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	<title>Commenti a: Risveglio al Prozac</title>
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	<description>Percorsi di consapevolezza e anima del mondo</description>
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		<title>Di: Wuaw</title>
		<link>http://www.innernet.it/risveglio-al-prozac/comment-page-1/#comment-89</link>
		<dc:creator>Wuaw</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Mar 2008 05:30:55 +0000</pubDate>
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		<description>condivido appieno il consiglio di Lambertland per esperienza personale (per fortuna non drammatica) e familiare (molito più significativa).
Se sei sotto un camion non puoi imparare tecniche meditative per vederne l&#039;illusorietà o realizzarne lo spostamento col pensiero.
Chiami il carro attrezzi.
In bocca al lupo</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>condivido appieno il consiglio di Lambertland per esperienza personale (per fortuna non drammatica) e familiare (molito più significativa).<br />
Se sei sotto un camion non puoi imparare tecniche meditative per vederne l&#8217;illusorietà o realizzarne lo spostamento col pensiero.<br />
Chiami il carro attrezzi.<br />
In bocca al lupo</p>
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	<item>
		<title>Di: lambertland</title>
		<link>http://www.innernet.it/risveglio-al-prozac/comment-page-1/#comment-88</link>
		<dc:creator>lambertland</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Mar 2008 03:05:43 +0000</pubDate>
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		<description>Ciao Bipo, ho letto il tuo post solo oggi, quindi spero che dal venti agosto la tua situazione sia migliorata. Sicuramente non sono un tempista ma volevo esprimerti il mio modesto pensiero, solo per il fatto che capisco ciò che scrivi e quello che provi. Mie regresse esperienze...
Semplicisticamente ti consiglio di fare una bella ricerca, ma non dentro di te. La ricerca più intelligente da fare è quella del farmaco migliore che vada ad aiutarti a bypassare il tuo male. Che sia ricaptazione del cavolo o benzodiazepina. Te lo dice uno che tentò più volte il suicidio e che si è fatto due comunità per alcolisti. Sono d&#039;accordo che l&#039;impero farmaceutico è l&#039;impero del male ma, dentro qualcosa di buono c&#039;è ed è per questo che va fatta una vera ricerca affinchè ognuno in questo terribile bisogno possa trovare il tampone adatto per la sua emmorragia. In bocca al lupo!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Bipo, ho letto il tuo post solo oggi, quindi spero che dal venti agosto la tua situazione sia migliorata. Sicuramente non sono un tempista ma volevo esprimerti il mio modesto pensiero, solo per il fatto che capisco ciò che scrivi e quello che provi. Mie regresse esperienze&#8230;<br />
Semplicisticamente ti consiglio di fare una bella ricerca, ma non dentro di te. La ricerca più intelligente da fare è quella del farmaco migliore che vada ad aiutarti a bypassare il tuo male. Che sia ricaptazione del cavolo o benzodiazepina. Te lo dice uno che tentò più volte il suicidio e che si è fatto due comunità per alcolisti. Sono d&#8217;accordo che l&#8217;impero farmaceutico è l&#8217;impero del male ma, dentro qualcosa di buono c&#8217;è ed è per questo che va fatta una vera ricerca affinchè ognuno in questo terribile bisogno possa trovare il tampone adatto per la sua emmorragia. In bocca al lupo!</p>
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		<title>Di: Wuaw</title>
		<link>http://www.innernet.it/risveglio-al-prozac/comment-page-1/#comment-59</link>
		<dc:creator>Wuaw</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Mar 2008 11:58:53 +0000</pubDate>
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		<description>Credo che chi ha turbe psichiche o psicosomatiche abbia innanzi tutto bisogno di riferimenti molto forti e molto chiari.
Lasciando la parte più strettamente medica delle cure, su cui non ho alcuna competenza tranne letture da semplice curioso, vorrei soffermarmi sulla parte &quot;meditativa&quot;.
Ovviamente con meditazione intendiamo un certo tipo di attività riconducibile o meno ad una religione.
In quest&#039;ultimo caso, nel caso di una meditazione di stampo religioso, ci troviamo di fronte al solito e discusso effetto della religione nella vita comune. Un effetto che, con riferimento al campo medico e visto che ci stiamo occupando di persone ammalate, considero simile ad un intervento di chirurgia invasiva: può dare ottimi risultati ma gli effetti collaterali possono essere terribili. Inoltre la cura deve essere drastica (il medico pietoso fa la piaga suppurenta, recita un antico proverbio).
Nel senso che la religione va accettata in toto, con tutte le &quot;mutilazioni&quot; che un laico vede apportare dalle religioni.
Il rimettersi con fede assoluta alla volontà di Dio del cristiano può avere effetto terapeutico simile al rimettersi al Budda.
Ed il rimettersi al Budda, che in campo psichiatrico oggi è più di moda, implica sia l&#039;accettazione di un metodo (la meditazione nelle sue varie forme) che l&#039;accettazione di una certa linea di pensiero.
Credo che il metodo non abbia controindicazione, mentre l&#039;accettazione di una linea di pensiero porta, in caso di ritardo nei risultati, a ciò che descrive l&#039;autore, e cioè l&#039;insorgere nel fedele-paziente di sensi di colpa ulteriori, non certo curativi.
Ma anche sul metodo c&#039;è qualcosa da ridire perché, semplificando al massimo, andiamo da una semplice osservazione di se stessi (osservazione del respiro, quattro fondamenti della presenza mentale) a forme via via più complesse quali quelle del buddismo tibetano e delle varie scuole, tutte in genere daccordo su raccolte innumerevoli di proposizioni (magari diverse fra le varie scuole: i cinque fattori dell&#039;attaccamento, i sette fattori dell&#039;illuminazione, i sedici .... i trentadue.... e via discorrendo).
Per esperienza personale (da praticante la meditazione, non da ammalato psichiatrico, anche se oggigiorno qualche problemino lo abbiamo tutti) trovo sempre valide le pratiche elementari, quelle che con più probabilità sono riferibili al Budda, ma difficilmente ci si ferma a queste ed allora, invece che progredire, cominciano le delusioni.
