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	<title>Innernet &#187; Ambiente</title>
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	<description>Percorsi di consapevolezza e anima del mondo</description>
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		<title>E dopo, cosa ve ne farete di questo mondo?</title>
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		<pubDate>Sun, 23 Nov 2008 20:09:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Franco Del Moro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Coscienza del mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
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		<category><![CDATA[economia]]></category>
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		<description><![CDATA[Cosa ve ne farete di questo mondo quando ci saranno solo grandi città sovrappopolate, piene di grattacieli sempre più alti e di centri commerciali sempre più larghi, collegate da fitte reti di catrame e cemento dalle quali nessuno potrà ne vorrà più uscire? Quando saranno spariti i piccoli paesi, le borgate di montagna, gli antichi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.innernet.it/wp-content/uploads/2008/11/zabriskie-point-esplosione-finale.jpg"><img class="size-full wp-image-1080 alignleft" style="margin-left: 6px; margin-right: 6px;" title="zabriskie-point-esplosione-finale" src="http://www.innernet.it/wp-content/uploads/2008/11/zabriskie-point-esplosione-finale.jpg" alt="" width="320" height="123" /></a>Cosa ve ne farete di questo mondo quando ci saranno solo grandi città sovrappopolate, piene di grattacieli sempre più alti e di centri commerciali sempre più larghi, collegate da fitte reti di catrame e cemento dalle quali nessuno potrà ne vorrà più uscire?</p>
<p>Quando saranno spariti i piccoli paesi, le borgate di montagna, gli antichi casali in pietra, e la vita scorrerà solo da una città all’altra? Cosa ve ne farete di questo mondo quando tutti i sentieri saranno stati cancellati dai campi perché nessuno più andrà a spasso, se non seduto su un veicolo motorizzato?</p>
<p>Cosa ve ne farete di questo mondo quando i nomi dei grandi filosofi, dei poeti e degli artisti del passato saranno dimenticati, sostituiti dai volti dei personaggi mediatici che voi crederete essere gli unici eroi esistenti? Quando verrà considerata arte solo ciò che porta profitto e non ciò che porta gioia, quando verrà considerata cultura solo ciò che farà vendere e non ciò che farà pensare, quando la creatività dipenderà dal mercato e non dal genio umano, e quando verrà considerata fede solo ciò che farà inginocchiare l’uomo e non ciò che lo farà alzare?</p>
<p>Quando non esisteranno più persone ma solo servi? Quando ogni creatura avrà un microchip installato nel cervello che lo controllerà a distanza? Cosa ve ne farete di questo mondo quando non esisteranno più i miti, le fate, gli angeli, gli spiriti, i presagi, gli sguardi invisibili, i sogni, le carezze notturne di chi vi vuole bene&#8230; ma esisterà soltanto la tecnologia e la scienza che spiega tutto, anche ciò che non conosce, con il poco che conosce?</p>
<p>Cosa ve ne farete di questo mondo quando più nessuno di notte tirerà sassi contro una finestra per attirare l’attenzione di un amico o di un amante ma tutti si manderanno solo messaggi digitali tramite apparecchi elettronici? Quando agli odori e ai colori della natura si saranno sostituiti ovunque profumi sintetici che vi circonderanno sin dalla culla e nemmeno più sentirete il lezzo dei sepolcri imbiancati di cui le vostre case saranno impregnate?<span id="more-1079"></span></p>
<p>Cosa ve ne farete di questo mondo quando le persone saranno fisse in tre soli luoghi: la casa, l’ufficio e le “ridenti località di villeggiatura”? E nessuno più avrà voglia di cercare in un bosco una sorgente sconosciuta, o di vedere l’orizzonte dall’alto di un colle, di esplorare una grotta oscura o di seguire un fiume attraverso una foresta sino alla foce?</p>
<p>Cosa ve ne farete di questo mondo quando saranno spariti tutti i doni e i talenti dai cuori degli uomini, quando nessuno più saprà lavorare con le sue mani né avrà un lavoro vero, perché tutti saranno trattati come ingranaggi numerati e pezzi di ricambio? Quando nessuno più ricorderà cos’era un tempo la gioia di creare un oggetto utile nella propria bottega e metterlo a disposizione del prossimo?</p>
