”
Paritosh:Usare i concetti non significa aggrapparcisi..
ma solo chiarificare alla mente le sue possibilità..per trascenderla senza rimpianti..
Ma qui..appena si parla di qualcosa in termini concettuali..a qualcuno viene l’orticaria..e condanna senza neanche aver capito cosa si vuole dire..
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Ecco,appunto..un altro concetto,un’altra teoria giustificativa della mente..
visto che non può trascendere se stessa.
Non è orticaria ,nè condanna (ognuno fa quel che fa,vuole,può)
ma constatazione.
“Fin che la tua natura va, lasciala andare,
fin che la tua natura va, tu non remare,
fin che la tua natura va, stai a guardare,
quando l’amore viene il tuo cuore suonerà. …”.
°°°
E’ troppo semplice per l’iniziato… alla complicazione.
“Più umile ti fai, meglio è per te, in tutti i modi.”
Ramana Maharshi
INTERMEZZO:
Eck e Paritosh.. state comunicando lo stesso punto…. ma su due piani differenti :-)..
eck: Ho solo affermato che aggrapparsi ai concetti è un ostacolo.
Sai perchè per capirmi ti ci vuole un traduttore?
Perche evidentemente utilizzi il tuo bagaglio di erudizione analitica..
paritosh: Esistono vari tipi di menti..quelle analitiche e quelle sintetiche.. Quelle analitiche vivisezionano la frase ..la parola..per far risultare la convenzione ..la mancanza di significato..a cui ci vorremmo legare..
Le menti sintetiche analizzano i grandi principi ..le strutture mentali della realtà per rinvenire quelle metamentali di cui sono specchio..
Possiamo dire che in ambito esoterico gli uni appartengono alla filosofia del linguaggio e gli altri alla metafisica..ma se non sono fessi..analizzano in termini diversi la stessa cosa..che si mostra diversamente..
:-)
sakshin: “Fin che la tua natura va, lasciala andare,
fin che la tua natura va, tu non remare,
fin che la tua natura va, stai a guardare,
quando l’amore viene il tuo cuore suonerà. …”.
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“E’ troppo semplice per l’iniziato… alla complicazione”.
—
Gianni: formulando la mia posizione in termini semplici, nell’ anima c’è “un so che” che si oppone al quotidiano, petulante, orribile NO PROBLEM !
Anche se questo “non c’è problema” dovesse girare e rigirare al mercato, sulla piazza o in azienda contraffatto da saggezza advaita , “filosofia perenne” o “illuminazione-jet”, sarebbe pur sempre una semplice patacca.
Lo dico senza nulla togliere al rispetto per le semplici, stupide e vere canzoni d’amore :-)
Gianni:Anche se questo “non c’è problema” dovesse girare e rigirare al mercato, sulla piazza o in azienda contraffatto da saggezza advaita , “filosofia perenne” o “illuminazione-jet”, sarebbe pur sempre una semplice patacca.
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Certo,formulato come concetto della mente,o come paroleparole, è..una semplice patacca..
La semplicità è complessa, e la complessità è semplice.
La patacca è vera, e la verità è una patacca.
Il concetto è irreale, e l’irrealtà è un concetto.
La mente è vuota, e la vacuità è mentale.
la parola è falsa, e la falsità è una parola.
17eckhart
Ecco,appunto..un altro concetto,un’altra teoria giustificativa della mente..
visto che non può trascendere se stessa.
Non è orticaria ,nè condanna (ognuno fa quel che fa,vuole,può)
ma constatazione.
…………….
Appunto..
la constatazione è che la mente uscita dala porta rientra dalla finestra.. col negare l’attaccamento ai concetti..dimenticando che attaccamento e non attaccamento sono subordinati a chi si dovrebbe attaccare o staccare..
L’unica regola..nel viaggio interiore..è che non ci sono regole..e alle volte anche l’attaccamento consapevole supplisce ad altri attaccamenti ben più pericolosi..
Navigando sul piano mentale ..è pericoloso predicare il non attaccamento assoluto..perchè ci attacchiamo a quest’idea e la rivoghiamo all’infinito come un drogato col suo chiedere la roba..
e una volta usciti dal piano mentale..parlare di attaccamento è solo constatare la difficoltà a farlo..
oppure a bearsi di questo concetto ..innalzato alle vette della Conoscenza..pur rimanendo sempre un concetto teorico..
