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amma.jpgAmy Edelstein: Cos’è la shradda? La fede nella possibilità di trascendere l’ego in questa vita?

Mata Amritanandamayi: La shradda è qualcosa di più che la fede. È fiducia e amore. Sia la fiducia sia l’amore sono necessari per trascendere l’ego: la fiducia nell’esistenza di una realtà più elevata, l’amore per quella realtà e l’intensa aspirazione a realizzarla.

Amy Edelstein: Qual è il modo migliore di coltivare la discriminazione davanti a tutte le tentazioni dell’ego?

Mata Amritanandamayi: Così come un bambino cresce e abbandona l’orsacchiotto e gli altri giocattoli, un ricercatore autentico raggiunge la capacità di discriminare tra l’eterno e il non-eterno quando la sua comprensione cresce ed egli progredisce sul cammino. Il potere della discriminazione nasce in noi quando abbiamo una comprensione e maturità sufficienti. Quando impariamo a valutare adeguatamente le esperienze della vita, automaticamente cominciamo a usare la nostra intelligenza discriminante. Quella che avviene è una fioritura interiore, come un germoglio che si schiude. È parte di un processo lento ma costante. Dietro ogni esperienza che la vita ti porta – sia negativa sia positiva – c’è un messaggio divino. Vai oltre la superficie e riceverai il messaggio. Niente viene dall’esterno; tutto è dentro di te. L’intero universo è al tuo interno.

Lungo il cammino ci saranno molte tentazioni e sfide. Solo una persona dotata di esperienza può aiutarti. Il cammino verso moksha è molto sottile, ed è facile che un ricercatore spirituale cada vittima dell’illusione.

Amy Edelstein: Quali sono i compiti del maestro spirituale nel suo ruolo di guida del ricercatore sul cammino verso la moksha o la liberazione?

Mata Amritanandamayi: Se vuoi imparare a guidare la macchina, devi prendere lezioni da un autista esperto. A un bambino bisogna insegnare come si fa il nodo della scarpa. E come puoi imparare la matematica senza un insegnante? Perfino un borseggiatore ha bisogno di qualcuno che gli insegni l’arte di rubare. Se gli insegnanti sono indispensabili nella vita ordinaria, non lo sono forse ancora di più sul cammino spirituale, che è estremamente sottile?

Anche se quella sottile conoscenza è la nostra natura autentica, da molto tempo siamo identificati con il mondo dei nomi e delle forme, pensando che fossero reali. Ora dobbiamo porre fine a quell’identificazione. Ma in realtà non c’è nulla da insegnare. Un maestro ti aiuta semplicemente a portare a termine il viaggio.

Se vuoi andare in un posto lontano, forse devi comprare una cartina. Ma per quanto studierai a fondo questa cartina, se vai in un luogo totalmente sconosciuto e straniero, non lo conoscerai fino a quando non ci sarai arrivato. Né la mappa ti dirà molto del viaggio, sulle insidie e i possibili pericoli della strada. È quindi meglio venire guidati da qualcuno che ha completato il viaggio, qualcuno che conosce la strada per esperienza.

Nel cammino spirituale, dobbiamo ascoltare con attenzione e riflettere su quello che dice il maestro. Dobbiamo essere umili per ricevere. Quando ascoltiamo davvero e riflettiamo a fondo, assimileremo correttamente gli insegnamenti.

Amy Edelstein: Perché si dice che la sottomissione a un guru sia fondamentale per aiutare il discepolo a trascendere l’ego?

Mata Amritanandamayi: La sede dell’ego è la mente. A parte l’ego, tutti gli altri ostacoli possono essere rimossi usando la mente. Infatti, l’ego è più sottile della mente. È solo tramite l’obbedienza a una persona che ha reso stabile quell’esperienza suprema che si può conquistare l’ego.

Amy Edelstein: Tu non hai avuto un guru esterno, tuttavia hai trasceso completamente l’ego. Sembra che il guru che ti ha guidato sul cammino sia stato ciò che è senza forma.

