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	<title>Innernet &#187; media</title>
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	<description>Percorsi di consapevolezza e anima del mondo</description>
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		<title>L&#8217;&#8221;azienda&#8221; Italia</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Apr 2008 09:35:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Toshan Ivo Quartiroli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Coscienza del mondo]]></category>
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		<description><![CDATA[L&#8217;Italia ha scelto la via feudale, con tanto di signore, condottiero e padrone assoluto. Il colpo di coda dell&#8217;Italia feudale, che siano i feudi territoriali del nord, delle cosche, o degli interessi delle grandi e piccole caste, e di conseguenza l&#8217;intolleranza verso chi non sta entro le mura del feudo territoriale o dentro lo spazio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;Italia ha scelto la via feudale, con tanto di signore, condottiero e padrone assoluto. Il <a href="http://www.innernet.it/il-colpo-di-coda-dell%e2%80%99italia-feudale/" target="_blank">colpo di coda dell&#8217;Italia feudale</a>, che siano i feudi territoriali del nord, delle cosche,  o degli interessi delle grandi e piccole caste, e di conseguenza l&#8217;intolleranza verso chi non sta entro le mura del feudo territoriale o dentro lo  spazio mentale, hanno prevalso, questa volta perlomeno senza ipocrisie.</p>
<p>Il malessere economico dell&#8217;Italia sommati alla cattiva gestione decennale dell&#8217;immigrazione, alla manipolazione sistematica dell&#8217;informazione e a una scarsa capacità di leggere la realtà in modo autonomo (e di leggere in generale, privilegiando l&#8217;ipnosi televisiva), hanno fatto ritornare gli italiani alle vecchie certezze e al bisogno di delineare confini netti per ritrovare la propria identità. E&#8217; plausibile che sia nei percorsi individuali che in quelli collettivi ci siano momenti in cui si necessita di ritrovare le proprie radici. Questo può essere un processo sano per ripartire dall&#8217;essenza primaria che ha dato forma ad una personalità o una nazione.</p>
<p>Ma questo ritorno ha il sapore della disperazione di chi ha perso di vista il centro della propria autentica essenza e si affida a chi gli promette il riscatto tramite valori non tanto tradizionali del territorio, ma semplicemente intolleranti al diverso da sé oppure si affida a chi promette una crescita economica che sarà non solo irrealizzabile anche per una situazione mondiale di crisi delle risorse, ma la crescita non sarà neppure auspicabile se andrà nella direzione delle clientele, dell&#8217;ingiustizia sociale, della scarsa sensibilità per l&#8217;ambiente e dell&#8217;ipoteca sul futuro che dovrà ripagare la voragine del debito pubblico.</p>
<p>La sindrome di Stoccolma, fenomeno per cui si iniziano ad amare i propri carcerieri, è oramai conclamata.<span id="more-888"></span></p>
<p>Soprattutto, l&#8217;Italia si affida a chi gli promette &#8220;libertà&#8221; dalle tasse e dalle regole sociali, temi sempre affascinanti per una cittadinanza che non ha ancora sviluppato un forte senso della collettività. Si promette una fettina di torta e un occhio chiuso per tutti. Chi non sta alle regole è risultato vincente. Ora fa tana libera tutti, per primi una sessantina di parlamentari &#8220;eletti&#8221; (ma in realtà scelti dai partiti) che avevano guai con la giustizia.</p>
