A fine Giugno sono andato a trovare Nirodh e Ushma nel loro centro Osho che gestiscono da parecchi anni a Varazze. Nirodh mi ha mostrato diverse foto del periodo degli anni ’70: gli storici festival di Re Nudo, le situazioni hippie, le comuni dell’epoca. Foto stupende del nostro amico comune Italo Bertolasi, fotografo, viaggiatore di confini geografici e interiori, e attualmente impegnato con la sua compagna Ginevra a portare gioia alle sofferenze umane.
Il vulcanico Nirodh, dopo aver pubblicato 60 CD musicali, mi ha parlato dei suoi nuovi progetti cinematografici. Ad Agosto andrà in Israele per seguire lo sviluppo di un film di cui ha scritto la sceneggiatura. Sembra che con l’avanzare della sua malattia parallelamente si espande la sua creatività, dando una testimonianza concreta alla frase “non siamo il nostro corpo”.
Ho trovato un uomo che si è individuato in una personalità unica, senza compromessi, che è andato oltre le identificazioni e alle identità di gruppo. Una persona che “è sulla sua strada” e che si sente privilegiato nell’aver potuto costruire un centro in mezzo alla natura e di poter restituire la sua gioia ospitando persone sul percorso di conoscenza. Con Nirodh è possibile sia parlare di temi profondi che sparare cazzate ed è una delle rare persone con cui si può anche litigare in totalità, apprezzando il suo parlare fuori dai denti e sapendo che alla fine è tutto parte di un gioco cosmico.
Un modo in cui condivide la sua abbondanza è quello di organizzare dei festival di meditazioni attive con attività artistiche e musica dal vivo, che quest’anno avviene dall’11 al 14 settembre in un campeggio nelle colline liguri.
La formula di quest’anno mi piace in modo particolare per diversi motivi. Il primo è che avviene nella natura e non in un ambiente urbano o alberghiero. Apprezzo inoltre i costi molto contenuti dell’iniziativa (costo dell’intero Festival Camp a soli 35 Euro, a cui si aggiungono 4 Euro a persona al giorno per il posto tenda, pasti a 8 Euro) che danno la possibilità a chiunque, anche a giovani, di approcciare la meditazione e di condividere uno spazio di energia con altri ricercatori.
Con Nirodh da anni parliamo della necessità di andare oltre il modello terapista-cliente, conduttore di gruppi-partecipanti. I training ed i workshop di lunga durata necessitano della conduzione da parte di persone con più esperienza e conoscenze di se stessi, ma in molte altre situazioni non è necessario che si creino separazioni di ruoli troppo ampie tra chi conduce e chi partecipa.
Questo Festival è anche pensato in questo modo. Oltre alla conduzione guidata di attività ed esperienze, vi saranno spazi dove condividere attivamente tra i partecipanti. Ad esempio, uno potrà dare un massaggio ed avere in cambio una sessione di shiatsu, piuttosto che di Reiki. Diciamo una specie di Festival 2.0 dove i partecipanti stessi creano i contenuti del festival. Parteciperò con il mio vecchio camperino.
Un’intervista con Nirodh è stata pubblicata precedentemente su Innernet.

Senza nulla togliere a nessuno, anzi, complimenti!
Tuttavia mi sorge spontaeo il pensiero dei preti, dei salesiani, degli oratori…mah..chissa…
yam….potresti spiegare meglio il pensiero spontaneo che ti sorge a riguardo….
Non lo so…e’ stato solo un pensiero..sorto cosi..e cosi l’ho lasciato andare…devo scavare?
Certo potrebbe aver a che fare con qualche mio personale vissuto….anzi sicuramente e’ cosi….
1(Y)am
Senza nulla togliere a nessuno, anzi, complimenti!
Tuttavia mi sorge spontaeo il pensiero dei preti, dei salesiani, degli oratori…mah..chissa…
Per quanti sforzi si facciano..le comunità hanno sempre un sapore da caserma..da seminario..
magari seminario misto..con preti e suore..ma le “regole”..che determinano spazi in comune..sono difficilmente digeribili dagli “spiriti liberi”..
Nel mondo normale..è più facile..perchè si può partecipare alle comunità..e cercare di trasgredire le leggi..”resistere”….lasciare la nostra anima fuori dal “mucchio”….ma se andiamo in un “centro di meditazione”..è d’obbligo non spernacchiarlo..anche perchè siamo noi che paghiamo e non noi che veniamo pagati a partecipare…naturalmente parlo dei partecipanti e non dei terapisti..che approcciano il problema in modo inverso..anche se poi le “regole”
ci sono per tutti..
Ma è proprio questa la ragione iniziatica dei Centri..la ragione profonda..quella che non appare in superficie..
I “Centri”.. le riunioni..i festival..sono modi per relazionarsi all’esteriore..alle regole..senza lo svicolare come facciamo nel mondo profano..
E se i “gruppi”..servono a riscoprirci in dimensioni interiori difficilmente raggiungibili da soli..arriva poi un momento dove le strade si separano..e la “libertà”..è trovare il coraggio di imporsi all’autorità degli altri..non uccidere il Budda o il Maestro..ma bastonare l’Ashram..e piegarlo alla nostra “ricerca”..e non fare il contrario..
Insomma..il seminario o l’oratorio..serve ed è utile a sostenere chi lasciato a se stesso non sarebbe in grado resistere all’”illusione”…è una ciambella nel mare in tempesta..ma poi..volenti o nolenti..siamo chiamati a nuotare da soli senza salvagente..e allora..l’”oratorio”..non è più visto come una protezione o un’impiccio..ma solo come una fase che ci ha aiutato quando rischiavamo di affogare..e che adesso..non serve..più…se ci prendiamo il rischio di nuotare o di perire…in quel mare di sensazioni che trascinano l’incauto verso gli scogli..e il saggio verso la riva ..
Ma come siamo seri… io vado per trovare gli amici, stare bene e divertirmi, magari divertirmi anche meditando. Ehm… si tratta di F-e-s-t-i-v-al mica di un ritiro di Zen con maestro giapponese che bastona, sveglia alle 5 e un pugno di riso da mangiare (che magari potrebbe anche farmi bene ma non è proprio per me in questo periodo…). Vamos a vivir que la vida es curta.