Mata Amritanandamayi: Sì, potremmo dire così. Ma Amma ha considerato tutta la creazione come il suo guru.

Amy Edelstein: La perfetta ubbidienza al guru, in ultima analisi, è la stessa cosa della morte dell’ego?

Mata Amritanandamayi: Sì. Ecco perché il “satguru” [il maestro spirituale realizzato] nella Kathopanishad viene chiamato “Yama”, il signore della morte. La morte dell’ego del discepolo può avvenire solo con l’aiuto di un satguru.

L’obbedienza non è qualcosa che si può forzare in un discepolo. Il discepolo trae enorme ispirazione dal maestro, che è una personificazione dell’umiltà. Alla presenza di un maestro autentico, l’obbedienza e l’umiltà accadono spontaneamente.

Amy Edelstein: Ci vuole un coraggio raro per affrontare la morte dell’ego.

Mata Amritanandamayi: Sì, pochissimi riescono a farlo. Se hai il coraggio e la determinazione di bussare alla porta della morte, scoprirai che la morte non esiste. Infatti, anche la morte, o la morte dell’ego, è un’illusione.

Amy Edelstein: Ci sono stati pochi insegnanti spirituali, molto importanti, che apparentemente si sono fatti guidare dalle motivazioni impure dell’ego. Credi che certe volte le esperienze spirituali possano rinforzare l’ego, anziché distruggerlo?

Mata Amritanandamayi: Amma non è d’accordo nel definire realizzati quegli insegnanti cui stai facendo riferimento. Un maestro realizzato è completamente indipendente. La felicità di simili esseri non dipende da alcunché di esterno, perché sono pieni di un’estasi che sorge dal loro stesso Atman. Amma direbbe che tutti fanno parte della folla, eccetto i maestri realizzati. Di fatto, a parte quelle anime rare, non esistono individui. Solo una persona realizzata è davvero un individuo ed è totalmente indipendente dalla folla. Soltanto un’anima del genere è sola nel mondo dell’estasi.

Gli autentici maestri spirituali devono dare l’esempio attraverso le loro azioni e la loro vita. Chi abusa della propria posizione e del proprio potere, sfruttando gli altri, ovviamente non trova la sua felicità e soddisfazione dentro di sé, quindi non può essere un maestro realizzato. Perché un maestro realizzato dovrebbe ambire all’adulazione o al potere? Chi agisce così è ancora sotto il controllo dell’ego. Affermerà pure di essere realizzato, ma non lo è. Un maestro perfetto non afferma niente; semplicemente è. È presenza.

Fino a un istante prima della realizzazione, una persona non è al sicuro dalle tentazioni dei suoi desideri.

Amy Edelstein: Quindi, secondo te, persone del genere sono diventate più orgogliose in seguito alle esperienze spirituali? È possibile che certe volte queste ultime rafforzino l’ego in modo negativo?

Mata Amritanandamayi: Le persone cui accade questo sono vittime dell’illusione e traggono in inganno anche gli altri. Di fatto, spingono le altre persone nell’illusione. Alcune persone hanno un bagliore, un’esperienza spirituale o qualcosa di simile, e pensano di aver conseguito la moksha. Solo una persona non realizzata pensa: “Io sono spirituale, sono realizzato”, e questo crea un ego forte e sottile. Un ego sottile è più pericoloso di un ego grossolano. Nemmeno gli individui stessi comprenderanno che è l’ego sottile a guidarli e motivarli, e questo ego sottile diventerà parte della loro natura. Persone del genere faranno di tutto per l’onore e la gloria.

Anche Amma sente che questo tipo di orgoglio rende la gente incapace di ascoltare. E ascoltare è estremamente importante sul cammino spirituale. Una persona che non ascolta non può essere umile. Ed è solo quando siamo davvero umili che la pura Consapevolezza che già esiste si manifesterà in noi. Solo la persona più umile tra gli umili può considerarsi la più grande tra i grandi.