Ad esempio trovo splendidi gran parte degli insegnamenti di Thich Nhat Hanh, ma sempre condizionati dalla sua storia personale (ovviamente anche in bene) e dal fatto di essersi fatto monaco in tenera età.
Ebbene chi ha problemi psichici spesso ha difficoltà a trovare un equilibrio comportamentale. Ed un monaco, o un sacerdote, sono le persone meno indicate per tracciargli una strada. Se pensiamo ad esempio all&#039;importanza che Freud da al sesso nei disturbi psichici dobbiamo convenire che l&#039;indirizzo comportamentale di un monaco e di un sacerdote (la castità), non è generalmente un toccasana per uno &quot;squilibrato&quot;.
Ed allora?
Siccome difficilmente ci si ferma alle meditazioni &quot;elementari&quot; è necessario l&#039;apporto di un terapeuta - istruttore di meditazioni che sia a sua volta abbastanza equilibrato (potremmo dire illuminato, ma, in senso classico, l&#039;illuminazione è posta così in alto che è per tutti solo una aspirazione, compresi tutti i Perfetti Illuminati del passato).
Per rimanere su chi cerca &quot;fai da te&quot;, che in campo di pura ricerca è il metodo più adatto o almeno la base per altri metodi ed insegnanti, trovo un ottimo insegnamento in Eckart Tolle (Il potere di Adesso) che sviluppa il metodo senza indottrinare, diciamo in un certo senso, proprio con il criterio del primo Budda.
Ovviamente è solo la mia opinione
Wuaw</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Credo che chi ha turbe psichiche o psicosomatiche abbia innanzi tutto bisogno di riferimenti molto forti e molto chiari.<br />
Lasciando la parte più strettamente medica delle cure, su cui non ho alcuna competenza tranne letture da semplice curioso, vorrei soffermarmi sulla parte &#8220;meditativa&#8221;.<br />
Ovviamente con meditazione intendiamo un certo tipo di attività riconducibile o meno ad una religione.<br />
In quest&#8217;ultimo caso, nel caso di una meditazione di stampo religioso, ci troviamo di fronte al solito e discusso effetto della religione nella vita comune. Un effetto che, con riferimento al campo medico e visto che ci stiamo occupando di persone ammalate, considero simile ad un intervento di chirurgia invasiva: può dare ottimi risultati ma gli effetti collaterali possono essere terribili. Inoltre la cura deve essere drastica (il medico pietoso fa la piaga suppurenta, recita un antico proverbio).<br />
Nel senso che la religione va accettata in toto, con tutte le &#8220;mutilazioni&#8221; che un laico vede apportare dalle religioni.<br />
Il rimettersi con fede assoluta alla volontà di Dio del cristiano può avere effetto terapeutico simile al rimettersi al Budda.<br />
Ed il rimettersi al Budda, che in campo psichiatrico oggi è più di moda, implica sia l&#8217;accettazione di un metodo (la meditazione nelle sue varie forme) che l&#8217;accettazione di una certa linea di pensiero.<br />
Credo che il metodo non abbia controindicazione, mentre l&#8217;accettazione di una linea di pensiero porta, in caso di ritardo nei risultati, a ciò che descrive l&#8217;autore, e cioè l&#8217;insorgere nel fedele-paziente di sensi di colpa ulteriori, non certo curativi.<br />
Ma anche sul metodo c&#8217;è qualcosa da ridire perché, semplificando al massimo, andiamo da una semplice osservazione di se stessi (osservazione del respiro, quattro fondamenti della presenza mentale) a forme via via più complesse quali quelle del buddismo tibetano e delle varie scuole, tutte in genere daccordo su raccolte innumerevoli di proposizioni (magari diverse fra le varie scuole: i cinque fattori dell&#8217;attaccamento, i sette fattori dell&#8217;illuminazione, i sedici &#8230;. i trentadue&#8230;. e via discorrendo).<br />
Per esperienza personale (da praticante la meditazione, non da ammalato psichiatrico, anche se oggigiorno qualche problemino lo abbiamo tutti) trovo sempre valide le pratiche elementari, quelle che con più probabilità sono riferibili al Budda, ma difficilmente ci si ferma a queste ed allora, invece che progredire, cominciano le delusioni.<br />
Ad esempio trovo splendidi gran parte degli insegnamenti di Thich Nhat Hanh, ma sempre condizionati dalla sua storia personale (ovviamente anche in bene) e dal fatto di essersi fatto monaco in tenera età.<br />
Ebbene chi ha problemi psichici spesso ha difficoltà a trovare un equilibrio comportamentale. Ed un monaco, o un sacerdote, sono le persone meno indicate per tracciargli una strada. Se pensiamo ad esempio all&#8217;importanza che Freud da al sesso nei disturbi psichici dobbiamo convenire che l&#8217;indirizzo comportamentale di un monaco e di un sacerdote (la castità), non è generalmente un toccasana per uno &#8220;squilibrato&#8221;.<br />
Ed allora?<br />
Siccome difficilmente ci si ferma alle meditazioni &#8220;elementari&#8221; è necessario l&#8217;apporto di un terapeuta &#8211; istruttore di meditazioni che sia a sua volta abbastanza equilibrato (potremmo dire illuminato, ma, in senso classico, l&#8217;illuminazione è posta così in alto che è per tutti solo una aspirazione, compresi tutti i Perfetti Illuminati del passato).<br />
Per rimanere su chi cerca &#8220;fai da te&#8221;, che in campo di pura ricerca è il metodo più adatto o almeno la base per altri metodi ed insegnanti, trovo un ottimo insegnamento in Eckart Tolle (Il potere di Adesso) che sviluppa il metodo senza indottrinare, diciamo in un certo senso, proprio con il criterio del primo Budda.<br />
Ovviamente è solo la mia opinione<br />
Wuaw</p>
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	<item>
		<title>Di: matil</title>
		<link>http://www.innernet.it/risveglio-al-prozac/comment-page-1/#comment-36</link>
		<dc:creator>matil</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 01 Mar 2008 17:37:16 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.innernet.it/risveglio-al-prozac/#comment-36</guid>
		<description>che coincidenza!
questo articolo riappare proprio in questo particolare momento.
Ho letto i commenti, che non ricordavo e forse non avevo proprio notato.
Mi ha colpito, oltre che la testimonianza di Bipo, il commento di Giusy, nel passaggio in cui sottolinea che una stato di benessere che dura più di un decennio, possa essere considerato uno stato illusorio si salute psichica, mi risulta infatti che i per la diagnosi delle malattie su base psichica o nevrotica devo protrarsi per un certo periodo di tempo e ripresentarsi entro certi intervalli.