Paritosh:L’unica regola..nel viaggio interiore..è che non ci sono regole..
parlare di attaccamento è solo constatare
°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°
Concordo su ciò.
Constatare è solo constatare…
e senza conclusioni ulteriori può provocare un nuovo insight.
Non c’è altro fine..che sarebbe solo un aggrapparsi della mente.
Benritrovati!
Un saluto a vecchi e nuovi partecipanti.
Vorrei esprimere il mio ringraziamento a Paritosh per i suoi interventi in particolare su questo argomento, ed ancora più in particolare mi riferisco ai commenti n. 56 e 87 del precedente post, ma anche al n. 98 dedicato ad un bell’intervento di Gianni De Martino; ringrazio anche lui per gli spunti di riflessione contenuti nei suoi interventi, oltre che per le notizie colte che mette a disposizione nel suo argomentare, e per la sua scrittura davvero così gradevole.
Infine (ma non ultimo) è un gran piacere per me rivedere su questi schermi tracce di quell’insuperabile superlanciaca…te spaziali a lui invio cari saluti ed un augurio di serenità.
ciao.
matil
Grazie matil, il mio ego si gonfia… Ed io (io chi?, sempre l’ego?) lo sto a guardare, con un po’ di compiacenza, come direbbe ati…
Il Maestro di Madhukar, come di molti altri ,tra questi maestri neoadvaita, è Poonia.
Sembra quasi un Movimento.E’ singolare osservare come quasi tutti provengano da una permanenza con Osho.
Poonja era discepolo di Ramana Maharshi,da più parti considerato il Saggio per eccellenza del diciannovesimo secolo.
Ecco qualche stralcio di suoi discorsi,interessante per capire meglio il “fenomeno”neoadvaita,secondo me..
“Non cercare di capire.
Sei in difficoltà perché vuoi capire.
Smettila di voler capire la libertà.
Voler capire è schiavitù.E’ possibile capire gli oggetti,ma come potresti capire ciò che non è soggetto né oggetto?
Quando hai rinunciato a tutto,sei libero.Libero da Dio,libero dalle scritture,libero dal samsara.
Prima togli l’attività,il fare,che è pensare e sperimentare,poi togli l’io.
Allora potremo incominciare.
Allora ci sarà spazio per interessanti discussioni.
Sii sincero e onesto,e non preoccuparti dei metodi.
Il Sé interiore è Coscienza.
Se non conosci il metodo giusto,esso ti guiderà.
Non puoi studiare per essere ciò che Sei.
Non devi capire niente per respirare.
Il Diamante che cerchi è vicinissimo,ancora più vicino del respiro.
Ma lo cerchi nelle tasche del Buddha.
Svuota completamente le tasche della tua mente.
Cerca dove non c’è distanza,dove non c’è nulla da fare.
Chissà ,forse è troppo facile…”
POONJA
Quando Osho morì molti si avvicinarono a Poonja..perchè avevano bisogno di una figura vivente di riferimento..
e per quello che dice..Osho dice le stesse cose..ma dice anche che la mente è talmente incarognita che senza qualche scozzolamento..non lascia la presa..
Se invece lascia la presa solo a discorsi..in Osho non c’è nessun probema a farlo..perchè non ha mai detto che le tecniche non rafforzino l’ego..ma nel medesimo tempo…dice anche che bisogna fare qualcosa quando siamo in posizione di stallo..
Ed è la polemica con Krishnamurti..che si ricrea continuamente..
e anche la delusione di Krishnamuri a vedere che i suoi discepoli non erano minimamente cambiati..
Se poi qualcuno cambia a chiacchiera..ottimo.!
Tutta fatica risparmiata…
Concordo che Krishnamurti,come Maestro,porti allo stallo..
Osho,rispetto ai maestri advaita,lo vedo come “sgrassatore dell’ego” …quindi diventa chiaro come dopo si senta la necessità di cambiare..(senza rinnegarlo chiaramente)
E allora le tecniche non importano più,anzi diventano un impedimento..
Perché ci vuole, nel Balzo finale, qualcosa di più radicale e assolutamente non mentale:
per questo si giunge “naturalmente” presso un maestro Advaita.
Ma prima ,in effetti,non avrebbe senso:ce la racconteremmo..
(Questo in linea generale..non è chiaramente una regola..)