Per quanto riguarda l’oratorio, a 7 anni sono riuscito anche a farmi esentare da catechismo perché ero troppo rompipalle :-)
Comunicazione tecnica di cui scriverò in modo più esteso più avanti: per diversi motivi i commenti sono ora moderati quindi potrebbe passare un tempo imprevedibile per l’approvazione (da 1 minuto se sono online a parecchie ore).
Tutto il mondo e’ una gran reunion , gente affine che si trova per divertirsi, confrontarsi, scontrarsi….ognuno si associa con la propria aspettativa di crescita con gli altri.Vi sono associazioni di persone che cercano di chiarire insieme le domande fondamentali e perche’ no cercare di esaudire i propri bisogni relazionali, se fatto in pace e nel rispetto, giocando con l’arte e curando il corpo,e’ una crescita per tutti.
Che c’e’ di male….certo si paga il biglietto dei costi oggettivi per fare accadere l’avvenimento,come tutto del resto,il circo,il cinema, i concerti, lo stadio…
Poi ci sono anche le associazioni a delinquere dove si guadagna e basta, ma quello non fa per noi spero.
ritengo che resti comunque una chiesa.. un business dei peggiori… un circo per pettegoli di ogni tipo, forse oggi un po’ meno, ci sono meno falsi sorrisi..ed i vecchi Lupi di mare che conducono il gioco un po’ più stanchi di un tempo..
Non sto parlando di Nirodh che ho avuto modo di vedere ma di non avvicinare… ma del clima che si respira nel globale al Festival..
ho partecipato ed osservato abbastanza… e ciò mi è bastato…
è solo una mia testimonianza, prendetela per quello che è…
ivo scrive: “Oltre alla conduzione guidata di attività ed esperienze, vi saranno spazi dove condividere attivamente tra i partecipanti. Ad esempio, uno potrà dare un massaggio ed avere in cambio una sessione di shiatsu, piuttosto che di Reiki. ”
mi chiedo.. e chi non ha niente da dare.. può ricevere lo stesso??? :-)))
un caro saluto a tutti… :)
Cara Atisha, il mondo siamo noi, e noi lo facciamo partecipandovi…tuttavia non possiamo essere in macchina in coda e lamentarsi del fatto che ci sia…c’e’ perche’ ci siamo pure noi….la coda siamo noi!
Mi sembra che questa manifestazione cerchi di liberarsi da quello di cui parli e che comunque appartiene all’umana natura….e lo troverai ovunque…mi sembra di vedere nel programma molte proposte libere e divertenti …tipo portare i propri strumenti e suonare insieme….e se tu credi di non aver nulla da dare….ricevi con un sorriso …anche questo e’ un dare a chi e’ felice di offrirti quello che ha.
ciao
Marte.. mi sembra l’isola felice, da come descrivi l’evento! :)))
vi auguro il meglio…
Parafrasando, quanto alle code in macchina.. è per questo che cammino volentieri a piedi…
namastè :)
Cara Atisha, purtroppo anche a piedi partecipi alle code….
ho riflettuto su questo punto che scrivi : ritengo che resti comunque una chiesa.. un business dei peggiori… un circo per pettegoli di ogni tipo, forse oggi un po’ meno, ci sono meno falsi sorrisi..ed i vecchi Lupi di mare che conducono il gioco un po’ più stanchi di un tempo..
se mi permetti un parere,mi sembri un po troppo giudicante e severa, poi ho visitato il tuo sito blog …e ho trovato una sequenza di lapidi con scritto frasi “spirituali” di ogni tipo e maestri, mancava il vangelo e padre Pio poi c’erano tutti, certo che dire che un festival e’ una chiesa…che dire allora del tuo blog,un cimitero di frasi prese a prestito…potresti spiegare come potrebbe essere un festival dal punto dell’atisha-pensiero, con gente selezionata dai sorrisi veri….lupi di mare giovani ed aitanti, ingresso gratis a tutti…abolizione e divieto delle chiacchiere mondane e i trasgressori verranno condannati a 8 ore di vipassana in silenzio nell’angolino con maestro zen che bastona…e poi leggere le upanishad e il tuo blog.
ciao ciao
Il punto sono forse sempre le aspettative..
E’ un festival dice Ivo,e come tale-cioè principalmente luogo di divertimento- va considerato..
Per gli altri che ambiscono di più,forse meglio un satsang col “Maestro”.
Per me niente.
I festival sono utili..ci fanno sentire sul “sentiero”..
Partecipiamo alla pienezza del buddafield..dal nostro punto di vista..
E spesso..quando troviamo gente come noi..nausata dai festival..andiamo a giro per campagne e paesi vicini..divertendoci un sacco..
Ho questi ricordi delle mie partecipazioni agli eventi..e il godimento nell’entrare in una pizzeria senza la paura di essere giudicati poco spirituali..di energia “pesante”..
Che rilassamento nel sedere con i gomiti sul tavolo e ordinare birra o vino a volontà..?
Ma ciò è stato possibile perchè c’era il festival..e un pezzo di buddafield..quello che gradivamo ..lo abbiamo portato appresso nei nostri vagabondaggi…
In fin dei conti ..non era proprio questo quel rapporto cuore a cuore che andavamo cercando..?
E le risate per come eravamo “poco” spirituali..?
Ridere è proprio un atto esoterico e di profonda spiritualità..e quando viene ottenuto senza neanche una tecnica che non masca da noi stessi..sicuramente siamo nella strada giusta..
Cioè..l’altra faccia della medaglia dei festival e delle riunioni e dei gruppi..
Che fauna, gli “spirituali”…..siamo gente difficile….peccato!
