L’evoluzione personale inizia quando siamo in grado di trascendere i nostri limiti. La metafora che da sempre descrive questo uscire dall’ordinario per accedere ad altri mondi ed altri livelli di consapevolezza è il Viaggio. Basti ricordare Ulisse, Gilgamesh, Dante… fino al Grand Tour del ‘700-‘800.
Nella società contemporanea il viaggio ha purtroppo perso quel carattere “sacro”e viene ormai relegato a semplice vacanza dal lavoro quando il sistema lo permette e sempre più identificato con termini quali turismo di massa, last minute, soggiorni all-inclusive, gite ed escursioni mordi e fuggi.
Migliori, ma di poco, sono le neo-forme di turismo responsabile, abili nel marketing (in quanto capaci di suggerire tagli ecologisti, scambi tra culture, contatti meno superficiali con le popolazioni locali, itinerari che esulano dal controllo delle multinazionali del settore) ma ancora strutturate e regolate da ottiche puramente commerciali.
La coscienza del III millennio suggerisce invece forme ed intento nuovi: in una visione olistica e in una società globale è importante puntare verso un ritorno all’antico ovvero un recupero del viaggio mitico, alla ricerca di percorsi che siano anche e soprattutto di evoluzione interiore.
Da sempre, lo scopo comune di ogni sistema di cura o filosofico, tradizione religiosa, mistica o esoterica, è “prendere coscienza”, ovvero comprendere che il laboratorio alchemico è all’interno di ognuno di noi. Un non luogo, una terra promessa raggiungibile soltanto superando le colonne d’Ercole del nostro “io”, liberandoci dai confini che credevamo di avere. La bestia che dobbiamo sconfiggere è dentro di noi (l’ego) e non al di fuori: questo il significato originale di lotta “Sacra”, quel cammino che inizia dove finiscono le certezze, ci conduce verso una rivoluzione-evoluzione personale fino a trovare la centratura interiore, sede del benessere psico-fisico-spirituale e unica chiave di accesso alle più alte potenzialità umane.
L’esigenza di un ritorno alle origini va quindi letta come recupero di quell’equilibrio dinamico ben noto a molte culture e tradizioni del passato nelle quali a fianco delle attività ordinarie si svolgevano anche regolari cerimonie, riti ed eventi spirituali creati per permettere a tutta la comunità di sperimentare stati sovraordinari di coscienza, momenti di comunione con le forze universali, con il tutto cosmico. Vivere significava ricercare un’armoniosa sintesi fra ciò che si imparava dalla quotidianità (lato materiale) e le intuizioni riguardanti l’universo, la natura e l’uomo stesso (concetti metafisici).
La nostra ipermaterialistica società ha smarrito il lume proprio negandosi la possibilità d’accesso al lato trascendentale. Fortunatamente è la crisi stessa ad alimentare il bisogno, ormai fortissimo, di ricollegarci con la spiritualità.
I nuovi itinerari di Viaggio dovranno ruotare a 360° attorno al pianeta ma contemporaneamente attorno e dentro noi stessi e puntare verso popoli, culture e persone in grado di fornire insegnamenti utili per riappropriarci di tale dimenticata ricchezza. Scopo dei viaggi sarà coniugare il piacere della scoperta di nuove terre con la possibilità di vivere esperienze interiori, trasformando ogni momento in un’occasione di crescita e comprendere che tutti i percorsi hanno un’unica destinazione: l’universo del “sé”.
Favoriranno il contatto personale con le dimensioni dell’anima perché solo l’esperienza diretta delle dimensioni spirituali costituisce il fattore critico di una genuina apertura e sarà in grado di innescare processi di cambiamento e crescita individuale. Approfondiranno lo studio di quegli strumenti che l’umanità utilizza da sempre quali fonti di apprendimento, cura e illuminazione per giungere all’autoconoscenza, alla consapevolezza dei nostri limiti e soprattutto delle nostre illimitate potenzialità.