Non voglio annoiare con la mia biografia, ma l&#039;argomento è complesso, la casistica varia e sfumata, e &quot;paradossalmente&quot;, il senso di disagio e la sofferenza terribilmente reali, facendo un esempio (il mio): può essere svanito, grazie ad un percorso di crescita interiore il senso di vuoto di insoddisfazione e tristezza, ma ripresentarsi a grande distanza di tempo un quadro sintomatico fisico tipico dell&#039;ansia, senza &quot;ansia&quot;.
Diventa  comprensibile allora, tra la variegata platea di persone sofferenti,  la volontà disperatamente caparbia di contrastare certe configurazioni psicosomatiche associata all&#039;ostinata pretesa di cavarsela da soli o ricorrendo a qualsiasi alternativa o risorsa &quot;dolce&quot; rispetto alle soluzioni proposte dalla scienza psichiatrica, specialmente in presenza di dubbi, timori e disinformazione circa l&#039;efficacia e la tossicità delle sostanze utilizzate in psichiatria e  aggiungiamoci pure la difficoltà  ad avere garanzie circa la competenza, la sensibilità e la preparazione degli specialisti.
Auguri a tutti.
E sempre grazie a Ivo Quartiroli, per la sua sensibilità e per l&#039;incredibile e misterioso tempismo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>che coincidenza!<br />
questo articolo riappare proprio in questo particolare momento.<br />
Ho letto i commenti, che non ricordavo e forse non avevo proprio notato.<br />
Mi ha colpito, oltre che la testimonianza di Bipo, il commento di Giusy, nel passaggio in cui sottolinea che una stato di benessere che dura più di un decennio, possa essere considerato uno stato illusorio si salute psichica, mi risulta infatti che i per la diagnosi delle malattie su base psichica o nevrotica devo protrarsi per un certo periodo di tempo e ripresentarsi entro certi intervalli.</p>
<p>Non voglio annoiare con la mia biografia, ma l&#8217;argomento è complesso, la casistica varia e sfumata, e &#8220;paradossalmente&#8221;, il senso di disagio e la sofferenza terribilmente reali, facendo un esempio (il mio): può essere svanito, grazie ad un percorso di crescita interiore il senso di vuoto di insoddisfazione e tristezza, ma ripresentarsi a grande distanza di tempo un quadro sintomatico fisico tipico dell&#8217;ansia, senza &#8220;ansia&#8221;.<br />
Diventa  comprensibile allora, tra la variegata platea di persone sofferenti,  la volontà disperatamente caparbia di contrastare certe configurazioni psicosomatiche associata all&#8217;ostinata pretesa di cavarsela da soli o ricorrendo a qualsiasi alternativa o risorsa &#8220;dolce&#8221; rispetto alle soluzioni proposte dalla scienza psichiatrica, specialmente in presenza di dubbi, timori e disinformazione circa l&#8217;efficacia e la tossicità delle sostanze utilizzate in psichiatria e  aggiungiamoci pure la difficoltà  ad avere garanzie circa la competenza, la sensibilità e la preparazione degli specialisti.<br />
Auguri a tutti.<br />
E sempre grazie a Ivo Quartiroli, per la sua sensibilità e per l&#8217;incredibile e misterioso tempismo.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Toshan Ivo Quartiroli</title>
		<link>http://www.innernet.it/risveglio-al-prozac/comment-page-1/#comment-33</link>
		<dc:creator>Toshan Ivo Quartiroli</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 01 Mar 2008 05:23:38 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.innernet.it/risveglio-al-prozac/#comment-33</guid>
		<description>Credo possa essere interessante riportare i commenti che erano stati scritti quando l&#039;articolo di Mark Epstein era stato pubblicato in origine nel &quot;vecchio&quot; Innernet, per creare una sorta di continuità. Il bello di questi articoli è che non sono passeggeri e legati ad un momento specifico.
----------------------------------------