Marte: se mi permetti un parere,mi sembri un po troppo giudicante e severa, Marte: poi ho visitato il tuo sito blog …e ho trovato una sequenza di lapidi con scritto frasi “spirituali” di ogni tipo e maestri, mancava il vangelo e padre Pio poi c’erano tutti, certo che dire che un festival e’ una chiesa…che dire allora del tuo blog,un cimitero di frasi prese a prestito…potresti spiegare come potrebbe essere un festival dal punto dell’atisha-pensiero, con gente selezionata dai sorrisi veri….lupi di mare giovani ed aitanti, ingresso gratis a tutti…abolizione e divieto delle chiacchiere mondane e i trasgressori verranno condannati a 8 ore di vipassana in silenzio nell’angolino con maestro zen che bastona…e poi leggere le upanishad e il tuo blog.
caro Marte (anche se ti percepisco femmina).. vedo che il mio giudizio ti è appartenuto e ne hai messo subito in atto un altro.. su me che nemmeno conosci… hai hai hai…. :))))
Ciò che ho scritto, se pur ti irrita, è ciò che ho assorbito ai vari Osho Festival.. ed è solo a quelli che mi riferivo… Mi sono divertita abbastanza dal 2001 in poi ad osservare “l’evento”… certo forse il mio ingresso era già un po’ smaliziato ed un “un punto di vista” come Paritosh ben descrive…..
Se l’organizzazione è ancora in piedi è perchè serve (a parte che negli anni ho visto sempre meno gente… e ci sarà pure un perchè…).. e funziona.. cattura certi tipi di ricercatori, ne hanno bisogno.. e per cui tutto benvenga!
mi chiedevi come dovrebbe ssere per me un festival? beh.. mi hai tolto la possibilità di dirlo.. hai già trovato la risposta.. Mi hai letto nel pensiero? :-P
Non male ciò che hai scritto.. tranne alcuni punti da ritoccare, per il resto ci può stare tutto.. (non chiedermi quali però…)
ps.. il mio blog? come ogni parrocchiano che si rispetti ti sei fermato a leggere la superficie della “lapide”.. ma non sei entrato affatto nel merito del blog… ti sei fermato al profilo… ;-)
namastè _/|\_
Perbacco! se leggere la presentazione di Ivo, mi era sembrata un bel modo per informare dell’evento e pensavo di passore il link agli amici, a metà del blog mi si sono spenti gli entusiasmi e ho cambiato idea. Ma è davvero il caso di mettere on line tutte queste catarsi e disquisizioni mentali?
Comunque, se avevo una mezza idea di inserire un blog nel mio sito, leggere ora mi è stato utile poichè mi ha chiarito che non è il caso.
Un abbraccio a chi fà e crea qualcosa, con tutti i possibili errori del caso.
Nirava
Nirava… ecco un’occasione mancata…
quella di non mettere sotto il tappeto lo sporco che non ci aggrada!…
Cosa vorresti on line? baci e abbracci e soli incensi? sorrisie applausi?
Il mondo è anche altro.. ed un blog o sito a carattere spirituale dovrebbe essere in grado di raccogliere anche ciò che non piace.. anche l’idea contraria…
O no? :-))
Se tu vedi catarsi è un problema che dovrai risolverti .. io vedo solo uno scambio di opinione, cosa che siamo ben abituati a fare qui e altrove…. sincera-mente!
Namastè e Buona vita.. con un sorriso :-)
..Poi leggo interventi come quello di Nirava e ridivento perplesso.. e torno alla sensazione iniziale di Yam..
quella della parocchia salesiana per capirci…(anche nel senso di “pulizia esteriore”..)
Mi chiedo come e cosa può frenare tanto da irrigidire l’interesse ..un dialogo “normale” ove vi siano tracce di “catarsi” (?!) e disquisizioni…tanto da non offrire più il link (!)
Come dire:achtung..potrebbe inquinare!
Eppure so che osho auspicava le catarsi …quindi perché scandalizzarsene?
Ciò che è pulito non può che essere figlio anche dello sporco ripulito,cosa negarci allora?
Forse è una faccenda privata da non porgere pubblicamente in un blog,tanto da rappresentarlo politicamente scorretto?
Boh..comunque non mi preoccupo di capire sino in fondo,non sono affari miei,anche se un idea me la sono fatta..
Piuttosto aspetto Ivo che c’informi sul passaggio ai messaggi moderati:avrà avuto i suoi buoni motivi.
Continuerò sempre ad amare osho..ma che ci azzaccano però gli osheani..
Mah…che dire ad Atisha, vedo che e’ una Maestra di ping-pong …purtroppo ho speso un po’ di tempo nel tuo blog dove insegni a tutti col ditino puntato cose’ la vera via e l’amore universale…etc… etc…
e credo che tu come hai capito da sola ,non sia adatta ai festival..dove non puoi sfoggiare il tuo sapere, ma semplicemente giocare e condividere con persone non cosi avanti e smaliziate come credi di essere tu…. ma forse piu’ divertenti…va be’ faremo a meno di te…..comunque ti vogliamo bene lo stesso.Scusami le parole un po’ forti ,ma sei irritante con le tue certezze e superiorita’.
L’evento siamo noi…!
A parte il festival..che è un evento ben determinato e letto come tale..possiamo dire che la nostra presenza e il nostro atteggiarci nel mondo..costituisce il vero evento..quello definitivo e non episodico..quello naturale e non artificiale..
La nostra presenza è un evento che offriamo al mondo..un invito….a cosa..?
Ecco..!
Quale invito facciamo a chi ci vede e ci contattta anche solo con lo sguardo quando camminiamo..?
Una volta spente le luci del festival..si accendono quelle vere ..che non possiamo evitare con boria e spocchia supponente..perchè fanno parte della nostra vita..
In certe epoche è bene dedicarsi a festival esteriori..e in altre epoche a quelli interiori…
e siamo sicuri che noi siamo meglio di ciò che contestiamo con così acuta sensibilità..?
X Marte: grazie di avermi letto e speso un po’ del tuo tempo..
è tempo ben speso.. male non fa..