<p>Cosa ve ne farete di questo mondo quando i bambini non impareranno più i segreti della vita dai libri di fiabe, dalle chiacchierate con i nonni o dalle esperienze con gli amici, ma soltanto da ciò che verrà trasmesso dai media o che sarà lanciato a pioggia e a caso nelle reti multimediali? Cosa ne sarà di questo mondo quando sarà abitato solo da persone che hanno bisogno di connettersi per connettere?</p>
<p>Quando più nessuno ricorderà perché ogni principessa incontra sempre una strega cattiva e ogni principe un drago, quando più nessuno ricorderà che la natura un tempo era affollata di spiriti magici e fate, quando più nessuno crederà ad esseri alati e luminosi che camminano a fianco di ogni bambino e bambina?</p>
<p>Ditemi, cosa ne sarà di questo mondo quando i giovani saranno già stanchi e privi di curiosità come chi ha troppo vissuto, prima ancora d’aver cominciato a vivere? Cosa ve ne farete di questo mondo quando anche l’ultimo animale selvatico sarà stato addomesticato e quelli troppo diversi da voi saranno stati costretti all’estinzione?</p>
<p>Quando dopo aver ridotto in schiavitù tutte le creature avrete piegato al vostro delirio di onnipotenza persino le forze degli elementi? Quando il vento soffierà solo se l’addetto preposto al clima pigerà l’apposito bottone? Quando pioverà solo se un decreto ministeriale consentirà la formazione delle nubi? Quando la neve verrà pianificata come un prodotto della grande distribuzione? Quando i fulmini saranno diventati fenomeno da baraccone per i parchi da divertimento? Quando ogni cosa sarà dello stato, compresa la vostra vita, e questo sarà lo stato delle cose?</p>
<p>&#8230;Ma poi, perché dico “voi”, quando anch’io sono parte di questa forza che inspiegabilmente schiaccia tutto ciò che incontra ed è incapace di trattenersi dal lasciare impronte indelebili sul suolo dove cammina&#8230; voi non è esatto, per essere esatto devo dire noi. Anzi, la parola più giusta di tutte è un’altra, persino più breve di voi e noi: io. Io sono colpevole di tutto ciò.</p>
<p>Io dunque chiedo scusa per il male che io, e soltanto io, ho portato su questo pianeta che un tempo, prima della mia venuta, era noto in tutto l’universo come il Paradiso Terrestre&#8230; ma voi, però, rispondete alla mia domanda, vi prego: e dopo, dopo che tutto questo sarà stato fatto, cosa ve ne farete di questo mondo?</p>
<p><em>Franco Del Moro pubblica la rivista letteraria <a href="http://www.ellinselae.org " target="_blank">Ellin Selae</a>.</em></p>
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		<title>Senza potersi fermare &#8211; Le radici della dipendenza a produrre</title>
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		<pubDate>Thu, 15 May 2008 23:08:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Toshan Ivo Quartiroli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Coscienza del mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Mente ed Ego]]></category>
		<category><![CDATA[Tecno-consapevole]]></category>
		<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
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		<description><![CDATA[Avevo iniziato a scrivere questo breve saggio sulle motivazioni interiori che stanno alla base della dipendenza a produrre due anni fa. Il problema ambientale era già conclamato ma ancora non si avvertiva la crisi delle fonti energetiche che ci accompagnerà per lungo tempo. Mi sono interrogato sulle radici psichiche e sui condizionamenti alla base della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal"><a href="http://www.innernet.it/wp-content/uploads/2008/05/masaccio-adam-and-eve-expelled-from-paradise.jpg"><img class="alignleft alignnone size-full wp-image-931" style="float: left; margin-left: 6px; margin-right: 6px;" title="masaccio-adam-and-eve-expelled-from-paradise" src="http://www.innernet.it/wp-content/uploads/2008/05/masaccio-adam-and-eve-expelled-from-paradise.jpg" alt="masaccio-adam-and-eve-expelled-from-paradise" width="120" height="318" /></a>Avevo iniziato a scrivere questo breve saggio sulle motivazioni interiori che stanno alla base della dipendenza a produrre due anni fa. Il problema ambientale era già conclamato ma ancora non si avvertiva la crisi delle fonti energetiche che ci accompagnerà per lungo tempo.</p>