 Gagan  [25 Set 04, 16:38]
Risveglio al Prozac

Personalmente, ritengo che questo sia uno degli articoli più 
interessanti pubblicati da Innernet. Espone con chiarezza verità che 
finora avevo intuito solo confusamente: molti meditatori hanno problemi 
di depressione; la pratica meditativa, anziché favorire la cura, può 
essere controproducente; i meditatori depressi si sentono ancora peggio, 
in quanto si confrontano all&#039;ideale di beatitudine di cui parlano i 
maestri; infine, tutti questi fatti costituiscono una &quot;verità non detta&quot;.

Epstein ha un&#039;idea forte: l&#039;uso degli psicofarmaci può andare bene, in 
determinati casi. Questo è un concetto difficile da accettare per molti 
di noi, che abbiamo sentito ripetere in continuazione &quot;l’unica vera 
medicina è la meditazione&quot; (cui si fa sempre seguire l&#039;inevitabile 
accenno alla comune radice med-), &quot;la medicina allopatica guarisce i 
sintomi, non le cause&quot;, &quot;l&#039;industria farmaceutica è cinica e 
inaffidabile&quot;, &quot;i farmaci sono invasivi e distruttivi&quot; ecc. 

Epstein cerca sostegno nell&#039;antica tradizione buddista e nei molti 
esempi tratti dalla sua pratica professionale, come è nel suo stile. Il 
suo articolo mi sembra convincente e pieno di idee nuove (almeno per 
me). Non sono né uno psichiatra né un esperto di medicina buddista, 
quindi non posso entrare nel merito dell&#039;articolo (mi auguro, invece, 
che altre persone più competenti di me lo facciano). Però appartengo a 
quel numero di meditatori che ogni tanto ha dovuto far ricorso alle 
medicine di cui parla Epstein, quindi ho trovato il suo articolo 
interessante pure dal punto di vista personale. 

Consiglio anche la lettura di &quot;Lasciarsi andare per non cadere in 
pezzi&quot;, che mi pare l&#039;unico suo libro tradotto in italiano.


 Gagan [27 Set 04, 18:26]
Re: Risveglio al Prozac

Oggi ho visto in libreria la seconda parte di &quot;Tutto quello che sai è 
falso&quot;. Il titolo e il disegno in copertina (un diavolo stilizzato), mi 
spingerebbero a lasciare tranquillamente il libro sugli scaffali, ma 
siccome ne ho sentito parlare bene, l&#039;ho sfogliato.

Vi ho trovato un articolo di uno degli autori di Innernet (Richard 
Degrandpre) il cui titolo pare una parodia di questo scritto di 
Epstein: &quot;Suicidi al Prozac&quot;.

Contiene delle informazioni interessanti: pare che tra gli effetti 
collaterali del Prozac vi siano tendenze suicide e omicide, e che la 
casa produttrice (la Ely Lilly) abbia fatto di tutto per nasconderlo. Io 
sono sempre un po&#039; scettico di fronte a questo tipo di libri. Ma in 
fondo cos&#039;è il Risveglio se non è l&#039;omicidio/suicidio dell&#039;ego? :-)


 Ergosum [01 Ott 04, 12:02]
Thè alla cannella

 Lo credo bene, Epstein ragiona in maniera concreta, me ntre la maggior 
parte di ciò che appare su questo sito sono astrazioni, in primis quelle 
dei famosi guru. Andrew Cohen, per dire, è un tale che un mattino ha 
capito che fare il mestiere del guru gli avrebbe tolto il disgusto di 
lavorare. Quando un amico, tempo addietro, mi ha portato la sua 
autobiografia, l&#039;ho letta in un pomeriggio e l&#039;ho riletta il giorno dopo, 
in un fiato. Una vis comica enorme, meglio di Woodhouse (lo spelling è 
giusto?). Ho letto l&#039;altro giorno questo strepitoso Barry Long, che aveva 
5 amanti e nessuna è mai stata gelosa, e poi che, essendo lui il solo 
maestro tantrico occidentale, quando fa l&#039;amore (anzi, lo faceva), è Dio 
che fa l&#039;amore con Dio. Tutto, pur di stupire. Ma penso che la vita 
sia &#039;stupefacente&#039; assai di più e in maniera assai diversa di tali 
fanfaronate verbali.

Ormai, ci sono più guru e maestri spirituali al chilometro quadrato di 
quanto siano gli idraulici. Si guadagna anche di più. In California, sono 
ormai più della metà della popolazione. 

Quanto al buddhismo, non è meglio delle religioni monoteiste, anche se 
queste grondano sangue ed ipocrisia clericale. Si tratta, alla fine, solo 
di parole e il potere che esercitano è solo nell&#039;ambito del pensiero. 
L&#039;illuminazione di parecchi che la rivendicano ha radici altrettanto 
materialistiche e prosaiche del Prozac o di un Placebo.
Beh, adesso vado a farmi un the alla cannella. Che c&#039;è di meglio, nella 
vita? Beh, molte cose, ma mi accontento.

Enzo


 VDD [05 Ott 04, 11:41]
Re: Risveglio al Prozac

Mah, da un lato Epstein ha il merito di svelare tutta una serie di luoghi 
comuni, che chiunque frequenti ambienti &quot;spirituali&quot;, conosce e che 
andrebbero veramente superati.
Dall&#039;altro mi sembra un po&#039; approssimativo. (sto pensando anche ad altri 
scritti di Epstein)
Ho la sensazione che la sua pratica meditativa, e conoscenza intelettuale 
del Dharma,  non si spinga oltre un certo punto. Daltronde da buon 
vecchio praticante sara&#039; anche ben &quot;stagionato&quot;, per non dire bloccato. 
E&#039; facile che questo accada soprattutto se poi pretendi di realizzare un 
incrocio impossibile e cioe&#039; quello del metodo scientifico (neanche con 
una epistemologia particolarmente &quot;aperta&quot;, come potrebbe essere quella 
di altre correnti) con il punto di vista delle tradizioni orientali.
Assistiamo ad un tentativo da parte dell&#039;occidente di appropriarsi di 
antichi insegnamenti, personalizzarli, renderli adatti ad una vita molto 
diversa da quella vissuta nei contesti originari, e per far questo alcuni 
arrivano a formulare nuovi concetti di filosofia della scienza, ma non e&#039; 
il caso di Epstein, appunto.  Ho la sensazione che questo modo di 
procedere sia errato da un punto di vista strettamente meditativo. In 
questo modo avremo una meditazione sicura ma estremamente circoscritta in 
un ambito intellettuale, cosa che nega la stessa essenza della pratica 
meditativa.
Certo il suo pensiero e&#039; indubbiamente valido per la folta schiera di 
meditanti occidentali che potrebbero ad un certo punto rendersi conto di 
aver bisogno di una sana Psicoterapia, invece che della meditazione, ed 
eventualmente riprendere a meditare sucessivamente. Questa e&#039; anche stata 
la mia esperienza in 20 anni di meditazione e non escludo di dover 
tornare a fare Psicoterapia.