Quanto al tuo volermi bene.. smettiamola con queste pagliacciate..
non mi conosci e non puoi volermi bene..
posso solo esserti indifferente o irritarti.. ma non ti è possibile altro..
quell’affetto è un trappolone dell’ego, delle false certezze dell’ego…
dei falsi abbracci che vi tirate nei vostri festival o centri.. e poi dietro vi criticate a più non posso!!! :-)))
ma Osho proprio non ti ha insegnato niente??
Sorrisi… ;-)
paritosh: In certe epoche è bene dedicarsi a festival esteriori..e in altre epoche a quelli interiori…
ecco, esatto.. sarebbe opportuno iniziare a dar vita veramente a quelli interiori, senza trincerarsi in quelli esteriori..
C’è bisogno di crescere velocemente.. senza continuare ad andare in chiesa o dietro ai soliti gruppi ormai fondamentalisti, che offrono sempre un’esperienza di stallo, forse meno drammatica di alcuni circoli , ma che anch’essi usano la tattica “del terrore” (l’illuminazione non è per te anche se ne parliamo) e della mente del gruppo, per controllare che i membri che ne fanno parte non escano dal seminato ed abbisognino solo di risultati parziali, senza che essi possano esplorare la propria spiritualità in modo autentico anche oltre la loro chiesa..
un saluto… :-)
E’il “principio del fare” che produce lo stallo,rallentando quello dell’Essere..
Il fare,oltre osho,oltre la sua morte fisica,ha prodotto parecchio,perdendo di vista,però,l’”Essere Osho”.
L’Energia è perduta per sempre insieme al Maestro.
Più facile trovarla tra le sue parole…nei suoi Silenzi.
E’ ora di capire che ,a parte certo entusiasmo utile per gli inizi,osho non può accompagnarci nel Grande Balzo, oltre il fare del Movimento di osho.
Sì:oltre osho, ci attende il Festival Interiore. :-)
L’aggregazione tra coloro che hanno uno scopo comune è un istinto atavico dell’uomo e forse anche un bisogno della loro anima.
C’è qualcosa di divino nell’unione e nella condivisione, anche solo quando si sta insieme allo stadio a tifare per la squadra del cuore.
Ogni bicchiere è sempre mezzo vuoto, ma perchè non guardare “anche” la parte piena?
Mi “piacerebbe” il prossimo anno, al prossimo annuncio del famoso festival di Osho, al quale mai ho partecipato e non credo mi capiterà di farlo per questa vita, di leggere qualcosa di nuovo invece che le solite trite e ritrite considerazioni, scusatemi…. ma la ripetizione dei soliti commenti al caso è troppo pedissequa per non notarla.
ciao a tutti.. partecipo poco alle discussioni per i soliti problemi di tempo e perchè forse non ho capito come funzionano i blog… ma non mi sento nel blog in quel clima di piazza aperta dove ognuno poteva iniziare un discorso e chi era interessato poteva parlare con lui…
leggendo questo intervento mi sorgono due considerazioni:
1) imparo con dispiacere che gli interventi devono prima essere visti dal curatore del blog… immagino per problemi legali…. e chiedo ma non è possibile che ogniuno si prenda la responsabilità di cio’ che dice ? intendo anche legalmente…
2) non ho mai visto un festival i miei sono sempre stati ritiri di meditazione quelli appunto con un pugno di riso o meglio ancora digiuni. …
mi piacerebbe andare ad un festival, ma non mi interessa imparare alcun che… vorrei invecie parlare di persona con altri uomini e donne
che vivono con estrema serietà la loro vita spirituale….
ma tutti alla pari nessuno è piuì’ maestro di altri.
sapete che ci siano situzioni in cui ci si puo’ incontrare come esseri umani che si scambiano sguardi e pensieri ?
ciao
Massimo / sento
Fare, non fare, ashram, festival o bar, interiore o esteriore… finchè vedremo una separazione tra questi ambiti e proietteremo nell’ashram il nostro giudice interiore, allora penseremo che l’ashram, il centro o il festival ci limitano, che dobbiamo stare a certe regole mentre al bar abbiamo le libertà… in realtà il vino non mancherà al festival (e se non c’è porto io quello buono!) e sicuramente vi saranno spazi molti più ampi di espressione che non al bar . Fino a qualche anno fa mi comportavo diversamente a seconda di dove mi trovavo. Nei centri mi comportavo più in modo “spirituale” (haha) o perlomeno nel modo in cui proiettavo l’essere tali.
Ora posso parlare di coscienza e meditazione al bar (lo faccio davvero) e sparare mega cazzate nei centri (chi mi conosce ehm… può confermare). Se accetto ciò che sono e accetto le mie parti non potrò che esprimere me stesso in qualunque ambito. Certo, nei limiti della convivenza civile, ma anche nei bar, nei bordelli, nei rave party e nei quartieri malavitosi ci sono limiti, spesso più stretti di quelli dell’ashram. Tutti questi luoghi sono comunque a loro volta ambiti di umanità e di consapevolezza per un ricercatore.
La perla si trova spesso ficcando le mani nel fango e questo fango lo troviamo ovunque, magari anche in qualche festival. Può emergere anche il nostro. Evviva! Andiamo un po’ più a fondo e a volte c’è qualche sorpresa.
Osho conosceva i silenzi ma quando parlava trasmetteva un fuoco che si può percepire anche solo dai libri. Ha inventato la meditazione dinamica e la kundalini, che sono il “fare” per eccellenza, ma un fare dove il silenzio e l’osservazione interiore sono alla base. Il Grande Balzo… quando ci si avvicina al cratere credo che il terrore non ci consenta grandi distinguo su chi ci ha portato fino a lì. Forse lo malediremo e poi lo ringrazieremo. E poi magari rideremo. E magari capiremo che non c’era nessun Osho, nessun insegnante e nessun discepolo e nessun salto. A me è bastato vedere il cratere da lontano per farmi passare la voglia di distinguere tra maestri buoni e non, tra discepoli sulla via e tra chi non lo è.