<p>I comunisti non esistono più, quindi sarà difficile dare di nuovo loro la colpa dell&#8217;impossibilità di far risalire l&#8217;Italia dalla crisi. In un pianeta dove le risorse saranno sempre più scarse non basterà strizzare l&#8217;occhio a Putin per garantire all&#8217;Italia le fonti energetiche destinate a scarseggiare dovunque in tempi brevi. Si darà allora la colpa alle regole dell&#8217;unione europea, agli arabi che non vogliono pompare più petrolio, ai cinesi che lo consumano, agli ambientalisti che non hanno voluto le centrali nucleari, ai governi precedenti. Proiettare sugli altri i propri problemi e fomentare odio è un meccanismo nevrotico di difesa sia a livello individuale che politico. Meccanismo che ha da sempre efficacia politica, in particolare in Italia.</p>
<p>Qualcuno ha scritto che verranno oscurati i blog. Non lo credo, i blog producono qualche decina, Innernet qualche centinaio, i più letti qualche migliaio di lettori al giorno. Il nuovo governo può permettersi ampiamente di lasciare i blog dove sono, che sono determinanti quanto lo è una riserva indiana rispetto ai milioni di utenti televisivi. Abbiamo la nostra acqua di fuoco, ci ubriacheremo con le nostre parole, costruiremo siti sempre più efficienti, installeremo tutti i plug-in sui nostri blog, faremo dei distinguo mentali sempre più sofisticati. Nel frattempo loro andranno avanti con messaggi semplici, efficaci, diretti, che fanno leva sulle paure, sull&#8217;avidità, sulla &#8220;crescita&#8221;, sull&#8217;intolleranza, sulle consolidate identità religiose e territoriali. Aspettiamoci comunque un&#8217;ulteriore stretta sulla libertà d&#8217;informazione, che in Italia è già a livello di terzo mondo.</p>
<p>L&#8217;Italia è diventata &#8220;l&#8217;azienda Italia&#8221;, il governo sarà il suo consiglio di amministrazione e i parlamentari gli azionisti a cui rendere conto distribuendo dividendi. Tutti gli altri sono gli elettori, il parco buoi. Il falso in bilancio non è neanche più reato. Una versione moderna del signore feudale con i suoi vassalli, valvassori, valvassini e poi la massa di semi-schiavi costretti a lavorare una vita per ripagarsi dai debiti.</p>
<p>La manipolazione del vero è quanto di più semplice possa avvenire avendo a disposizione grandi media e denaro. Leggevo su New Scientist del 19 gennaio (pag. 46, articolo &#8220;The monster we don&#8217;t see&#8221; di Dan Hind) che nella campagna di guerra psicologica che precedette l&#8217;invasione dell&#8217;Iraq gli sforzi andavano nella direzione di convincere gli americani che Saddam Hussein era coinvolto negli attacchi dell&#8217;11 settembre.</p>
<p>Mentre nell&#8217;immediato seguito degli attentati dell&#8217;11 settembre solo il 3% degli americani menzionava l&#8217;Iraq come responsabile, nel marzo 2003, poco prima l&#8217;invasione dell&#8217;Iraq, il 52% degli americani riteneva che il governo americano avesse delle prove di un collegamento tra Al-Qaida e Saddam. Nel 2006, il 90% delle truppe in Iraq credeva che la guerra era conseguenza del ruolo di Saddam nell&#8217;11 settembre.</p>
<p>Negli ultimi anni mi sono più preoccupato di cercare la mia verità e di rendermi cosciente di come la mia stessa mente la manipoli, piuttosto che preoccuparmi della manipolazione del vero da parte dei politici e dei media. Come per molti altri lettori di Innernet, ho seguito un percorso di consapevolezza che ha portato alla scomoda posizione di evidenziare i miei lati egoici ed involuti, i miei condizionamenti mentali meccanici, le mie avversioni intolleranti. Lo stesso processo mi ha portato anche a sentirmi più libero da questi, più vero verso me stesso e verso gli altri e ad accettare i diversi aspetti della mia persona. Questo processo interiore di ricerca del vero è ancora in corso, non mi definisco certo illuminato e non ho neppure un tale obiettivo.</p>
<p>Per un certo tempo mi sono quindi occupato più del mio personale rapporto col vero che del falso presente nella società. Ma ad un certo punto sento che il processo di manipolazione della realtà e di accettazione di questa da parte di una grossa fetta della popolazione produce un&#8217;atmosfera (potremmo chiamarlo campo energetico) dove l&#8217;aria diventa pesante per tutti.</p>