Sui farmaci qui il discorso si fa ancora piu&#039; delicato.
Non ne conosciamo i veri effetti.
I vari bugiardini o pubblicazioni specialistiche sino a che punto sono 
veritieri?
Mia sorella Farmacista appare sempre sicura sugli effetti di un 
determinato farmaco, ma su questo invece ci sono altri che esprimono 
molti, molti dubbi.
Da ambienti del settore, quindi non contro i farmaci, emergono due 
ipotesi inquietanti: la prima e&#039; che solo il 50 per cento dei farmaci 
siano afficaci, la seconda che solo il due o tre per cento lo siano.
Se andiamo poi sugli psicofarmaci e&#039; un disastro. Su alcune 
Benzodiazepine, usate da milioni di persone in Italia, solo da poco e&#039;  
apparsa la dicitura: &quot;possono indurre al suicidio&quot;.


 giusy [19 Giu 05, 10:38]
Re: Risveglio al Prozac

 Ho letto l&#039;articolo e le risposte....
Premetto che, pur ricevendo regolarmente le news da innernet da un bel 
pò, non ho mai &quot;ficcato il naso&quot; nel sito.
Da un paio di giorni gironzolo qui dentro.
E man mano trovo, scopro le cose, gli articoli, le risposte, le 
personalità che frequentano attraverso il forum.
Ho trovato articoli interessanti e risposte argute in generale, 
frammezzate anche da piccole o grandi esaltazioni e qualche strafalcione 
(almeno dal mio punto di vista).
Questo articolo sugli psicofarmaci mi suggerisce una riflessione, che non 
nega a priori la bontà della soluzione del Prozac (o simili) come la 
possibilità di prendere la seggiovia nei momenti in cui la salita diventa 
più ripida e gli appigli diventano veramente pericolosi ed instabili: se 
qualcosa ci può veramente sbloccare perkè ci stiamo ristagnando in 
qualche fossa psichica, io penso: perkè no! Sperando di aver preso la 
seggiovia che sale e non quella che riporta a valle e che il filo della 
teleferica non si spezzi proprio mentre noi ci stiamo su (ma santo cielo 
se dobbiamo vivere qualke rischio dobbiamo pur correrlo!); comunque vengo 
alla riflessione: più o meno a tutti quelli che praticano una strada 
spirituale (resta da definire cos&#039;è una strada spirituale, vogliamo 
chiamarla solo esperienza di vita vissuta?) capita di impattare contro la 
depressione, capita capita.... secondo me capita sempre... 
Si parlava nell&#039;articolo di pratiche di cinque anni o dieci non ricordo 
bene, insomma di pratiche molto lunghe, nelle quali l&#039;elemento 
depressione era sempre o spesso presente, qui entra il fattore tempo, 
certo se cinque anni sembrano un tempo sufficientemente lungo a far 
pensare che una certa meditazione o un certo percorso non funzioni, 
allora era meglio prendere il Prozac già dal primo momento, con questo 
non voglio dire che occorra preparasi a decenni di depressione durante 
una pratica, ma vorrei mettere l&#039;accento sul concetto di tempo, cioè 
voglio dire non c&#039;è un lasso di tempo per definire se uno strumento sta 
funzionando, anche perkè avere in mente un risultato è già dippersè 
qualcosa che blocca il percorso... io credo... come ricordava spesso un 
mio carissimo amico ormai scomparso...  BISOGNA AMARE IL PERCORSO NON LA 
META.... riuscendo ad amarlo da subito senza guardare oltre forse, forse, 
ma veramente forse, la depressione può sparire all&#039;istante. Altresì se 
non si ama il percorso perchè seguirlo per cinque, dieci o venti anni? 
Capisco che alla fine, ma anche dall&#039;inizio a volte, ci si possa sentire 
depressi e frustrati se stiamo costringendoci a fare qualcosa che non ci 
piace affatto!!!
Ma se io posso essere felice guardando il vermetto Uti (si chiama così 
Ergosum? Spero che un giorno me lo presenti) perkè devo costringermi a 
stare ore e ore a recitare un mantra, solo perkè qualcuno ha detto che 
farà un gran bene? La cosa bella è che abbiamo la possibilità di 
sperimentare da soli cosa ci può rendere felici e cosa amiamo, perkè 
accontentarsi dei suggerimenti delle sperimentazioni degli altri?