Atisha, quando ti parlavo di superego tempo addietro mi sembra tu l’avessi capito come una specie di Superpippo per l’ego. Il superego è il giudice interiore, che percepisco a volte forte al tuo interno e che esternalizzi (proietti) criticando a destra e a manca. Come sai le critiche e anche le polemiche sono accettate sul sito, ma mi chiedo quanto ti serva e serva agli altri un continuo bacchettare. Se hai trovato dei pettegoli al festival, beh, li ho trovati anch’io, ma li trovavo quando a mia volta ero in una tale attitudine.
Non è facile organizzare un festival, non è facile tenere un sito come questo, non è facile andare in giro per il mondo come fanno altri amici per portare aiuto alle sofferenze. Anch’io ne avrei tanto da dire su scuole “di crescita”, centri e individui che ne approfittano, ma preferisco non dare tutta quella energia a loro.
Se ce la prendiamo con un’iniziativa come quella del Festival che non prende soldi dai contribuenti, che non plagia e non promette niente di irrealistico, che viene organizzata con criteri di accessibilità economica, nella natura, nel rispetto dei diversi percorsi (non solo di Osho), di sti tempi dove ciò che avviene nel nostro paese provoca quando va bene schifo, allora credo che abbiamo sbagliato obiettivo. Come di dice a Milano, “inscì a veghen” (“avercene di cose così”).
Per Massimo, scriverò tra oggi e domani un articolo per spiegare il motivo della moderazione dei post.
Giusy:C’è qualcosa di divino nell’unione e nella condivisione, anche solo quando si sta insieme allo stadio a tifare per la squadra del cuore.
(Y)am: Certo e’ cosi, e’ il bisogno di assoluto che viene proiettato in egregore di vario genere che poi magari iniziano a funzionare da se, come vere e proprie macchine.
Personalmente non ho nessuna critica da fare a questo festival e mi ero limitato ad essere sincero….
Certo ho altro da fare, ho tanti amici e una vita meravigliosa da vivere, sono felice se tutti saranno felici.
(Se fosse qui nel parco dietro casa mia ci farei sicuramente un salto).
Salve a tutti, leggo da giorni il blog, che si e’ animato, ho apprezzato e fatto tesoro di tutto cio’ che e’ scritto, dalle gentili perplessita’ interiori, all’ironia provocatrice di Marte e alla critica totale di Atisha…grazie
Dal lontano 2000, quando con amici abbiamo organizzato la prima edizione del the festival, e’ stata subito avventura.
L’idea principalmente era di offrire uno spazio per incontrarci e condividere cio’ che per noi sono le tecniche di meditazione e tutto cio’ che vi si collega.Purtroppo o fortunatamente tutto si trasforma, ed anche noi seguendo l’itinerario del festival cerchiamo di renderlo piu’ bello e giusto che possiamo, correggere gli errori ed arrendersi alle cose che succedono anche contro le aspettative.Il festival e’ per noi un luogo di crescita aperto a tutti e quindi e sopratutto anche alle persone “poco spirituali” di cui parla Atisha.Con questa edizione, vorremmo creare un nuovo festival ,un nuovo clima, ed essendo nella natura con tende e sacchi a pelo forse gia’ cosi si fara’ un po’ di selezione.
I costi li potete leggere online a http://www.thefestival.it ,come vedrete sono molto bassi, ci tengo a precisare che il the festival non l’abbiamo mai organizzato come ,”business dei peggiori”, dove possiamo ridurre i costi lo facciamo e questo e’ in relazione al posto dove accade, perche’ a noi interessa incontrarci e stare insieme prima di tutto.Come spiega Ivo con l’articolo all’inizio.
Quello che personalmente non vorrei accadesse in questa edizione:
- venissero partecipanti che “osservano” le esperienze degli altri ,senza partecipare e poi fanno i giudici demolitori e rabbiosi di tutto senza essere costruttivi,
-non vorrei vedere i vari “pseudo-maestri”affetti da guru-trip che deambulano a caccia di discepolato, distribuendo prediche,consigli di vita e naturalmente bigliettini da visita.
-persone poi a caccia di tutto tranne che di quello che succedera’ al festival.
In questi punti ,mi sembra di aver individuato cio’ che principalmente corrode i nostri incontri.
Questi pero’ sono solo i miei desideri personali, il festival e’ e sara’ aperto a tutti coloro che si sentono in questo spirito e vorranno partecipare con spirito rinnovato e portatori di benessere e positivita’.Chi verra’ verra’.
A tutti coloro che si sentono arrabbiati,indispettiti e invidiosi che dopo 9 anni esistiamo ancora e continuamo il viaggio…non so che dire, vi auguro di trovare la vostra via ….ma non frequentateci se vi diamo cosi fastidio.
grazie per la fiducia a chi partecipera’, un saluto e arrivederci a settembre 11-12-13-14
Nirodh
atisha,
hai ragione non ti voglio bene.
ma sopratutto non mi interessi.
grazie di tutto, ma lasciamoci cosi….
ciao ciao
beh cari amici Vicini e lontani… io penso che senza questi interventi “urticanti” il post sarebbe passato inosservato..
e come dice sempre un mio amico.. “purchè se ne parli…”
è sempre pubblicità!
namastè… :)
ps per Ivo: caro Ivo.. ciò che tu vedi giudice interiore o proiezione è stata per me semplicemente un’occasione per esprimere senza falsità ciò che ho percepito partecipando.. partecipando attivamente ed osservando, perchè l’osservazione ad un ricercatore non dovrebbe mai mancare, solo così si “cammina” sulla Via..
se vogliamo invece divertirci e basta allora ben vengano i bar, i festival compreso quello de l’Unità (non so come lo chiameranno quest’anno ma fa lo stesso.. )
Buon lavoro a tutti
pps per ivo: se non trovi di tuo gradimento le mie ossevazioni “egoiche”, hai la possibilità di non pubblicarle.. ed anche il tuo blog diventerà nella norma, nella perfetto scambio pacato di “convenzione”.. sappi che me ne farò una ragione :)))
Ti abbraccio
Che permalosi e identificati che sono questi “festivalieri”!
I “non vorrei…” di Nirodh, poi, sono una bandiera poi dell’accettazione, dell’apertura… della voglia di sincerità spirituale…
E’ così che iniziano le chiese, le parrocchiette… che “tradiscono” il Messaggio del Maestro ispiratore.