Amy Edelstein: Poiché è possibile che l’esperienza spirituale alimenti l’ego, occorre prima coltivare la purezza?

Mata Amritanandamayi: Non c’è bisogno di essere ossessionati dalla purezza. Focalizzati sul dharma, praticalo con l’atteggiamento giusto e con amore. A quel punto, la purezza seguirà.

Amy Edelstein: Cos’è il dharma, nel modo in cui lo stai usando?

Mata Amritanandamayi: Il dharma è l’azione giusta al posto giusto nel momento giusto.

Amy Edelstein: Come si può scoprire qual è il proprio dharma?

Mata Amritanandamayi: Amando la vita con il giusto atteggiamento e avendo la giusta comprensione, sapremo qual è la cosa giusta da fare. E poi, se pratichiamo il nostro dharma, la purezza seguirà.

Amy Edelstein: Come coltivi quel tipo di amore?

Mata Amritanandamayi: L’amore non è qualcosa che può essere coltivato; esiste già dentro di noi nella sua pienezza. La vita non può esistere senza l’amore; sono inseparabili. La vita e l’amore non sono due realtà distinte, ma la stessa cosa. È sufficiente cominciare a canalizzare le proprie energie nel modo giusto per cominciare a risvegliare l’amore dentro di noi.

Devi avere una forte motivazione a raggiungere l’obiettivo della liberazione; devi focalizzarti su quello scopo. Allora, qualità come l’amore, la pazienza, l’entusiasmo e l’ottimismo sorgeranno in te. Queste qualità lavoreranno per aiutarti a raggiungere il tuo obiettivo.

Amy Edelstein: Sei venerata da moltissime persone come l’incarnazione dell’amore incondizionato, e abbracci letteralmente chiunque venga a trovarti. Ma ho sentito che sai anche essere molto severa con i tuoi studenti. In che modo si armonizzano questi due metodi di insegnamento molto diversi?

Mata Amritanandamayi: Per Amma non esistono due metodi diversi; Amma ha un solo metodo, cioè l’amore. Quell’amore si manifesta come pazienza e compassione. Ma se arriva un cervo e mangia i delicati fiori del tuo giardino, non puoi essere gentile e dirgli dolcemente: “Cervo, per favore, non mangiare i fiori”. Devi urlargli e anche agitare un bastone. Talvolta è necessario avere questo atteggiamento per correggere il discepolo. Kali è la madre compassionevole quando fa rispettare la disciplina. Ma guarda nei suoi occhi: non c’è rabbia.

Amma disciplina solo coloro che hanno scelto di stare con lei, e questo avviene solo quando loro sono pronti a essere disciplinati. Un discepolo è colui che desidera essere disciplinato. Il guru vincola il discepolo innanzitutto con l’amore incondizionato e privo di legami, in modo che quando alla fine il discepolo è disciplinato, è consapevole della presenza dell’amore in ogni situazione.

Amma aiuta i suoi figli a essere sempre consapevoli e all’erta. L’amore ha molti aspetti. Quando Amma disciplina i suoi figli, lo fa con l’unico intento di guidarli nel cammino verso la fioritura completa. Tale fioritura accadrà solo se si crea un’atmosfera propizia; non può mai essere forzata. Un maestro autentico non forza i suoi discepoli, perché la pura consapevolezza non può forzare alcunché. Il maestro è come lo spazio, il cielo infinito, e lo spazio non può farti del male. Solo l’ego può forzare e ferire. Amma continuerà pazientemente a creare opportunità affinché quell’apertura interiore, quella fioritura, possa avvenire nei suoi figli.

La relazione guru/discepolo è la più elevata. Il legame d’amore tra il guru e lo “shishya” [il discepolo] è tanto potente che talvolta si può avere la sensazione che non esistano né il guru né lo shishya: è scomparsa ogni separazione.

Amy Edelstein: Cosa fai quando l’ego si impossessa di un tuo discepolo?