Viaggiare per riscoprirne la sacralità, utilizzando il percorso verso l’altro, gli altri, l’ignoto con consapevolezza quale strumento per ristabilire quel profondo, naturale dialogo con il proprio “Sé superiore”, quella naturale capacità di cui l’uomo dispone che va oltre i 5 sensi, oltre l’intelletto e ci permette di uscire dalla coscienza ordinaria e collegarci a piani superiori. Solo da questi livelli si inizia a “sentire” la vita nella sua essenza pura, sperimentare momenti di comunione con quel vuoto che è al tempo stesso totalità, percepire l’unita della “Creazione”, entrare in contatto con la coscienza cosmica fonte inesauribile di informazioni, nuove conoscenze, ispirazione…
La sacralità pervaderà anche il fattore tempo il quale verrà utilizzato alchemicamente e dilatato per raggiungere molteplici obiettivi:
- spezzare la routine delle abitudini creando quel vuoto interiore necessario a svolgere un lavoro di autoconoscenza efficace;
- entrare in osmosi con l’ambiente che ci circonda e concedere il tempo necessario per una conoscenza profonda della cultura paese;
- invitare al rispetto, alla meditazione, al porsi in ascolto;
- ricollegarsi con i ritmi della natura e la biologia del corpo;- creare “tempi morti” per permettere alle esperienze vissute di essere interiorizzate e “metabolizzate”.
Se l’evoluzione personale inizia trascendendo i propri limiti essa procede quando saremo in grado di trasferire nella personalità e nelle attività quotidiane il frutto di ciò che avremo appreso!
Il nuovo modo di viaggiare può unire cultura, avventura, piacere e benefici alla persona intesa nella sua totalità corpo-mente-coscienza enfatizzando proprio quest’ultimo aspetto perché la vita stessa è un viaggio verso la consapevolezza: tutto ciò è l’essenza di Viaggioterapia!
Gianluca Curzi, ideatore di Viaggioterapia, organizza percorsi di viaggio, cultura e consapevolezza in Messico, Brasile ed Amazzonia. Svolge attività di mediatore culturale, guida, counselor spirituale, “sitter” durante le sessioni sciamaniche. Un interprete a più livelli impegnato nell’avvicinare la cultura del viaggiatore con quella dei luoghi di destinazione, la realtà tangibile con le energie sottili, il mondo esterno con l’interiorità personale.
un bellissimo articolo.. i miei complimenti
:-)
vado sul loro sito e leggo:
“Esperienze dirette nella dimensione transpersonale,
nei mondi dell’energia sottile, fonti della più alta conoscenza
e momenti privilegiati d’incontro con il proprio sé superiore.”
Mi viene in mente la vecchia storia del ‘materialismo spirituale’ di Trungpa (venghino, signori, venghino)…
certo winter… ho colto anch’io..
ciò non toglie che l’articolo si presenta bene.. al di là di tutto…
:-)
Mah, ci troviamo sempre di fronte ad un “viaggio organizzato”…il cui autore e’ un organizzatore di viaggi….
Ma che è, marketing?
Io credo che la più bella sui viaggi l’ha detta Lao Tzu, nel Tao te ching, quando dice (una cosa come): saggio è colui che conosce il mondo senza uscire dalla propria stanza!!
Mettiamola cosi’ l’articolo è molto profondo,escludendo il fattore “agenzia viaggi” specialmente quando affronta questi punti:
spezzare la routine delle abitudini creando quel vuoto interiore necessario a svolgere un lavoro di autoconoscenza efficace;
- entrare in osmosi con l’ambiente che ci circonda e concedere il tempo necessario per una conoscenza profonda della cultura paese;
- invitare al rispetto, alla meditazione, al porsi in ascolto;
- ricollegarsi con i ritmi della natura e la biologia del corpo;- creare “tempi morti” per permettere alle esperienze vissute di essere interiorizzate e “metabolizzate”.
Se l’evoluzione personale inizia trascendendo i propri limiti essa procede quando saremo in grado di trasferire nella personalità e nelle attività quotidiane il frutto di ciò che avremo appreso!
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Tutte cose che si possono,fare e integrare tranquillamente a casa propria.
E detto da me che mi piace molto visitare……viaggiare….
L’esperienza del viaggio a mio parere si svolge su più dimensioni, ma tutte profondamente collegate: quella spaziale, quella culturale, quella psicologica, emozionale, naturalistica, relazionale, tecnologica e antropologica.
E’ l’Uomo che è “destinato a viaggiare”, non fosse altro che per la sua percezione del tempo che scorre e del divenire che tutto trasforma.
Quello che spesso manca è dare “un senso” a questo viaggio o, meglio, agli infiniti viaggi che ognuno di noi soggettivamente sperimenta o potrebbe sperimentare.