Sarebbero anche in grado di ostracizzare chi ha realmente colto lo spirito, pur di seguire la ripetitiva lettera, facilmente organizzabile ad uso e consumo.
caro Nirodh
non ho mai parlato di prezzi.. ma lo hai fatto tu.. (coda di paglia??)
e dato che ne ho spesi di eurini per partecipare alle edizioni passate, posso lamentarmi dei prezzi poco contenitivi e poco concorrenziali.. per una Condivisione e Festival all’insegna della consapevolezza e della meditazione… cosa che andrebbe promossa secondo me, gratuitamente, per permettere l’avvicinamento a più individui..
Se avete variato il programma ci sarà un perchè..
namastè e Buona Vita!
marte: …ma lasciamoci cosi….
atisha: per lasciarsi bisogna prima trovarsi…
vi saluto con un boh…fate voi.
auguri
brava! trovati.
passo e chiudo
Nirodh:
vi saluto con un boh…fate voi.
auguri
°°°
Va bene il non sforzo…
Un “boh” e un passo e chiudo.
Ammazzete che voglia di specchiarsi in chi non ci piace!
Un atteggiamento meditativo potrebbe osare altre risposte.
Altro che festival della meditazione!
E’ troppo facile confrontarsi con chi non ci contraddice.
Va beh, vi lascio tranquilli nel vostro torpore.
Scusatemi se mi sono permesso…
Sak :-)
Alcune osservazioni,in ritardo,dopo l’intervento di Ivo (gli altri interventi “pro” sono proprio da parrocchietta identificata..)
Così come possiamo osservare in Italia e nel mondo,una politica inadeguata, per ego e inconsapevolezza,
(lo abbiamo fatto anche qui, senza tirare in ballo il Giudice Interiore…) possiamo cogliere l’evidenza di attaccamento e identificazione nel “mondo di osho” ( e che producono quel famoso “stallo”) senza per questo vedere cattedre e Superego.
Osservo inoltre ad Ivo,che il “fare” in osho,anche nell’esempio delle meditazioni catartiche,puntano ad evidenziare le fasi in cui sprofondare nel silenzio. Silenzio che cogliamo sempre tra le sue parole e che vibrano oltre il
Fuoco che manifesta:perché Silenzio e Fuoco sono sempre la stessa Vita vibrante, la stessa Essenza ..
Per il resto,anch’io andrei al Festival (non m’infastidisce per nulla..) se solo fosse dalle mie parti e con una sola aspettativa:incontrare qualche amico. .(Almeno Ivo ce lo trovo). Tutto il resto sarebbe..regalo.
PS Se queste mie impressioni risultano oltre che noiose (a Giusy) anche poco gradite,basta dirlo…Ciao :-)
E’ chiaro che tutti gli interventi si muovono sul piano “mentale”..ed anche il fastidio e il contrasto sono “mentali”…
Ma organizzare un festival è precipitare nel “fare”..e quando questo “fare” è al servizio di un messaggio interiore..è un “fare ” ben fatto..
Oltre ai risultati interiori..ci sono anche i “meriti esteriori”..che al loro livello sono eccellenti..
Se Majid non avesse tradotto Osho..oggi di che parleremmo..?
Se qualcuno non facesse gruppi e festival..quali tecniche sperimenteremmo..? Ogni cosa al servizio del Bene è giusta al suo livello..e se si vuol confondere i piani..il problema non è dei gruppi o del festival..ma di come si vivono e di cosa vi si cerca..
E’ chiaro che l’Illuminazione non vi si trova..ma una tappa di avvicinamento…senz’altro..!
oooh un pò di aggressività….ben tornati nel bordello del samsara….
Allora concludero’ anche se non ho molto tempo…ho un festival da organizzare.
In tutti questi anni mi sono sempre dovuto incontrare con il retrogusto amaro ed insospettatamente rabbioso che anche una semplice manifestazione fatta di musica ed incontro scatena….come sempre spuntano le chiese, le proiezioni,
il vedersi questo o quello, gli anatemi, i torpori ,la falsita’ nei sorrisi, il business….etc…insomma nulla di nuovo.
Fortunatamente vi sono invece, e sono la grande maggioranza, persone felici ed entusiaste di partecipare e collaborare, per incontrarci e stare insieme senza troppe menate ed e’ da loro e noi tutti insieme che troviamo l’energia per continuare a farli succedere al di la’ delle negativita’ che si incontrano strada facendo ed al numero dei partecipanti…questo semplicemente perche’ ci sembra la cosa giusta da fare.
Le persone che non sono d’accordo con la modalita’ di questo festival ne organizzino uno pure loro, qualcosa con il loro punto di vista, c’e’ molto bisogno di occasioni per ritrovarci e scambiare il nostro vivere.
Devo anche dire che apprezzo cio’ che si e’ detto finora,trovo invece disgustoso il modo con cui viene espresso, cosi poco fraterno e da compagni di viaggio come dovremmo essere,sento molto rimprovero, rabbia e disfattismo e questo mi spiace.
Vi saluto e buona estate
Nirodh
Pritosh:Ma organizzare un festival è precipitare nel “fare”..e quando questo “fare” è al servizio di un messaggio interiore..è un “fare ” ben fatto..
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Certo..difatti il “fare” è una certa fase necessaria..
Ma capisco pure che rimettersi totalmente in discussione o affrontare
ciò ciò che non ci piace, non è sempre una strada facilmente accettata (non dico a te..)
Ancor prima del Festival…meditate gente.. ;-)
caro paritosh, nn sono affatto daccordo..
se non c’è un Re ce ne sarebbe stato un altro.. perchè fa parte dell’accadere… per cui un bel grazie a tutti, ma senza doverci per forza inginocchiare…
riesci ad intendere? a vedere il “disegno” dove parte e come si sviluppa?.. e perchè?
mi ricordo benissimo però i discorsi fatti sui tali argomenti nell’altro forum.. vedo che ora ritratti in parte, per “convenzione”.. mi pare di comprendere..