Mata Amritanandamayi: Amma aiuta amorevolmente i suoi figli a comprendere il pericolo che si corre quando si è sotto il controllo dell’ego, e mostra loro come uscirne.

Amy Edelstein: Alcuni psicoterapeuti occidentali e maestri spirituali credono che dobbiamo sviluppare un forte ego prima di cercare la sua trascendenza. Sostengono che la maggior parte di noi ha ego deboli o feriti a causa di traumi psicologici ed emotivi che abbiamo sofferto durante la nostra vita, e consigliano varie forme di terapia per aiutarci a sviluppare la nostra personalità, l’ego e l’individualità. Tu hai avuto un’infanzia piuttosto difficile; sei stata trattata duramente e hai persino subito abusi fisici; ciononostante, hai completamente trasceso l’ego. Sei d’accordo con questi insegnanti, secondo i quali nella ricerca dell’illuminazione dobbiamo rafforzare l’ego prima di tentare di trascenderlo?

Mata Amritanandamayi: La maggior parte delle persone ha ricevuto ferite profonde, in un modo o nell’altro. Quelle ferite sono state causate dal passato. Esse, di solito, non vengono guarite. Le loro origini non sono soltanto in questa vita, ma anche in quelle precedenti, e nessun dottore o psicologo può curarle. Un dottore o uno psicologo possono aiutare la gente a far fronte alla vita fino a un certo punto, nonostante quelle ferite, ma non posso guarirle davvero. Se loro non sanno andare abbastanza a fondo nella propria mente per eliminare le proprie ferite, non sanno nemmeno scendere in profondità nella mente del paziente. Solo un maestro autentico, che è completamente libero da ogni limite ed è al di là della mente, può penetrare nella mente di una persona e curare con la sua energia infinita tutte le ferite aperte. La vita spirituale, specialmente sotto la guida di un satguru, non indebolisce la psiche; la rinforza.

La vera causa di tutte le ferite emozionali è la nostra separazione dall’Atman, dalla nostra natura autentica. Forse per qualcuno è necessario andare da uno psicologo, e questo va bene; ma mettere la spiritualità da parte per rinforzare innanzitutto l’ego vuol dire perpetuare la separazione, e ciò condurrà solo a ulteriore sofferenza. A che serve pensare: “Andrò dal dottore non appena mi sentirò meglio?”. Attendere che le circostanze interiori o esteriori siano “giuste” prima di cominciare il cammino spirituale è come stare in piedi sulla spiaggia aspettando che le onde ci sommergano, anziché saltare nell’oceano. Questo non accadrà mai. Ogni istante della vita è preziosissimo e rappresenta un’opportunità rara. Non dovremmo sprecarlo.

Se vuoi conoscere Dio, devi eliminare l’ego prendendo rifugio in un guru e obbedendogli con umiltà e abbandono. Quando chiniamo la testa di fronte al guru, stiamo evitando i pericoli dell’ego e permettiamo al Sé di risvegliarsi. Da Eternal Wisdom.

Un comune devoto vuole conservare l’ego, mentre un devoto autentico vuole che il suo ego muoia, in modo che egli possa vivere nella consapevolezza o nell’amore puro e innocente. La morte dell’ego ti rende immortale, ti conduce all’eternità. Quando l’ego muore, vivi eternamente nella beatitudine.Da Awaken, Children!

Sri Anandamayi Ma. Vita e insegnamento della Madre Permeata di Gioia. Vidyananda. 1992. www.edizioniasramvidya.it


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Lisa Lassell Hallstrom. Mother of Bliss: Anandamayi Ma (1896-1982). Oxford University Press. 1999. ISBN: 019511647X

Swami Ramananda. Bliss Now: My Journey With Sri Anandamay. SelectBooks. 2002. ISBN: 1590790197

Swami Amritaswarupananda. Awaken Children, Volume 1. M.A. Center. ISBN: 1879410524

Copyright originale “What is Enlightenment” magazine www.wie.org
Traduzione di Gagan Daniele Pietrini.
Copyright per l’edizione italiana: Innernet.

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