Mi sembra interessante notare come la questione delle scuole, degli approcci, delle linee guida, a volte si conformi in termini di “partigianesimo” o “partitismo”. Ci sono gli advaitin, i neo-advaitin, gli zen, i sannyasin oshani, i krishnamurtiani, gli almaasiani…
E’ sicuramente una mia proiezione. Ma ci vedo anche tanta mente. Non voglio condannarla, è il suo mestiere quello di dividere, classificare, ecc. Ma a volte si spinge a voler determinare ciò che è meglio, ciò che è “avanti”.
Se le cose stanno esattamente come devono essere, allora ciò significa che è giusto che (sparo, magari è giusto) Eck sia sugli advaitin, Ivo su Almaas, Sak su se stesso, Doghen sullo zen, io chissà dove…
E se qualcuno sente qualcosa che lo attira in quel che sostiene qualcun altro, allora magari c’è un cambio di direzione che sta avvenendo, o c’è una resistenza che deve esserci…
Ognuno di noi è la Via di se stesso, la Via è diversa per ognuno e contemporaneamente è la stessa.
Namasmè.
Se le cose stanno esattamente come devono essere, allora ciò significa che è giusto che (sparo, magari è giusto) Eck sia sugli advaitin, Ivo su Almaas, Sak su se stesso, Doghen sullo zen, io chissà dove…
E se qualcuno sente qualcosa che lo attira in quel che sostiene qualcun altro, allora magari c’è un cambio di direzione che sta avvenendo, o c’è una resistenza che deve esserci…
Ognuno di noi è la Via di se stesso, la Via è diversa per ognuno e contemporaneamente è la stessa.
*****
Condivido.
Anche se tutto ciò che c’è da sapere è lì davanti a noi, ma non lo vogliamo o possiamo vedere: è una sorta di esoterismo naturale, segreto non nascosto.
L’informazione profonda che attiene all’Essere, anche se offerta alla sola riflessione, da parte della maggioranza degli individui è rifiutata, inascoltata, perchè in qualche modo inquieta, fa paura… da sempre.
Mentre la menzogna, la consolazione, trovano sempre numerose platee pronte all’applauso, all’inchino…
Ciò che incoraggia la finzione, la commedia, l’illusione, affascina… da sempre
Quindi non c’è bisogno di nascondere l’informazione diretta sull’Essere, perché essa viene fuggita appena la si scorge, perchè la si avverte come pericolo, come possibile distruttrice della nostra falsa identità… da sempre.
Si vede che gli individui amano essere naufraghi… piuttosto che timonieri.
Bipo:
E’ sicuramente una mia proiezione. Ma ci vedo anche tanta mente.
****
Se si capisce che il senso dell’ego non è fondamentale, la prospettiva esistenziale si trasforma. Se si intuisce questo principio non duale, la vita diventa più semplice, anche se non necessariamente più facile.
Tutto resta come prima, perché in realtà non cambia niente. Se prima dovevamo prendere delle decisioni continueremo a doverle prendere, perché la vita significa fare delle scelte. Prima, quando dovevamo scegliere, pretendevamo che i risultati di queste decisioni fossero in accordo con la “nostra” volontà e ci sentivamo frustrati se il risultato era diverso dalle nostre aspettative.
Con la comprensione profonda, continueremo a fare scelte e fare il possibile affinché si concretizzino i risultati sperati, ma accetteremo qualsiasi esito perché sappiamo che non dipende da noi.
E’ in ciò che sta la differenza essenziale.
Anche quando questa comprensione succede solo a livello intellettuale, essa già produce degli effetti rimarchevoli: le interferenze della mente concettuale, emotivo-reattiva, sulla mente funzionale – quella che non ha bisogno del senso dell’ego – diventano meno frequenti e si è consapevoli del fatto che le conseguenze dell’azione sfuggono al nostro controllo.
Una volta libera dagli influssi e condizionamenti della mente identificata, la mente funzionale diventa sempre più efficiente e qualsiasi cosa ci accingiamo ad attuare è certo che la faremo in maniera più efficace.
Perciò è utile analizzare, al fine di vedere come funzioniamo realmente, le nostre azioni e cercare di scoprire se sono veramente “nostre” come crediamo, o se sono eventi che non dipendono da noi.
Approfondendo questa obiettiva e impersonale osservazione attraverso l’esperienza reiterata, l’ego non può che indebolirsi sempre di più ed, in concreto l’approccio alla vita si semplifica e si fa più spontaneo perché, con questa realizzazione, c’è meno senso di sè, orgoglio, meno sensi di colpa, meno odio e invidia… tutte cose che sono legate al senso dell’ego, alla erronea percezione di essere agente personale,
Ciò non vuol dire che questi sentimenti non si mostreranno più, ma non ne resteremo coinvolti o, almeno, lo saremo sempre meno, non più come prima. Fino al punto che, un giorno, non ci saranno più.