 paritoshluca [20 Giu 05, 22:00]
Re: Risveglio al Prozac

 Sono sincero...:mi hai commosso!
Sentire un discorso sensato, di questi tempi è assolutamente 
raro..Soprattutto quando dici che la via è la meta...una vera perla..di 
consapevolezza..Io ho fatto proprio così:ho preso il toro per le 
corna..ho gettato all&#039;ortiche la tonaca ingrigita di tutte le tecniche 
pallose,e ho cominciato a meditare su ciò che mi interessava...e 
naturalmente le cose che più ti interessano sono i tuoi 
vizi..soffermarsi sulle cose che non ti interessano è semplicemente 
perdere tempo..ma quelle che ti interessano sono pericolose..perchè non 
ci si può prendere in giro per molto...e la via che scende,è anche la 
via che sale..e lo scendere è naturalmente la prima opportunità che 
abbracciamo con entusiasmo..a salire c&#039;è sempre tempo..Quando l&#039;aria 
comincia a farsi irrespirabile ecco  che il momento di risalire è 
giunto...è arrivato il momento &quot;duro&quot; ed è qui che si vede 
il &quot;valore&quot;..per fortuna il nostro corpo è forte abbastanza per reggere 
le debolezze,ma non all&#039;infinito..anche se veniamo perdonati settanta 
volte sette c&#039;è sempre la 491esima volta..il momento che anche Dio perde 
la pazienza..ma chi arriva a questo punto,non era &quot;tagliato&quot;..e 
l&#039;Universo lo destinerà in un ruolo più confacente..Quello che dici cara 
(pardon) Giusy è l&#039;eterna lotta tra l&#039;iniziato e il &quot;religioso&quot;..tra chi 
vuol vivere con la propria testa,e chi si riempie di 
libri .Bibbie..tecniche..etc..
Naturalmente ha ragione l&#039;iniziato..ma non subito,anzi..chi si 
appiattisce nelle tecniche ,superficialmente sembrerà più virtuoso..un 
vero sanniasyn..non proverà vergogna a farsi vedere in giro in qualche 
festival..tutti potranno dire:ma che bell&#039;energia!...si vede che stai 
crescendo!...il tutto con una puntina di invidia..che manda 
il &quot;meditatore&quot; in brodo di giuggiole...questo è il &quot;tecnico&quot;..che ha 
messo un masso sopra a ciò che lo interessava veramente..e l&#039;altro?  
All&#039;inizio è un vero sfacelo...si vergogna di come è ridotto..non si fa 
vedere molto in giro..si è buttato con assoluta incoscienza su ciò che 
lo attirava..ed è sceso a livelli subumani..altro che ricercatore 
interiore..per il mondo è un vero vizioso..irrecuperabile..ma,..ma, nel 
proprio cuore sa che se devi uccidere un nemico..è necessario che si 
stani dalla sua grotta..il ragno va cavato fuori dal buco..e se lo 
cavi,c&#039;è anche il rischio che ti punga..entrare nei propri vizi e 
uscirne..questa è la strada ..la mia strada..e...speriamo bene! Anche se 
dovrò morire nel combattimento..almeno non mi sarò annoiato con tutte 
queste tecniche pallose..anche se una tecnica la devi fare per forza..ed 
è il vipassana...non del respiro...ma dei tuoi 
gesti..osservarti..continuamente..I danni avvengono quando non  ti 
osservi. e la &quot;bestia&quot; scorrazza nella tua anima...senza che nessuno la 
guardi..dico guardi e non controlli..che sono cose assolutamente 
diverse...
Cosa c&#039;entra il prozac? Assolutamente niente..perchè è qualcosa che non 
puoi gestire..dovresti essere un medico ed avere accesso a tutti i tipi 
di sostanze psicotrope droghe comprese..allora gli psicofarmaci 
potrebbero essere la tua &quot;via&quot;..in quanto ne diventeresti esperto..e ne 
potresti quindi sfuggire...dopo un bel po&#039; di tempo...Come il 
sesso..come il cibo..perchè la depressione viene in quanto non riesci a 
meditare..è assolutamente impossibile essere depressi quando 
mediti..perchè la depressione è la tremenda percezione del proprio 
isolamento..che è tale appunto perché non sei sintonizzato nel tuo 
centro..cioè non mediti...Prendere psicofarmaci è dare potere al medico 
che te li prescrive..molto meglio usare il cibo..che è più facilmente 
controllabile e reperibile..mangiare come un forsennato è una specie di 
prozac che fa ingrassare..più onesto..perchè prima o poi tutte cose ci 
presentano il conto..e le brutte sorprese sono all&#039;angolo..Sesso e cibo 
sono il prozac naturale...è meglio non fare troppo i furbi....
Scusatemi ma sto facendo tardi e devo andare a cena.. La bestia mi 
chiama...Ciao....a tutti...


 Bipo [20 Ago 07, 16:19]
Re: Risveglio al Prozac

Dopo tanto tempo che avevo questo articolo a disposizione, ho deciso di 
leggerlo con attenzione.

Sto di nuovo male, davvero male. Senza un apparente perché. La mia mente 
galoppa, presagisce sventure, va in ansia per questo. Il groppo in gola 
che è il segno corporeo del mio malessere ha ricominciato ad essere lì, 
presente, vigile, come dovrebbe forse esserlo la mia consapevolezza che 
non c&#039;è. Cerco di stare dietro alla mia mente, ma vince lei, non c&#039;è 
niente da fare. Se esiste questa benedetta consapevolezza, io non so 
cos&#039;è, ed evidentemente mi piace crogiolarmi in questo stato di vittima 
di me stesso, anche se questa cosa, poi, mi fa sentire terribilmente in 
colpa.

Mi sento solo e nudo come un verme.

Sul lavoro sono svogliato, inconcludente, spaventato. Mi perdo nelle 
piccolezze. Il gruppo di progetto che gestisco mi ha fatto presente che 
sono &quot;poco presente&quot;, non fisicamente ma mentalmente. Ci credo, come dar 
loro torto?

Atisha mi dice che prendo per il culo. Sì, prendo per il culo, 
innanzitutto me stesso. Sono alla perenne ricerca di un modo per 
fregarmi e per fregare gli altri.

Un esempio. Qualche anno fa ho sofferto per qualche mese di psoriasi. Le 
ho provato tutte: dermatologia classica, di due o tre tipi, cortisone, 
lampade solari e bagni al sale, e l&#039;omeopatia. Alla fine ricordo che un 
bel giorno mi sono svegliato e ho pensato: vaffanculo, se devo tenermi 
per sempre sta roba, allora me la terrò. E la psoriasi e passata. Ora, 
cerco di trasformare quest&#039;esempio, forse, di &quot;resa&quot;, e la trasformo in 
una tecnica; mi dico: &quot;mi terrò la depressione per sempre!&quot;, e sto lì ad 
aspettare. Ovviamente non funziona, forse perché non sono coivolto 
emotivamente, perché tutta la mia emotività è investita nella sofferenza 
e nella tristezza, forse perché in fondo voglio proprio soffrire, e chi 
vuole aggiunga altre cazzate del genere, ché tanto nemmeno queste mi 
aiutano.

Mi dà fastidio quando leggo gente che parla di depressione confondendola 
con uno stato, anche duraturo, di tristezza. Forse quanto sto dicendo fa 
parte della mia identificazione, facciamo così, per lo credo veramente 
perché lo vivo nella mia esperienza: la depressione di cui vi racconto 
io è UNA MALATTIA. E il fatto che esistono molecoline che ti fanno 
funzionare il cervello in un&#039;altra maniera e ti fanno sentire meglio, mi 
conferma questa convinzione.