Buon cammino… :-))
Nirodh: “Fortunatamente vi sono invece, e sono la grande maggioranza, persone felici ed entusiaste di partecipare e collaborare, per incontrarci e stare insieme senza troppe menate ed e’ da loro e noi tutti insieme che troviamo l’energia per continuare a farli succedere al di la’ delle negativita’ che si incontrano strada facendo ed al numero dei partecipanti…questo semplicemente perche’ ci sembra la cosa giusta da fare.”
atisha: Bene Nirodh!.. bene!
segui quell’entusiasmo allora! e non farti menate se voci fuori dal coro ogni tanto pungolano o avevano intenzione di farVi vedere qualcosa di altro… Semplicemente accetta che ci siano anche i retrogusti amari.. anche nel buon Vino! ;)
Sveglia Nirodh!!! nessuno potrebbe sparlare del tuo buon intento (se è vero)… e tantomeno del tuo prossimo festival..
il passato è passato, da ciò s’impara…. senza negare gli accaduti, senza maschere e ricordi.. ma soprattutto senza identificarci..
questo l’utile passaggio dalle bugie che ci raccontiamo alla verita!..
dal disagio nascosto, alla vera consapevolezza…
un saluto.. :)
(ah.. ps.. sai quante persone ho invogliato ad andare al “tuo” festival? sai quante mail ho girato negli anni per incentivare il “tuo” festival?
beh.. mi va di dirtelo..)
Nirodh:trovo invece disgustoso il modo con cui viene espresso, cosi poco fraterno e da compagni di viaggio come dovremmo essere,sento molto rimprovero, rabbia e disfattismo e questo mi spiace.
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Rimprovero,rabbia,disfattismo..io non ce li vedo..qualcuno aggiunge che sarebbe comunque normalissimo Samsara..
PS Perchè mai ci dovrebbe essere più fraternità tra “compagni di viaggio” (lo siamo tutti,secondo me)
che col mio panettiere..ecco la confraternita che rispunta e l’osservazione papale papale provoca,chissà perchè, …disgusto..
Uè ragazzi,sapete che vi dico:credo vi farebbe bene uscire un pò fuori dal “gruppo” e sostare un pò qui ,ad esempio..:-)))
Buon lavoro,e tanti Auguri per il Festival :-)
Nirodh:
In tutti questi anni mi sono sempre dovuto incontrare con il retrogusto amaro ed insospettatamente rabbioso che anche una semplice manifestazione fatta di musica ed incontro scatena….come sempre spuntano le chiese, le proiezioni,
il vedersi questo o quello, gli anatemi, i torpori ,la falsita’ nei sorrisi, il business….etc…insomma nulla di nuovo.
***
Questo è il passato… noi siamo qui ed ora e non centriamo niente con chi ti ha suscitato, o tu hai pensato che avesse contro di te, il retrogusto rabbioso…
Stiamo presenti, per favore!
Nirodh:
… trovo invece disgustoso il modo con cui viene espresso, cosi poco fraterno e da compagni di viaggio come dovremmo essere,sento molto rimprovero, rabbia e disfattismo e questo mi spiace.
***
Sono parole e sentimenti sopra le righe, spropositati rispetto ad alcune ossevazioni, rilievi, “critiche” iniziali che potevano poi trasformarsi in costruttive; con un pò di pazienza, ascolto, apertura…
Quanta identificazione, vittimismo, invece… che ha messo subito sulla difensiva.
Solo perchè si ha da fare il festival e si crede che altri siano dei chiaccheroni, negativi e sfaccendati… boicottatori e disfattisti.
Ma l’insegnamento di Osho dov’è andato a finire?
Solo perchè qualcuno osa esprimere un parere contrastante la propria opinione, partono reazioni così stizzite?
Comunque buona estate e festival, oltre che buona meditazione, soprattutto, allora!
Un saluto Namastè! :-)
La curiosità mi ha spinto a leggere gli interventi. Di questi ho apprezzato lo spirito di atisha e condivido ciò che dice ma al dilà delle scaramucce sono convinto che qualsiasi aggregazione sottesa da un alone di meditazione mistica sia per gli spiriti che si siano smarriti o che abbiano una propria forza interiore..un pò come dire? una specie di gregge??? Nulla a che vedere con la ricerca interiore.
Non è una critica solo il mio pensiero. Mi piace conoscere, vedere, capire e da questo costruisco la mia idea che perciò nasce esclusivamente dal mio sentire unito al mio conoscere.
Saluti
41atisha
caro paritosh, nn sono affatto daccordo..
se non c’è un Re ce ne sarebbe stato un altro.. perchè fa parte dell’accadere… per cui un bel grazie a tutti, ma senza doverci per forza inginocchiare…
riesci ad intendere? a vedere il “disegno” dove parte e come si sviluppa?.. e perchè?
mi ricordo benissimo però i discorsi fatti sui tali argomenti nell’altro forum.. vedo che ora ritratti in parte, per “convenzione”.. mi pare di comprendere..
Buon cammino… :-))
Non ritratto nulla…anche se non so cosa debbo ritrattare..
Semplicemnete rispetto chi organizza un festival che non sia quello di Padre Pio..
Capisco che io sono negato per fare alcunchè..e così molti altri che si dilettano qui a parlare..
ma perchè mettere i bastoni tra le ruote..?
Rispettare e apprezzare chi organizza un festival è come pretendere poi rispetto e apprezzamento per chi le vicissitudine della ricerca lo portano a fare vita da eremita..
Mi sono già scontrato con chi mi voleva danzante ai gruppi mentre io amavo ascoltare il vento tra le foglie..perchè fare uguale..?
Quando una cosa è fatta col cuore..ascoltando la nostra bussola interiore..è sempre una cosa ben fatta..sia un festival..che una vita di arida e senza nulla..un deserto..che siamo chiamati ad attraversare..senza fare tante storie..
A una certa età si capisce quando seguiamo il nostro destino..oppure ci forziamo in idee a noi estranee ..anche se ben coreografiche..