Allora il vivere sarà fluido e naturale come potrebbe sempre essere se ci fosse la comprensione di chi Siamo.
Anch’io condivido quello che dice Bipo.
Con una precisazione.
La chiarezza è importante.
La chiarezza vuol dire che l’insegnamento ti metta di fronte i punti chiave, che credo siano:
1) Non esisti, se non nei tuoi pensieri;
2) Il corpo morirà, quindi devi risolvere il problema della vita e della morte da solo;
3) Qui non si guadagna niente, non c’è niente da ottenere;
4) Da qui non si fugge.
Mi sembra una buona base di partenza.
L’insegnamento che non ti mette di fronte a questi fatti, potrebbe essere carente…..
Se ti identifichi col tuo corpo e con i tuoi pensieri,(ovvero è il tuo pensiero stesso a farlo)
è ovvio che non esisti..
Ma chi afferma ciò…ovviamente c’è qualcos’altro,una Coscienza che Sa segretamente cosa Sei ,per stabilire cosa non sei..
Sakshin indica un esoterismo naturale,da riscoprire e che lo Sa …
Cosa Sei..questo un ottimo punto di partenza per indagare,per scoprire..
Ma non con la mente concettuale.
Per tutti quelli che sostengono che Krishnamurti porti allo stallo.
Volevo farvi notare che Krishnamurti non si è mai definito Maestro e che le sue parole semplicemente non lasciano appigli mentali. Forse proprio per questo motivo vi sembra che porti allo stallo…perché le sue parole non vi permettono di razionalizzare e rendere dottrinale il messaggio ma vi inducono a vedere quello che siete veramente.
Ho seguito con molta attenzione e in disparte tutta la discussione e mi ha colpito molto il livello culturale di alcuni e la profonda semplicità di altri. Vi faccio i miei complimenti siete un bel gruppo.
Senza malizia, mi sono meravigliato che anche eckart sostenga che Krishnamurti porti allo stallo. Mi sembra di capire che lui stesso valorizzi il messaggio fondamentale dell’advaita che come tali si propone la fine della ricerca e la realizzazione di cio che È. Ricordo a chi ha letto Krishnamurti che lui stesso sostiene che la ricerca è un gioco della mente. Ricordo anche che lui stesso parla di filosofia negativa che per sua natura non cerca di affermare la verità ma la falsità di qualcosa. Secondo tale filosofia non possiamo sapere che cosa siamo…ma possiamo sapere che cosa non siamo in modo da togliere convinzioni errate finchè la verità non emerge. Esempio comprendere che non siamo il nostro corpo, la nostra mente, la nostra macchina ecc ecc.
Krishnamurti parla sopratutto dell’identificazione e nei suoi discorsi ci mette d’avanti ad essa. Non propone ricette ma con il suo modo di essere, con le sue parole dirette che non lasciano appigli smonta quella struttura di convinzioni che spesso coltiviamo e valorizziamo.
Mi metto io stesso in prima fila. Accumulare (informazioni, elevazione, amore) è una delizia per la mente e nell’accumulo spesso ci sembra, spesso mi è sembrato, di progredire.
Mi è sembrato di essere migliore cosi…di non sprecare il mio tempo.
E questa non è altro che un altra figura nella mente, non trovate? Un’altra espressione dell’ego. Come dite qui, raccontarsela.
Ho scoperto da poco l’advaita grazie al libro: Tu sei ciò che cerchi di John Greven. Mi ha colpito molto e nella filosofia advaita trovo la stessa semplicità e messaggio diretto che ho letto nei discorsi di Krishnamurti. Per questo non capisco perché dite che Krishnamurti porta allo stallo.
Il movimento, il progredire, non è forse della mente e dell’ego?
Chi progredisce? Chi subisce lo stallo?
Ah…se si potesse mettere sotto scacco-matto l’ego….
^____________^
ma ahimè…chi lo vorrebbe mettere sotto scacco?
Namaste
Caro vagabondo capisco ciò che dici..forse il mio giudizio è viziato dal fatto che lessi Krishnamurti all’inizio del mio “percorso” … quando riuscivo ad intellettualizzare tutto,e a farne una filosofia..da qui lo stallo.