Non auguro a nessuno quello che vivo (sì, lo so, voglio essere il 
campione del mondo di sofferenza, trarne un senso del sé e una mia 
identità, ma lasciatemelo fare, porca puttana!).

Magari questa atroce sofferenza è simile al dolore di un parto, magari è 
il preludio all&#039;illuminazione, come è successo al Tolle, ma sento che 
potrebbe durarmi per tutta la vita, o anche portarmi a farla finita del 
tutto. Vi basti pensare che il mio unico desiderio, in questo momento ma 
è una cosa che dura per ore, anzi giorni, è andare a letto e stare lì a 
fare niente. Oppure scappare, dove non lo so (sì, lo so, non posso 
scappare da me stesso, eccetera eccetera).

Indi per cui ho deciso: stasera vado dal dottore e gli chiedo di ridarmi 
le goccine.

Viva gli inibitori della ricaptazione della serotonina! Abbasso la 
meditazione e la consapevolezza, il quieora e tutto il resto!


 atisha [20 Ago 07, 21:44]
Re: Risveglio al Prozac

mi spiace tu stia male!! acc..
mi verrebbe da dirti tante cose
ma so che pubblicamente non le accetteresti 
come non accetterei di dirtele io..
e sappiamo entrambi il perchè...

sei troppo consapevole di tutto.. 
le goccine però..


ciò che posso solo dire è che se ti fa piacere sai dove trovarmi


 


 Bipo [22 Ago 07, 19:26]
Re: Risveglio al Prozac

Spara.

Il perché non accetterei le cose che mi dici sinceramente non lo so.


 atisha [22 Ago 07, 21:35]
non ho pallottole...

perchè siamo all&#039;aperto.. 
e le regole del gioco variano 
e probabilmente non accetteresti ciò che &quot;apertamente&quot; ti direi

l&#039;ego.. la mente ha il proprio strato di tessuto.. e va rispettato

:-)