<p>Quando in una famiglia viene sistematicamente negato il vero, si creano delle nevrosi e dei condizionamenti che vengono ripetuti di generazione in generazione. Sia nelle famiglie che nella società c&#8217;è chi si adatta alla mancanza di vero ritagliandosi un proprio spazio dove possa agire indisturbato, e chi invece non può vendere la sua coscienza in cambio di piccoli privilegi. In questo caso non può che lottare o andarsene alla ricerca di una situazione dove la sua anima possa fiorire.</p>
<p>Nella scala dei valori della maggior parte degli italiani il vero non è in cima alla classifica. Ma il vero non è nè di destra nè di sinistra, è una responsabilità di ogni essere umano che abbia una coscienza e una dignità e ogni manipolazione di questo non si potrà che riversare pesantemente sullo sviluppo dell&#8217;anima di una nazione. L&#8217;occultamento del vero riguardo alle stragi e al caso Moro per fare alcuni esempi, rimangono tutt&#8217;ora come inquietanti buchi neri nella consapevolezza di un&#8217;intera nazione.</p>
<p>Forse questa fase per l&#8217;Italia è l&#8217;entrata in una nuova lunga notte dell&#8217;anima, dopo quelle del fascismo, della strategia della tensione e poi del terrorismo, segnale di una democrazia tutt&#8217;altro che matura, analogamente ad un&#8217;adolescenza prolungata che esprime posizioni estreme prima di individuarsi ed assestarsi nella sua personalità.</p>
<p>Come Italiano ho tutta la nostra storia nella mia psiche, anche quella che non ho vissuto personalmente per ragioni anagrafiche. I condizionamenti collettivi sono tanto incisivi quanto quelli personali nello sviluppo della coscienza di un individuo. Ho assistito da bambino alla strategia della tensione e poi al terrorismo da adolescente.</p>
<p>Guardando gli eventi da un&#8217;ottica spirituale più ampia dei risultati elettorali sono ben cosciente che tutto ciò che avviene ha un senso ed è necessario per il percorso di un individuo e di una nazione. Si può solo accettare cio che è. Ma su un piano più umano, con la coscienza di cittadino adulto, sono scioccato e combattuto tra l&#8217;andarmene da un paese che allontana ulteriormente i valori umani e sociali a cui tengo o nel dare il mio apporto per la trasformazione della coscienza con il rischio di diventare un Don Chisciotte, sprecando solo risorse interiori. Ma alla fine, la direzione verrà data come sempre da una consapevolezza più grande delle mie considerazioni mentali.</p>
<p>Mentre stavo pubblicando questo articolo, <a href="http://www.enzodifrennablog.it/dblog/" target="_blank">Enzo Di Frenna</a> ha risposto ad un mio commento sul suo blog, con il titolo &#8220;<a href="http://www.enzodifrennablog.it/dblog/articolo.asp?articolo=161" target="_blank">La televisione è un potere spirituale</a>&#8220;. Enzo opera con passione e generosità per la trasformazione dell&#8217;informazione in Italia. Personalmente ritengo che il mezzo sia il messaggio ed ho dei dubbi sulle possibilità di incidere sulle coscienze con un mezzo televisivo su Internet, seppur con contenuti diversi e che parte dal basso. Ma di questi tempi non mi sento di fare troppo lo schizzinoso e do il benvenuto ad ogni apporto che parte da buone intenzioni.</p>
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		<title>Consapevolezza politica</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Feb 2008 18:25:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Toshan Ivo Quartiroli</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Da qualche settimana si è aperto un dibattito tra alcuni blogger italiani sugli strumenti per l&#8217;informazione e la partecipazione politica su Internet e sui problemi dell&#8217;agenda setting, ossia sulle priorità dei temi di discussione da parte dei media. Sono stato presente a questo dibattito più che altro commentando sul blog di <a href="http://blog.debiase.com/" target="_blank">Luca De Biase</a> che si è fatto promotore del tema e con spirito di inclusione sta tenendo le fila del dibattito. Dal suo articolo del 15 febbraio:</p>