Ecco che allora emergono “i sensi” del viaggio proposti dalla società dei consumi: dal “last minute”, in cui emerge il concetto di utilità attorno alle variabili tempo/denaro, ai viaggi di cui parla l’autore di questo post, che si propongono di realizzare dei percorsi di crescita e consapevolezza.
Il mio parere è che innanzittutto dobbiamo spogliarci di critiche aprioristiche o di visioni ideologiche: l’esperienza di vivere è sempre un viaggio, ma perchè sia un viaggio che ci possa far davvero crescere occorre cercare di uscire consapevolmente dal nostro “imprinting culturale” e vedere la Vita con occhi il più possibile attenti, empatici e riflessivi.
A quel punto, si può scegliere un last minute o un viaggio con maestri come Gianluca Curzi, sarà sempre esperienza vitale che ci potrà arricchire.
Ad ognuno le sue scelte, purchè consapevoli.
Il viaggio, dunque, come metafora di conoscenza e di evoluzione interiore e non come pacchetto pre-confezionato da consumare in fretta e con scadenza prefissata.
Infine, mi sembra che la proposta di Gianluca non sia poi tanto male, che dite?, specialmente in un settore, quello “turistico”, che mi sembra un pò scarno di esperienze culturali di questo tipo e più propenso ad agevolare la logica del vacanziere inconsapevole e fondamentalmente “ignorante”, in sintesi la logica del consumatore da sfruttare per i soldi che ha da spendere.
Ciao a tutti.
Un Festival di Meditazione, un pò di turismo per la crescita, ….tante proposte….tutti vorrebbero farci fare qualcosa…fare o non fare?
Il mondo moderno ha trasformato l’uomo, le sue abitudini, il suo stile di vita creando la figura dell’intrattenitore, dell’intrattenimento, dello spettacolo.
La vita è uno spettacolo? Possiamo concepire di passare da un intrattenimento all’altro? Andiamo in giro cercando spettacoli?
Comunque non escludo che potrei fare un viaggio di questo genere.Qualsiasi viaggio fatto oggigiorno(anno 2008 Dc)è condizionatamente e inscindibilmente provvisto di scaletta marcheting.I famosi soldi che ci acconpagnano nella vita,lo fanno anche in quella spirituale.Tutto sta’ al “bagaglio” che uno si porta dietro,e se si mette in testa di acquistare qualche souvenir……….semimateriale.
Forse è solo un fatto di temperamento o di ormoni!! Un uomo ama più andare avventurosamente, fregandosene delle organizzazioni. Una donna ha più bisogno di protezione e cure….
Vuoi mettere andarsene spavaldi dentro a un souk, o in un villaggetto indiano….
Ma il meglio viene con le difficoltà…..ah, l’alta spiritualità di una ruota forata….di un pasto saltato, di tante zanzare e del ladro di turno!
Pensavo a Gesu’ che si è sacrificato per aprirci le porte del paradiso,che cosa significa questo?Che possiamo evitare tutta una serie di fatiche?in effetti basta entrare una volta nel fiume per bagnarsi.Se ci sono delle comodita’,perche non usarle?la ruota si puo’ forare lo stesso.L’insegnamento appare quando cè ne’ bisogno.(ad un vero ricercatore).Con o senza villaggio vacanze.
Esaurire il Karma è una faticaccia…..a volte si deve anche viaggiare…
La faccenda del karma,esiste e non esiste,io non sono un nero povero dell’etiopia(probabilmente se andassi la e me lo troverei davanti piangerei),Quindi devo vivere la mia esistenza,con gli elementi e le possibilita’che ho davanti….e dentro.
Una donna dice
Un’altra donna dice
Direi di no sono quel che sono.e se fossero delle ricercatrici del proprio spirito,sarebbero sempre cio’ che sono,ma consapevolmente.
Ne manca un pezzo riprovo
La faccenda del karma,esiste e non esiste,io non sono un nero povero dell’etiopia(probabilmente se andassi la e me lo troverei davanti piangerei),Quindi devo vivere la mia esistenza,con gli elementi e le possibilita’che ho davanti….e dentro.
Una donna dice Adoro i bambini ne voglio molti,è egoista!
Un’altra donna dice voglio essere libera,non voglio bambini!E’ egoista!
Direi di no sono quel che sono.e se fossero delle ricercatrici del proprio spirito,sarebbero sempre cio’ che sono,ma consapevolmente.