<p class="MsoNormal">Mi sono interrogato sulle radici psichiche e sui condizionamenti alla base della dipendenza a produrre in occidente, poi esportata in tutto il pianeta.</p>
<p class="MsoNormal">Le origini della dipendenza a produrre e della conseguente devastazione del pianeta risalgono all&#8217;interpretazione dei messaggi diffusi dalle religioni, in particolare della tradizione giudaico-cristiana.</p>
<p class="MsoNormal">Il cristianesimo ha propagato i messaggi concernenti il peccato originale e all&#8217;impossibilità di raggiungere il divino in forma umana. Questi e altri messaggi hanno prodotto dei doppi vincoli psichici, dei corti circuiti.</p>
<p class="MsoNormal"><a href="http://www.indranet.org/wordpress/wp-content/uploads/senza-potersi-fermare.pdf"><img class="alignleft alignnone size-full wp-image-200" style="float: left; margin-left: 6px; margin-right: 6px;" title="senza-potersi-fermare" src="http://www.indranet.org/wordpress/wp-content/uploads/senza-potersi-fermare.jpg" alt="senza potersi fermare" width="250" height="367" /></a>L&#8217;unica via d&#8217;uscita per l&#8217;essere umano era rimasta quella di riscattarsi ricreando il paradiso in terra, tramite azioni &#8220;virtuose&#8221; e dominando la natura a questo scopo, autorizzati dalla Bibbia stessa a utilizzare la natura per i fini umani.</p>
<p class="MsoNormal">I messaggi della religione avevano un senso originario come strumenti per la ricerca spirituale, ma tali messaggi sono stati interpretati sul piano dell’ego nei modi che questo poteva.</p>
<p class="MsoNormal">
<p class="MsoNormal">Poiché l’articolo è piuttosto lungo, l’ho impaginato in forma di e-book gratuito che si può scaricare facendo clic sulla copertina.</p>
<p class="MsoNormal">
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		<title>Elezioni: la scomparsa dei simboli</title>
		<link>http://www.innernet.it/elezioni-la-scomparsa-dei-simboli/</link>
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		<pubDate>Thu, 24 Apr 2008 10:24:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Fusi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Coscienza del mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
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		<description><![CDATA[Margherita. Arcobaleno. Fiamma (tricolore). Sole (che ride). Rosa (nel pugno). Rosa (bianca). Grilli. Falce e martello. Ulivo (a dir la verità quest&#8217;ultimo non è sparito, ma rimpicciolito). Dal nuovo Parlamento sono scomparsi quasi tutti i simboli della natura (e del lavoro). Quercia, edera e garofano erano scomparsi da tempo. Svaniti anche florilegi brevi e stagionali [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.innernet.it/wp-content/uploads/2008/04/elezioni1.jpg" title="elezioni1.jpg"><img src="http://www.innernet.it/wp-content/uploads/2008/04/elezioni1.thumbnail.jpg" style="width: 115px; height: 128px; margin-left: 6px; margin-right: 6px" alt="elezioni1.jpg" align="left" height="128" hspace="6" width="115" /></a></p>
<p>Margherita. Arcobaleno. Fiamma (tricolore). Sole (che ride). Rosa (nel pugno). Rosa (bianca). Grilli. Falce e martello. Ulivo (a dir la verità quest&#8217;ultimo non è sparito, ma rimpicciolito). Dal nuovo Parlamento sono scomparsi quasi tutti i simboli della natura (e del lavoro). Quercia, edera e garofano erano scomparsi da tempo. Svaniti anche florilegi brevi e stagionali di qualche tempo fa:  asinelli e coccinelle.</p>
<p>Le ultime elezioni nazionali italiane si possono esaminare anche da un punto di vista non politico, ma dei simboli. Che sono importanti chiavi di comprensione di ciò che ci muove. Quali simboli sono restati nel luogo che dovrebbe rappresentare gli italiani e il loro volere, il Parlamento?</p>
<p>Simboli veri e propri, solo tre: un guerriero medievale con lo spadone levato, uno scudo crociato e due gabbiani, l&#8217;uno che vola verso destra, l&#8217;altro verso sinistra. Il ramoscello d&#8217;ulivo, dicevamo, è diventato un bonsai, inglobato da un logo che ha i colori della bandiera italiana e il cognome del candidato. Poi c&#8217;è il simbolo del vincitore, che è un semplice logo, anch&#8217;esso con tanto di nome del candidato presidente. E basta.</p>