<blockquote><p>La democrazia non è definita solo dalla libertà di votare (perché si vota anche sotto una dittatura), ma anche e soprattutto dalla libertà e dalla qualità dell&#8217;informazione politica e del dibattito sulle decisioni da prendere [...] Blogger e social network stanno già sviluppando una forma di scambio di notizie che si potrebbe chiamare &#8220;informazione di mutuo soccorso&#8221; per ovviare alle carenze dell&#8217;informazione ufficiale.</p></blockquote>
<p>La necessità di una definizione dell&#8217;agenda politica che parta dal basso viene sentita in particolar modo da parte del popolo della Rete. In Italia la situazione mediatica è particolarmente preoccupante. Il rapporto mondiale sulla libertà di stampa di <em>Reporters sans frontières</em> vede l&#8217;Italia al 40esimo posto, superata tra gli altri dal Mali, Panama, il Ghana, Bosnia Herzegovina.<span id="more-840"></span></p>
<p>La maggior parte dei grandi media italiani sono fortemente legati agli schieramenti politici e ai grandi gruppi economici che definiscono sia i temi di discussione che la direzione degli stessi. La particolarità italiana, dove una singola persona detiene il maggior potere economico, il maggior potere mediatico e forse anche il più forte potere politico rendono la situazione particolarmente grave.</p>
<p>La democrazia è intrinsecamente incompatibile con l&#8217;accentramento dei diversi poteri in una sola mano. I pochi poteri rimasti autonomi, quali la magistratura, sono stati delegittimati e attaccati ripetutamente. Inoltre, un potere tira l&#8217;altro: avendo a disposizione televisioni, riviste e giornali è certamente più facile accrescere il proprio potere economico e politico. Poichè alla brama di potere dell&#8217;ego non c&#8217;è fine, è ovvio che vi debbano essere leggi opportune che limitino tali espansioni.</p>
<p>Condivido quindi i bisogni dei blogger nella creazione di una forma di partecipazione e definizione del dibattito politico che parta dal basso e che sia condivisa e verificata. Tra le diverse idee uscite finora dal dibattito vi sono la <a href="http://www.wikidemocracy.org/wiki/" target="_blank">Wikidemocracy</a> ideata da <a href="http://blog.quintarelli.it" target="_blank" title="Quinta 's weblog : Il Blog di Stefano Quintarelli: Perche' non comprero' un Kindle e gia' che ci sono passero' da Amazon a Barnes And Noble">Quintarelli</a>, <a href="http://www.openpolis.it/" target="_blank">Openpolis</a> e l&#8217;uso di Twitter per aggregare le discussioni di politica.</p>
<p>Nella mia vita mi sono occupato di politica al liceo, poi di tecnologie come programmatore e scrittore di libri di informatica, quindi sono stato editore di libri di informatica con Apogeo, poi editore di libri di spiritualità e di culture alternative con Urra. Durante questo tempo, da circa 18 anno sto percorrendo parallelamente un cammino spirituale di consapevolezza in cui ho incontrato diversi approcci esperienziali verso la ricerca del vero (tecniche corpo-mente, psicologia, meditazione, Buddismo, Osho, Almaas, maestri Advaita Vedanta ecc&#8230;).</p>
<p>Occuparmi di politica, che intendo come visione sociale partecipativa, lo sento come una forma di responsabilità per condividere e dare il mio apporto alla consapevolezza collettiva. I percorsi spirituali danno valore al vero, alla realtà, alla interdipendenza e alla crescita della consapevolezza. Questi valori rimangono sterili se vengono applicati solamente alla nostra condizione personale.</p>
<p>La consapevolezza collettiva, e pure l&#8217;inconscio collettivo, come il riscaldamento globale o i messaggi dei media, ci coinvolgono tutti quanti, chi più chi meno, a prescindere dalla nostra condizione personale. Gautama il Buddha parlò per tutta la vita di interdipendenza come condizione universale mentre Fromm disse che anche i pensatori più rivoluzionari dipendono dal contesto intellettuale e spirituale in cui si trovano,</p>