Comunque ,chi ha seguito per una vita solo i suoi discorsi,sembra concludere la stessa cosa..
Non so..forse sarà che parlando troppo all’individuo,i suoi discorsi portano ad una certa identificazione.
Riporto qui questo dialogo di Ramesh Balsekar (grande Maestro Advaita) proprio sull’argomento:
“Domanda:
Tu hai reso tutto così chiaro,che mi chiedo perché ho dovuto ascoltare Krishnamurti per trent’anni.
Ramesh Balsekar:
Maharai (Nisargadatta) inizia dove Krishnamurti finisce.
Ovviamente i tuoi trent’anni sono stati una preparazione. Che cosa ti ha condotto qui oggi?Quei trent’anni! Se non avessi alle spalle un lavoro di trent’anni, nostro dialogo non sarebbe così illuminante.”
eck: (Balsekar) ..Maharai (Nisargadatta) inizia dove Krishnamurti finisce.
Ovviamente i tuoi trent’anni sono stati una preparazione. Che cosa ti ha condotto qui oggi?Quei trent’anni! Se non avessi alle spalle un lavoro di trent’anni, nostro dialogo non sarebbe così illuminante.”
atisha: più che condivisibile! per me Osho è finito dove è iniziato Krishnamurti.. e Krishnamurti è finito dove è iniziato Nisargadatta.. e Nisargadatta (e altri) è finito dove…. dove…
beh, non lo dico.. quello è un Punto importante… un Inizio dove è possibile ormai camminare a piedi e giocosamente OVUNQUE!
namastè
Ps… a parte la personale sequenza, io credo che un po’ tutti i maestri ad un certo punto della nostra ricerca personale portino a stallo.. perchè ognuno ha da regalarci ed Insegnarci con la propria peculiarità..
trovo sia quasi impossibile “camminare” con un solo maestro..
:-)
Naturalmento, giocando…
per me, Balsekar ha “finito” dopo che Osho aveva “iniziato” e Nisargadatta approfondito.
Invece J. Krishnamurti, pur essendo un grande, non mi ha mai toccato, affascinato… coinvolto.
Però capisco che possa piacere, essere fonte d’ispirazione per altri.
A ciascuno il suo… viaggio.
Sak ;-)
Bè..bisogna camminare molto per arrivare al punto da cui eravamo partiti..
leggendo i commenti di questo articolo ritrovo il sapore dell dialogo sincero e diretto che sentivo nei forum di alri tempi.
voglio quindi salutare tutti i partecipanti allo scambio di parole.
venendo al lavoro in moto questa mattina querdando la strada scorrere e l’aria ed il sole sul volto .. sentivo di essere questo eterno momento.
io sono questo eterno momento
cosi’ semplice da dire cosi’ semplice da fare basta ricordarselo.
nessuno sforzo nè lavoro sono cio che sono cosi come sono….
per chi vuole puo’ vedere in cio’ solo giuochi di parole ma sono i suoi giuochi.
questo etermo momento mi è testimone indistruttibile .
e allora cosa sono illuminato anche io?………
le caratteristiche dell’illuminazione è completamente realizzato e completamente privo di difetti
senza piu’ la possibilità di ricadere senza piu’ impronte mentali , consapevole costantemente nella vita e nel sogno e nella morte .
mi guardo e scopro in mè ancora tante predisposizioni e a volte sono felice, a volte sono triste … e quando dormo non so’ dove sono….
no’ non sono illuminato, ma questo eterno momento mi testimonia che sono sul sentiero…
ciao
Massimo
E’ un pellegrinaggio, una sorta di gioco… del Sè che identificandosi con una forma…
Comunque: si chiami Osho, Krishnamurti, Nisargadatta, Balsekar, Almmas, Tolle… o tanti altri nomi, è semprè il Sè, attaverso infinite forme e pellegrinaggi, che fa tutto.
Dalla identificazione alla disidentificazione fino all’auto riconoscimento.
Tanti nomi, compreso il nostro, per un solo Sè.
E allora noi attori-spettatori chi siamo? Quello!
Bisogna camminare molto per arrivare al punto da cui eravamo partiti? Dipende… perchè quel punto è sempre qui e adesso!