La contestazione non fa fatta su ciò che facciamo..ma sulla Consapevolezza che mettiamo nel farla..e dal momento che la Consapevolezza è interiore..il seguirla senza cedimenti è già simbolo di un nostro distacco da quel vivere di convenzioni che costituisce la morte di qualsiasi spiritualità..
Leggevo queste belle parole di osho stasera..beh,ve le offro..
senza ulteriori commenti..
“Sannyas significa gettar via ogni pretesa di essere qualcuno.
Ora stai passando nella non-identità, nella condizione di essere nessuno.Sannyas è l’ultima decisione della tua mente.Ora il passato è chiuso;l’identificazione col passato è spezzata.
La continuità non c’è più; tu sei nuovo;tu sei rinato.
Ora sei totalmente solo, e non puoi contare su nessuno, neppure su di me.
Ci vuole coraggio.Imitare è facile,seguire è facile, contare su qualcuno è facile.Ma essere totalmente solo…senza carta topografica,senza disciplina,senza sistema…richiede il più grande coraggio.Sannyasin significa coraggioso.Questo coraggio non è qualcosa che si può imitare…deve essere sviluppato vivendo.Tu sbaglierai,ti smarrirai…questo è sottinteso.Ma sbagliando imparerai, e smarrendoti giungerai a ciò che è giusto.Non vi è altra via.Tu devi passare attraverso molte difficoltà.Procedere solo,volare solo…è necessario passare attraverso questa austerità.
I cosiddetti ricercatori spirituali non cercano affatto la spiritualità.
Essi si limitano a proiettare i loro desideri su una nuova dimensione
spirituale,perchè la dimensione spirituale è aperta solo a coloro che non desiderano.Coloro che desiderano continuano soltanto a creare nuove illusioni,nuovi sogni.
Quando tu conosci la natura di questa ruota vorticosa-di questo mondo, di questa cosiddetta vita, di questo circolo vizioso ripetitivo-allora divieni una persona silenziosa e beata.Ora non ti aspetti nulla,quindi non vi è frustrazione.Ora tu non speri,quindi non c’è nessun sentimento di disperazione.Sei sereno,composto.Più tu sei nel momento presente, e più sei inamovibile.
In questo preciso momento, qui e ora, vi è tutto ciò che deve essere
conosciuto e realizzato:moksha,Dio,la realtà.
In questo preciso momento!”
(Osho:da “Io sono la Soglia”.)
Namastè a noi tutti. :-)
Paritosh:La contestazione non fa fatta su ciò che facciamo..ma sulla Consapevolezza che mettiamo nel farla..
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Concordo paritosh..difatti le osservazioni vertevano proprio su ciò..non sul Festival in sè..
PS x gli altri: Ammetto una mia “durezza espressiva”in questo dialogo, …era voluta..
Nulla di negativo-distruttivo, per quanto mi riguarda..basta leggere oltre le righe.. ;-)
Paritosh: Semplicemnete rispetto chi organizza un festival che non sia quello di Padre Pio..
Capisco che io sono negato per fare alcunchè..e così molti altri che si dilettano qui a parlare..
ma perchè mettere i bastoni tra le ruote..?
atisha: perchè non rispettare anche chi organizza eventi per Padre Pio? vedi dove sta ancora la divisione?
Non c’è nessuna differenza…
Non ti perdere Paritosh… e non voler guardare male.. sei abbastanza intelligente per non perderti nella lettera!
Sinceramente ti dico “Svegliati dall’incanto!”..
Dove non vedi rispetto per il lavoro altrui?
si “criticava” il lavoro (vecchio tra l’altro).. o la parrochia?
paritosh: La contestazione non fa fatta su ciò che facciamo..ma sulla Consapevolezza che mettiamo nel farla..e dal momento che la Consapevolezza è interiore..il seguirla senza cedimenti è già simbolo di un nostro distacco da quel vivere di convenzioni che costituisce la morte di qualsiasi spiritualità..
atisha: come facciamo a contestare una consapevolezza.. dato che è fattore interiore? sei in grado tu?
no.. dunque non mi avresti “criticato” in tutto questo tempo..
Ciò che si può contestare è solo l’aria che si respira, dal vivo ed in certi ambienti.. e la superficialità di chi si muove all’interno (non di chi organizza).. e magari i prezzi alti per entrare anche solo due.. e le guardie “aride” del corpo.. e tanto altro che ho osservato ed evito proprio per rispetto.. perchè era (dico era) un mercato che recava un marchio per allocchi.. ma di spiritualità e meditazione….
Ma tutto ciò, con chi ha organizzato, cosa vuoi che centri?
credi non sia in grado di capire?
Quindi, anzichè premurarsi a difendere chi non andava difeso.. potevate confrontarvi costruttivamente anche su questo forum un po’ tutti.. su cosa è possibile ricavare da un festival.. e perchè lo si vuole riperpeturare negli anni..
e soprattutto per “chi”…
Così Sia… :)
Visto che anche quest’anno andro’ al festival,voglio dire due parole anch’io.
Come al solito cio’ che dice Atisa,non è sugo acido.
Perchè dico questo,perche osho l’ho sondato pagina per pagina(guardate lo scritto di Eckhart qui sopra),se si parla di osho,si parla di un disturbatore “il disturbatore per eccellenza”,non vi è altro maestro (e ne ho letti tanti)che distrugge qualsiasi personalita’ o condizionamento.
Se si parla di Osho,non si puo’ negare che lui abbia puntato sempre il dito contro.
Forse Atisha sfocia la sua rabbia perchè vuole per tutti la giusta trasformazione,quella che magari è stata per lei la via.
Ma tenendo conto che tutti noi rimarremmo nell’oblio(questo in definitiva ci fanno capire tutti i maestri),si puo’ appoggiare un evento di questo genere.Poi,da cosa nasce cosa.(non percorriamo gli eventi)
Questo,è cio’ che vedo in sintesi,come ormai mi viene da dire (e accettare)spesso:”tutto nella norma”,magari un po’ piu’ di accettazione…..un saluto