<p>Nel percorso spirituale ho dato meno peso alle ideologie e in generale alle idee, facendo talvolta esperienza di stati che sono al di là della mente concettuale che consciamente o inconsciamente determinano e limitano la nostra identità. Ho compreso come molte delle &#8220;idee&#8221; a favore o contro questo o quello solo spesso proiezioni o parti di noi stessi non riconosciute o accettate. Ho pure compreso come i cosiddetti principi sono spesso bisogni di controllo di noi stessi e del prossimo e come il voler cambiare le cose abbia spesso all&#8217;origne l&#8217;incapacità di accettare la realtà come tale e di fluire con &#8220;ciò che è&#8221;.</p>
<p>Inoltre, non credo di essere presuntuoso se come ricercatore affermo che ho avuto meglio da fare che stare dietro al dibattito politico italiano, che quando va bene provoca noia.</p>
<p>Tuttavia, una volta ripuliti (perlomeno sgrossati) dalle motivazioni psicologiche per cui si odia, si ha timore e/o si rincorre il potere, ritengo che coloro che si occupano di consapevolezza, come molti dei lettori di Innernet, sentano il bisogno di condividere anche su un piano politico ciò che hanno metabolizzato interiormente.</p>
<p>Condivisione, non proselitismo o ideologia, semplicemente essere se stessi e in quanto tali includere la comunicazione del proprio sentire profondo anche nei confronti della società. Vivere la vita seconda la propria comprensione e portare se stessi nell&#8217;azione divengono parte del percorso di crescita.</p>
<p>Quindi rimbalzo il dibattito anche sul canale Innernet, appena rinnovato in forma di blog, perchè nessun ricercatore nel 2008 si isola sulla montagna per meditare e comunque oramai anche lì i danni ambientali e politici si fanno sentire.</p>
<p>Nel dibattito tra i blogger si è anche parlato di accountability del politici, che ha a che fare con la trasparenza, la coerenza, l&#8217;assunzione di responsabilità e la valutazione dei risultati sulla base dei programmi. Credo che nessuno possa negare l&#8217;importanza di tali parametri.</p>
<p>Ma l&#8217;accountability funziona se la coerenza e il vero sono qualità sentite nella popolazione, cioè se sono valori diffusi e se vi è abbastanza capacità di attenzione per tracciare falsità e incoerenze. I blogger sono probabilmente già abbastanza orientati ad una visione critica della realtà ed a non ingurgitare ogni boccone mediatico, ma parliamo di una piccolissima nicchia in relazione alla totalità dei media.</p>
<p>La mia impressione è che in generale in Italia la manipolazione delle informazioni sia arrivata ad un livello molto esteso, dove le capacità di discriminazione delle stesse da parte dei fruitori, le capacità di attenzione focalizzata e di amore per il vero sono scese a livelli preoccupanti. Livello molto lontano dalla società della consapevolezza ipotizzata da Peter Russell ne &#8220;<a href="http://www.urraonline.com/libri/9788873036449/scheda">Il risveglio della mente globale</a>&#8221; che pubblicai con Urra a metà degli anni &#8217;90 (purtroppo ho preso atto che il libro non è più disponibile da parte di Feltrinelli, a cui ho ceduto l&#8217;attività nel 2001).</p>
<p>Su questo calo delle capacità di attenzione diffusa i politici giocano in casa. Ascoltiamo quotidianamente dichiarazioni e il loro contrario, falsificazioni evidenti della realtà e promesse mai mantenute come se niente fosse. I media, in cui includo anche i grandi siti informativi in Rete, sono perlopiù parte di questa tendenza, in un&#8217;orgia di informazioni dove passa tutto e il suo contrario, rendendo ardua la comprensione di &#8220;ciò che è&#8221;.</p>