Paritosh: Bè..bisogna camminare molto per arrivare al punto da cui eravamo partiti..
atisha: molto o poco è solo un fattore individuale.. certo non è una passeggiata da fare subito a piedi e privi di cartelli stradali.. anche se ad un certo punto necessita buttare anche le scarpe.. e proseguire Fiduciosi a piedi, da una cima all’altra della Montagna sacra… ma a quel punto…
massimo: nessuno sforzo nè lavoro sono cio che sono cosi come sono…. per chi vuole puo’ vedere in cio’ solo giuochi di parole ma sono i suoi giuochi. questo etermo momento mi è testimone indistruttibile .
e allora cosa sono illuminato anche io?………
atisha: qualcuno direbbe che sei illuminato anche tu… come tutti .. che non c’è niente da raggiungere, che è già tutto qui.. vero…
però preferisco dire che stai semplicemente percorrendo la Via dell’Illuminazione.. e che un certo risveglio della coscienza inizia a produrre il suo effetto…
ciao massimo :-)
Massimo:
no, non sono illuminato, ma questo eterno momento mi testimonia che sono sul sentiero…
***
Quell’eterno momento è tutto; il sentiero è la vita come ci accade; l’illuminazione – quella vera e non mitica – è esserci pienamente in questa vita, momento dopo momento, consapevolmente, per per come si è.
Ciao! :-)
ciao a voi sakshin e atisha
il mio intervento vuole essere un contributo , alla comprensione; del fenomeno illuminati occidentali…
nella corrente di pensiero advaita/osho…… krisnamurti…. ecc.. si parla di illuminazione cosi’ come nella cultura buddista tibetana…
eppure c’è una differenza fra il significato del termine in una scuola e lo stesso termine nell’altra.
il mantra
Om Gate Gate Paragate Parasamgate Bodhi Soha
esprime la differente visione.
la raduzione letterale è difficile ma a mè una volta lo hanno spiegato cosi’…
andato andato andato senza possibilità di ritorno illuminazione sia
qui sta la differenza per le scuole advaita quell’eterno momento è tutto…. e questo è vero…. ma , resta il fatto che se c’è la possibilità di uscire da quell’eterno momento non è illuminazione definitiva
in pratica ci sono ancora gli skanda … le predisposizioni di cui siamo fatti.
ciao
massimo
Massimo Moretti:
… qui sta la differenza per le scuole advaita quell’eterno momento è tutto…. e questo è vero…. ma , resta il fatto che se c’è la possibilità di uscire da quell’eterno momento non è illuminazione definitiva in pratica ci sono ancora gli skanda … le predisposizioni di cui siamo fatti.
***
Una volta accaduto il Reale Riconoscimento non c’è alcuna possibilità di uscita da quella Consapevolezza.
Se non c’è più identificazione con il senso dell’ego e consapevolezza costante, anche le predisposizioni di cui siamo fatti vanno gradualmente affievolendosi, fino a scomparire.
Massimo Moretti:
… qui sta la differenza per le scuole advaita quell’eterno momento è tutto…. e questo è vero…. ma , resta il fatto che se c’è la possibilità di uscire da quell’eterno momento non è illuminazione definitiva in pratica ci sono ancora gli skanda … le predisposizioni di cui siamo fatti.
***
Una volta accaduto il Reale Riconoscimento non c’è alcuna possibilità di uscita da quella Consapevolezza.
Se non c’è più identificazione con il senso dell’ego e consapevolezza costante, anche le predisposizioni di cui siamo fatti vanno gradualmente affievolendosi, fino a scomparire.
Ciao!
Sak :-)
Errata corrige:
Se non c’è più identificazione con il senso dell’ego e c’è consapevolezza costante…
L’illuminazione non può essere un evento calato nel tempo, perché il tempo, dal punto di vista del Sé noumenico (dell’Essere) e non fenomenico (dell’Accadere), non esiste.
Se c’è illuminazione, c’è un sé cui accade un fenomeno denominato illuminazione, che momentaneamente reversibile o irreversibile che sia, necessità pur sempre di un soggetto separato identificabile cui il fenomeno accade.
D’altro canto, se l’illuminazione non esiste, il tempo prende le redini dell’Essere e questo, in quanto tale, atemporale, perfetto e potenzialmente onnicomprensivo, sembra non avere la capacità di estrinsecarsi nel mero “mondo” come agli umani sensi appare.
Riassumendo in altre parole, forse più semplici e comprensibili per tutti: per la supercazzola spiritualmente prematurata, come se fosse Antani, o Advani, con Scappellamento Qui-e-Ora, né a Destra né a Sinistra la Tarapia Tapioco è sicuramente Essenziale.
no.. non dirmi che anche tu scappelli!!! :))