<p>Insomma, visto che i simboli sono un potente mezzo per esprimere e muovere l&#8217;immaginario, ai nostri occhi di meditatori adusi a ragionare sui simboli e utilizzarli nelle nostre riflessioni come traccia di ciò che risuona negli animi ne risulterebbe che:<span id="more-891"></span></p>
<p>- siamo un paese in guerra</p>
<p>- siamo un paese di mare e cielo</p>
<p>- qui non si lavora; si svolazza, si combatte o si sceglie il capo</p>
<p>- siamo un popolo libero</p>
<p>- ci si vorrebbe muovere per la bandiera, ma senza entusiasmo (visti i risultati del partito neonato che s&#8217;è dipinto di tricolore).</p>
<p>Al di là dunque dei risultati politici, senza entrare nel merito, e restando all&#8217;ambito simbolico, sembra che gli italiani non abbiano più:</p>
<p>- varietà, biodiversità</p>
<p>- entusiasmo e fede</p>
<p>- volontà e capacità di identificarsi con le forze naturali</p>
<p>- volontà di lavorare e di occuparsi della dignità del lavoro.</p>
<p>Quello che invece resta:</p>
<p>- voglia di chiudersi e difendersi, con elmo, cotta, spada e scudo</p>
<p>- voglia di evadere, magari guardando i gabbiani dalle rive dei nostri mari</p>
<p>- voglia di seguire un capo.</p>
<p><em>Per l&#8217;ecologia della mente, è come fosse passata una ruspa semplificatrice.</em> Non un buon segno. Certo, all&#8217;estero ci sono buoni esempi di democrazie che funzionano con due, tre partiti al massimo.</p>
<p>Ma quello che si legge nell&#8217;impoverimento dei simboli va al di là di tali pur corretti ragionamenti. Sembra che la fonte di ispirazione di un paese noto per la sua varietà e immaginazione si sia improvvisamente prosciugata. Del resto, io che sono da sempre attento all&#8217;ambiente, all&#8217;ecologia e alla qualità del vivere, che non corrisponde con il trionfo della patria e dell&#8217;economia, mi sento un poco straniero in Italia. Come trenta anni fa, quando ad occuparsene erano quattro gatti, nessuno in parlamento. Non che mi avessero entusiasmato gli sbarchi parlamentari e ministeriali dei verdi o degli alternativi d&#8217;altri colori, ma ora siamo di nuovo a sentir parlare di centrali nucleari, ponti sugli stretti, Grandi Opere, grattacieli, Alte velocità e quant&#8217;altro.</p>
<p>Le faranno queste cose, simboli di un modo di vedere il mondo tanto più arcaico quanto più s&#8217;illude di essere moderno? Ne abbiamo davvero bisogno? Non avremmo bisogno piuttosto di imparare ad usare le onde, il vento, l&#8217;energia della terra e del sole, come fanno perfino in Danimarca, dove hanno meno sole che nel nostro Mediterraneo? Chi li potrebbe fermare, questi personaggi che delirano di crescita? Che dopo le Elezioni vogliono fare le grandi Erezioni (magari per l&#8217;età che comincia ormai avanzare, le sognano anche di notte)? Mah, l&#8217;Italia è il paese dell&#8217;Alta Improbabilità, altro che alta velocità.</p>
<p>Però sono certo che con questa nuova situazione politica saranno da sudare, di nuovo, e ancora di più forse, anche le minime cose che servono a rendere la vita degna di essere vissuta: acqua, aria, terra pulite.</p>
<p>Un esempio, visto che sto a Milano: l&#8217;Expo a Milano dedicato all&#8217;ambiente, all&#8217;energia, a nutrire il mondo. È il segno che siamo ancora nel mondo dell&#8217;apparire, del fare affari, del costruire, dell&#8217;iperuranio delle idee che in terra diventano solo occasioni di esibizione, non sostanza: in realtà in questa città non si respira, non c&#8217;è verde, non si trova casa, non c&#8217;è modo di guadagnarsi la vita in modo decente, c&#8217;è molta gente, impiegati e pensionati, che ravana nelle cassette della frutta e verdura buttata via al mercato per poter mangiare.</p>
<p>Di verde in Italia restano le camicie di un movimento che è la reazione uguale e contraria alla globalizzazione: chiusura e paura; sentimenti che hanno un loro senso, e bisogna accettarlo e comprenderlo, ma se questi sentimenti si fermano lì, restano un&#8217;occasione persa. Non si trasformano in positivo, in un&#8217;occasione, come può avvenire per ogni problema. Ritrovare il genius loci, lo spirito del luogo in cui si vive e si affondano le radici, e con esso un&#8217;identità, non dovrebbe essere il contrario dell&#8217;aprirsi, ma il suo complementare.</p>