<p>Ma ciò che più preoccupa è che sta avvenendo una peculiare <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sindrome_di_Stoccolma">sindrome di Stoccolma</a> nei confronti dei nostri colonizzatori della consapevolezza. Iniziamo ad accettarli nelle loro bugie, nelle loro meschinità, nelle loro corruzioni. C&#8217;è una rassegnazione diffusa che è più forte delll&#8217;indignazione oppure ci diverte il teatrino della politica come fosse un&#8217;opera di Pirandello o un film di Sordi. Troviamo così il modo di tollerare la devastazione come un meccanismo di difesa di fronte all&#8217;inevitabile. I politici e le varie caste sembrano inamovibili e ci dimentichiamo che sono e rimangono tigri di carta, piccoli esseri impauriti che cercano nel potere la sicurezza che non trovano in loro stessi.</p>
<p>Trasmettere un&#8217;informazione alternativa tramite soluzioni tecniche in rete quali gli aggregatori ha sicuramente la sua importanza, ma il rischio è quello di parlare sempre alle solite persone. Per il popolo dei blogger probabilmente l&#8217;agenda è già profondamente diversa da quella dei media tradizionali. Si sfonda una porta aperta.</p>
<p>Mi sembra che nella ricerca di questi metodi vi sia un tocco di razionalismo e di visione scientifica della vita che si basa sulla centralità dell&#8217;oggettività e della coerenza intellettuale. Ottimi principi ma l&#8217;essere umano è molto di più e allo stesso tempo molto meno del livello razionale. Senza dubbio la verità trionfa sempre,  ma il trionfo avviene solamente su un piano ultimo, piano a cui ci si può connettere tramite un percorso di consapevolezza. Sul piano politico e sociale la volontà d&#8217;illusione e la manipolazione sono più forti.</p>
<p>La colonizzazione delle consapevolezze avviene ad un livello precedente allo sviluppo della razionalità, intesa sia come evoluzione psicologica dell&#8217;individuo che come evoluzione collettiva. Se vogliamo utilizzare il modello dei chakra (piuttosto che i modelli psicologi di Piaget, un modello vale l&#8217;altro, basta capirsi), la manipolazione mediatica/politica fa leva prevalentemente sul primo chakra, legato alla sopravvivenza e alle paure (le armi di distruzione di massa, i terroristi, la delinquenza, gli extracomunitari, i comunisti, le tasse, la disoccupazione, i salari), sul secondo chakra legato alle emozioni accattivanti e seduttive (simpatia-antipatia, immagine, vittimismo, seduzione, tette e culi ovunque, varie distrazioni di massa) e sul terzo chakra (potere personale e di gruppo, rivalsa, conflitto, odio, io-tu, noi-voi, nord-sud, bianchi-neri, giovani-vecchi). I media di massa e la politica spesso sono fermi su questi circuiti.</p>
<p>E&#8217; facile fare campagne elettorali su queste basi, ogni essere umano in quanto tale viene scosso da tali temi. In Italia, ma non solo qui, i voti non si prendono sulla base della coerenza dei programmi o sulla verità delle proprie affermazioni, ma sulle base delle suggestioni mediatiche e sulla ripetizione dei messagi fino a che &#8220;una bugia ripetuta molte volte diviene una verità&#8221;, come ogni dittatura ben conosce.</p>
<p>L&#8217;informazione alternativa sul piano sociale deve far leva senza dubbio sulla coerenza dei messaggi e sulla verifica degli stessi, ma anche sulla trasmissione di canali interiori più integrali rispetto a quelli che sono possibili in rete. Canali dove scorre il contatto umano vero, dove si trasmettono qualità autentiche, metabolizzate e integrate nella persona e non limitate ad un piano prevalentemente mentale (vedi mio articolo &#8220;<a href="http://www.indranet.org/is-internet-empowering-us/">Internet aumenta davvero il nostro potere?</a>&#8220;).</p>
<p>La conoscenza deve diventare organica altrimenti come cantava Gaber &#8220;Un&#8217;idea, un concetto, un&#8217;idea, finché resta un&#8217; idea, è soltanto un&#8217;astrazione, se potessi mangiare un&#8217;idea avrei fatto la mia rivoluzione.&#8221; Uno sguardo sincero e poche parole che giungono dal profondo trasformano interiormente più di tanti articoli nei blog.</p>