<p>Ma evidentemente c&#8217;era bisogno di questo, perché una sinistra ancora mezza-mezza, catto-comunista, con spruzzate miste uguali e contrarie di ultraconservatori papisti e radicali, rispettabile nei suoi sforzi quanto disorientata, aprisse un poco gli occhi. E perché tanti leaderini che hanno costruito le loro carriere su necessità reali del paese, ecologia, uguaglianza, diritti, lavoro; o che hanno coltivato la nostalgia per tempi in cui non c&#8217;era bisogno di pensare perché pensava a tutto una persona sola, venissero infine riportati alle loro dimensioni originarie.</p>
<p>Dall&#8217;altra parte, visto che siamo un paese difficilmente governabile se non da un Capo con la maiuscola, per via della nostra educazione quasi nulla all&#8217;autostima e all&#8217;indipendenza dello spirito, è emerso quello che più di metà del paese cerca sempre quando ha paura: qualcuno che sappia convincere con furbizia e sfrontatezza, in piazza o in televisione, che siamo un popolo capace di tutto, basta che crediamo in Lui.</p>
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		<title>Il West degli Stati Uniti si riscalda più velocemente del resto del mondo</title>
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		<pubDate>Mon, 31 Mar 2008 19:03:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Toshan Ivo Quartiroli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Coscienza del mondo]]></category>
		<category><![CDATA[biocarburanti]]></category>
		<category><![CDATA[cibo]]></category>
		<category><![CDATA[deforestazione]]></category>
		<category><![CDATA[ecologia]]></category>
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		<description><![CDATA[La Natural Resourced Defense Council ha documentato in una relazione dettagliata che le temperature nel West degli Stati Uniti aumentano molto più velocemente che nel resto del mondo. Dal 2000 in poi vi sono stati $2.7 miliardi di raccolti persi a causa della siccità. Il bacino del fiume Colorado è alle prese con una siccità [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.innernet.it/wp-content/uploads/2008/03/drought-california-135.jpg" title="drought california"><img src="http://www.innernet.it/wp-content/uploads/2008/03/drought-california-135.jpg" style="width: 135px; height: 90px; margin-left: 6px; margin-right: 6px" alt="drought california" align="left" height="90" hspace="6" width="135" /></a>La <a href="http://www.nrdc.org/globalWarming/west/contents.asp" target="_blank">Natural Resourced Defense Council</a> ha documentato in una relazione dettagliata che le temperature nel West degli Stati Uniti aumentano molto più velocemente che nel resto del mondo. Dal 2000 in poi vi sono stati $2.7 miliardi di raccolti persi a causa della siccità. Il bacino del fiume Colorado è alle prese con una siccità da record. Altri danni sono causati da ulteriori effetti devastanti sulla fauna e sul turismo invernale.</p>
<p>Sembra quasi che la terra se la prenda in modo particolare proprio con chi l&#8217;ha trattata in modo peggiore. E&#8217; risaputo che l&#8217;impronta ecologica di un nordamericano supera di gran lunga quella di qualsiasi altro cittadino del mondo.</p>
<p>Il problema vero è che gli Stati Uniti sono il granaio del mondo. I raccolti persi sono un problema economico per gli Stati Uniti ma un problema di sopravvivenza per le numerose nazioni che acquistano i loro cereali. Aggiungiamo a questa già compromessa situazione che una significativa percentuale delle semine statunitensi sono ora dedicate alla produzione di biocarburanti invece che di cibo, struttando ulteriormente le risorse idriche della terra e in altri luoghi anche deforestando (in particolare in Brasile) per fare posto alle nuove redditizie colture.</p>
<p>Mai come ora la relazione tra il pieno del serbatoio (che venga dai pozzi petroliferi generanti anidride carbonica o dai biocarburanti che sfruttano le ultime risorse della terra) e la sopravvivenza dell&#8217;umanità è stata così evidente. Mi chiedo se sia giusta la libertà di coltivare ciò che si vuole seguendo solamente i propri interessi. Senza dover abolire la società di mercato, data la sempre più stretta interdipendenza del tutto, la scelta tra il produrre cibo o carburanti a mio parere non dovrebbe però essere una scelta individuale.</p>
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