<p>Grillo vede correttamente il ripartire dalla mobilitazione dal basso dei cittadini la condizione per la rinascita della politica. Ciò che mi lascia distante sono i suoi toni, che a loro volta fanno leva su semplificazioni ad alto impatto emotivo e su una conflittualità diretta a 360 gradi, quindi prevalentemente sugli stessi canali interiori dei media tradizionali. Certo, quando il sonno è profondo è necessaria una sveglia ad alti decibel ma le urla continue creano un gran polverone che offusca le sottili distinzioni, analogamente a come avviene nei talk show. Trovo comunque sia le iniziative di Grillo che le idee di De Biase, nella loro diversità, importanti per la fase in cui si trova il paese.</p>
<p>I blog per loro natura sono improntati alla provvisorietà, l&#8217;enfasi viene portata sul momento, sull&#8217;ultimo articolo, portando a ricercare la novità e dando meno peso alla memoria storica. L&#8217;architettura dei blog, anche di Innernet, è verso la transitorietà e questo poco aiuta la riflessione profonda e la metabolizzazione delle informazioni verso la saggezza e la metamorfosi interiore.  Gli aggregatori tecnici che si sono ipotizzati andrebbero intesi mi auguro anche come coesione di articoli in termini temporali più ampi rispetto alla notizia del giorno che verrà puntualmente dimenticata, smentita oppure oscurata.</p>
<p>Vi sono blogger che pubblicano libri e altri che coinvolgono le persone fuori dalla rete, entrambi modi per dare più spessore alla comunicazione.</p>
<p>Alcuni analisti affermano che i diversi media non sono in conflitto e che c&#8217;è bisogno di un&#8217;integrazione nella Rete piuttosto che una sostituzione di un medium con un altro. Questo mi trova d&#8217;accordo a parte un singolo medium: la televisione. Sono stati fatti oramai troppi studi che ci dicono che, a <em>prescindere</em> dai contenuti della televisione, l&#8217;effetto sulla psiche è, per usare un&#8217;unica parola, di <em>rincoglionimento</em>. Tanto peggio quando i contenuti sono quelli che sappiamo.</p>
<p>Neppure ritengo che i video in Rete siano una soluzione. Siti come YouTube o Current.tv sono importanti per creare informazione dal basso ma ritengo che la <a href="http://www.indranet.org/words-and-silences/">parola scritta</a> o trasmessa dal vivo sia tutt&#8217;ora il medium migliore per l&#8217;elaborazione della consapevolezza.</p>
<p>Il progetto politico di Forza Italia in questo senso ha agito abilmente come un retrovirus. Prima ha indebolito le difese immunitarie mentali degli Italiani con le televisioni (e altri media) quindi ha avuto facile accesso ad altri canali della consapevolezza. Il canale si cui ha fatto leva non è certo quello razionale, piuttosto sono stati attivati i piani emotivi e primordiali che ho menzionato sopra. E hanno anche attivato la passione e l&#8217;entusiasmo che sono mancati dall&#8217;altra parte.</p>
<p>La trasformazione delle consapevolezze potrà avvenire a mio avviso in parte in Rete ma soprattutto fuori. C&#8217;è un livello che è comprensibile da tutti a prescindere dalle capacità intellettuali o dalle diverse visioni ideali, quello del cuore. Il cuore inteso inteso in senso esteso, non sto parlando di sentimentalismo o di essere &#8220;buoni&#8221;.</p>
<p>Cuore inteso come amore per la verità, come vitalità interiore, come onestà verso se stessi e il prossimo e come coraggio di esprimere se stessi. Il chakra del cuore è l&#8217;unico che nella visione spirituale è in gradi di espandersi e di includere tutti gli altri, i quali mantengono la loro natura ma con la qualità del cuore.</p>
<p>Allora per ritornare al modello dei chakra (mi preme ripetere che potrebbe essere usato qualsiasi altro modello al suo posto), il livello del primo chakra della sopravvivenza e delle paure può diventare la sicurezza che si trova in un sociale solidale dove i singoli si responsabilizzano nei confronti del collettivo (è dura in Italia eh?). Il secondo chakra della manipolazione emozionale diventa la libera espressione delle emozioni che vengono integrate nell&#8217;essere se stessi e nella veracità.</p>
<p>Il terzo chakra della conflittualità e del potere settario (io-tu, noi-voi) diventa il <em>vero</em> potere personale degli individui che possono esprimere le loro potenzialità supportati da una rete sociale che valorizza la creatività e l&#8217;iniziativa, in una logica &#8220;vinco io e vinci anche tu&#8221;. Un cuore che trasforma in questo modo gli altri tre chakra è il migliore &#8220;aggregatore&#8221; che possiamo avere. Aggrega le nostre parti interiori e vibra per simpatia con gli altri.</p>
<p>La risposta ai media che falsificano, banalizzano e impongono l&#8217;agenda collettiva sta nello sviluppo di qualità umane che valorizzano il vero, supportate anche da soluzioni mediatiche o tecnologiche. Le stesse qualità poi si potranno <em>anche</em> esprimere tramite i media.</p>
<p>Mi dispiacerebbe vedere tante buone intenzioni rinchiudersi prevalentemente nelle tecnologie della rete e poi sentire qualcuno dire &#8220;Tenetevi la vostra democrazia partecipativa in rete che io mi tengo i voti&#8221;.</p>
<p>Sarebbe anche interessante capire qual è l&#8217;agenda politica delle persone che si occupano di ricerca spirituale e consapevolezza. Quali sono le priorità? Le prime che mi vengono in mente:</p>
<p>- smettere di dar importanza alla crescita economica e pianificare una decrescita felice, decrescita comunque inevitabile. ll pianeta semplicemente non ce la fa più, abbiamo bruciato le sue risorse in poche generazioni</p>
<p>- promuovere radicalmente la produzione di energie alternative con forti incentivi economici anche per le piccole installazioni come avviene in Germania e in alcuni paesi nordeuropei. Se ce la fanno alle loro latitudini tanto meglio potremo produrre energia solare in Italia</p>
<p>- insegnare nelle scuole l&#8217;intelligenza emozionale e come relazionarsi con il prossimo. Insegnare anche ad apprezzare il silenzio e la riflessione profonda come spiritualità laica. Insegnare ad analizzare criticamente le notizie.</p>
<p>- trasformare l&#8217;intera struttura del trasporto potenziando fortemente il trasporto pubblico, le piste ciclabili, il car sharing e il telelavoro</p>
<p>- regolamentare i media in modo compatibile con uno stato democratico, senza accentramenti o monopoli</p>
<p>- incentivare le medicine alternative e una cultura olistica di cura del corpo che privilegi la prevenzione e il benessere inteso non solo come assenza di malattia. Promuovere nelle scuole e tramite i media la vera cultura della vita come cultura del sesso sicuro.</p>
<p>- liberalizzare le professioni, ma sul serio</p>
<p>- incentivare la piccola imprenditoria in particolare giovanile semplificando radicalmente gli obblighi contabili e le burocrazie</p>
<p>- dare dignità ai bambini e agli anziani creando degli ambienti urbani più a misura d&#8217;uomo. Lavorare di meno ed avere più tempo per dare ai bimbi la direzione che altrimenti avrebbero solo dalle televisioni e dalle tecnologie</p>
<p>- valorizzare l&#8217;anima dei luoghi, le tradizioni locali e le particolarità (cibi, vini, luoghi, architetture, storia, artigianato di qualità) che rendono l&#8217;Italia straordinaria, risorsa che ci connette con le nostre radici e allo stesso tempo espande la nostra immagine nel mondo</p>
<p>- dare spazio a luoghi non commerciali dove i giovani possono incontrarsi, suonare, esprimere la propria creatività. Non ci sono solo i videogame ed Internet</p>
<p>- e poi, ciò che già gira in rete da tempo, quale l&#8217;elezione diretta dei candidati, rimozione dei parlamentari condannati ecc..</p>
<p>In definitiva sono banalità e sono azioni che sono già state intraprese altrove. Ma in Italia per qualsiasi cambiamento si impasta tutto in modo quasi inestricabile. Forse ripartire da una riorganizzazione delle idee e soprattutto dalle intenzioni di ognuno è un primo passo per uscire dalla caverna.</p>
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