http://it.youtube.com/watch?v=9MAVudLGYTA</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Credo possa essere interessante riportare i commenti che erano stati scritti quando l&#8217;articolo di Mark Epstein era stato pubblicato in origine nel &#8220;vecchio&#8221; Innernet, per creare una sorta di continuità. Il bello di questi articoli è che non sono passeggeri e legati ad un momento specifico.<br />
&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-</p>
<p> Gagan  [25 Set 04, 16:38]<br />
Risveglio al Prozac</p>
<p>Personalmente, ritengo che questo sia uno degli articoli più<br />
interessanti pubblicati da Innernet. Espone con chiarezza verità che<br />
finora avevo intuito solo confusamente: molti meditatori hanno problemi<br />
di depressione; la pratica meditativa, anziché favorire la cura, può<br />
essere controproducente; i meditatori depressi si sentono ancora peggio,<br />
in quanto si confrontano all&#8217;ideale di beatitudine di cui parlano i<br />
maestri; infine, tutti questi fatti costituiscono una &#8220;verità non detta&#8221;.</p>
<p>Epstein ha un&#8217;idea forte: l&#8217;uso degli psicofarmaci può andare bene, in<br />
determinati casi. Questo è un concetto difficile da accettare per molti<br />
di noi, che abbiamo sentito ripetere in continuazione &#8220;l’unica vera<br />
medicina è la meditazione&#8221; (cui si fa sempre seguire l&#8217;inevitabile<br />
accenno alla comune radice med-), &#8220;la medicina allopatica guarisce i<br />
sintomi, non le cause&#8221;, &#8220;l&#8217;industria farmaceutica è cinica e<br />
inaffidabile&#8221;, &#8220;i farmaci sono invasivi e distruttivi&#8221; ecc. </p>
<p>Epstein cerca sostegno nell&#8217;antica tradizione buddista e nei molti<br />
esempi tratti dalla sua pratica professionale, come è nel suo stile. Il<br />
suo articolo mi sembra convincente e pieno di idee nuove (almeno per<br />
me). Non sono né uno psichiatra né un esperto di medicina buddista,<br />
quindi non posso entrare nel merito dell&#8217;articolo (mi auguro, invece,<br />
che altre persone più competenti di me lo facciano). Però appartengo a<br />
quel numero di meditatori che ogni tanto ha dovuto far ricorso alle<br />
medicine di cui parla Epstein, quindi ho trovato il suo articolo<br />
interessante pure dal punto di vista personale. </p>
<p>Consiglio anche la lettura di &#8220;Lasciarsi andare per non cadere in<br />
pezzi&#8221;, che mi pare l&#8217;unico suo libro tradotto in italiano.</p>
<p> Gagan [27 Set 04, 18:26]<br />
Re: Risveglio al Prozac</p>
<p>Oggi ho visto in libreria la seconda parte di &#8220;Tutto quello che sai è<br />
falso&#8221;. Il titolo e il disegno in copertina (un diavolo stilizzato), mi<br />
spingerebbero a lasciare tranquillamente il libro sugli scaffali, ma<br />
siccome ne ho sentito parlare bene, l&#8217;ho sfogliato.</p>
<p>Vi ho trovato un articolo di uno degli autori di Innernet (Richard<br />
Degrandpre) il cui titolo pare una parodia di questo scritto di<br />
Epstein: &#8220;Suicidi al Prozac&#8221;.</p>
<p>Contiene delle informazioni interessanti: pare che tra gli effetti<br />
collaterali del Prozac vi siano tendenze suicide e omicide, e che la<br />
casa produttrice (la Ely Lilly) abbia fatto di tutto per nasconderlo. Io<br />
sono sempre un po&#8217; scettico di fronte a questo tipo di libri. Ma in<br />
fondo cos&#8217;è il Risveglio se non è l&#8217;omicidio/suicidio dell&#8217;ego? :-)</p>
<p> Ergosum [01 Ott 04, 12:02]<br />
Thè alla cannella</p>
<p> Lo credo bene, Epstein ragiona in maniera concreta, me ntre la maggior<br />
parte di ciò che appare su questo sito sono astrazioni, in primis quelle<br />
dei famosi guru. Andrew Cohen, per dire, è un tale che un mattino ha<br />
capito che fare il mestiere del guru gli avrebbe tolto il disgusto di<br />
lavorare. Quando un amico, tempo addietro, mi ha portato la sua<br />
autobiografia, l&#8217;ho letta in un pomeriggio e l&#8217;ho riletta il giorno dopo,<br />
in un fiato. Una vis comica enorme, meglio di Woodhouse (lo spelling è<br />
giusto?). Ho letto l&#8217;altro giorno questo strepitoso Barry Long, che aveva<br />
5 amanti e nessuna è mai stata gelosa, e poi che, essendo lui il solo<br />
maestro tantrico occidentale, quando fa l&#8217;amore (anzi, lo faceva), è Dio<br />
che fa l&#8217;amore con Dio. Tutto, pur di stupire. Ma penso che la vita<br />
sia &#8216;stupefacente&#8217; assai di più e in maniera assai diversa di tali<br />
fanfaronate verbali.</p>
<p>Ormai, ci sono più guru e maestri spirituali al chilometro quadrato di<br />
quanto siano gli idraulici. Si guadagna anche di più. In California, sono<br />
ormai più della metà della popolazione. </p>
<p>Quanto al buddhismo, non è meglio delle religioni monoteiste, anche se<br />
queste grondano sangue ed ipocrisia clericale. Si tratta, alla fine, solo<br />
di parole e il potere che esercitano è solo nell&#8217;ambito del pensiero.<br />
L&#8217;illuminazione di parecchi che la rivendicano ha radici altrettanto<br />
materialistiche e prosaiche del Prozac o di un Placebo.<br />
Beh, adesso vado a farmi un the alla cannella. Che c&#8217;è di meglio, nella<br />
vita? Beh, molte cose, ma mi accontento.</p>
<p>Enzo</p>
<p> VDD [05 Ott 04, 11:41]<br />
Re: Risveglio al Prozac</p>
<p>Mah, da un lato Epstein ha il merito di svelare tutta una serie di luoghi<br />
comuni, che chiunque frequenti ambienti &#8220;spirituali&#8221;, conosce e che<br />
andrebbero veramente superati.<br />
Dall&#8217;altro mi sembra un po&#8217; approssimativo. (sto pensando anche ad altri<br />
scritti di Epstein)<br />
Ho la sensazione che la sua pratica meditativa, e conoscenza intelettuale<br />
del Dharma,  non si spinga oltre un certo punto. Daltronde da buon<br />
vecchio praticante sara&#8217; anche ben &#8220;stagionato&#8221;, per non dire bloccato.<br />
E&#8217; facile che questo accada soprattutto se poi pretendi di realizzare un<br />
incrocio impossibile e cioe&#8217; quello del metodo scientifico (neanche con<br />
una epistemologia particolarmente &#8220;aperta&#8221;, come potrebbe essere quella<br />
di altre correnti) con il punto di vista delle tradizioni orientali.<br />
Assistiamo ad un tentativo da parte dell&#8217;occidente di appropriarsi di<br />
antichi insegnamenti, personalizzarli, renderli adatti ad una vita molto<br />
diversa da quella vissuta nei contesti originari, e per far questo alcuni<br />
arrivano a formulare nuovi concetti di filosofia della scienza, ma non e&#8217;<br />
il caso di Epstein, appunto.  Ho la sensazione che questo modo di<br />
procedere sia errato da un punto di vista strettamente meditativo. In<br />
questo modo avremo una meditazione sicura ma estremamente circoscritta in<br />
un ambito intellettuale, cosa che nega la stessa essenza della pratica<br />
meditativa.<br />
Certo il suo pensiero e&#8217; indubbiamente valido per la folta schiera di<br />
meditanti occidentali che potrebbero ad un certo punto rendersi conto di<br />
aver bisogno di una sana Psicoterapia, invece che della meditazione, ed<br />
eventualmente riprendere a meditare sucessivamente. Questa e&#8217; anche stata<br />
la mia esperienza in 20 anni di meditazione e non escludo di dover<br />
tornare a fare Psicoterapia.</p>
<p>Sui farmaci qui il discorso si fa ancora piu&#8217; delicato.<br />
Non ne conosciamo i veri effetti.<br />
I vari bugiardini o pubblicazioni specialistiche sino a che punto sono<br />
veritieri?<br />
Mia sorella Farmacista appare sempre sicura sugli effetti di un<br />
determinato farmaco, ma su questo invece ci sono altri che esprimono<br />
molti, molti dubbi.<br />
Da ambienti del settore, quindi non contro i farmaci, emergono due<br />
ipotesi inquietanti: la prima e&#8217; che solo il 50 per cento dei farmaci<br />
siano afficaci, la seconda che solo il due o tre per cento lo siano.<br />
Se andiamo poi sugli psicofarmaci e&#8217; un disastro. Su alcune<br />
Benzodiazepine, usate da milioni di persone in Italia, solo da poco e&#8217;<br />
apparsa la dicitura: &#8220;possono indurre al suicidio&#8221;.</p>
<p> giusy [19 Giu 05, 10:38]<br />
Re: Risveglio al Prozac</p>
<p> Ho letto l&#8217;articolo e le risposte&#8230;.<br />
Premetto che, pur ricevendo regolarmente le news da innernet da un bel<br />
pò, non ho mai &#8220;ficcato il naso&#8221; nel sito.<br />
Da un paio di giorni gironzolo qui dentro.<br />
E man mano trovo, scopro le cose, gli articoli, le risposte, le<br />
personalità che frequentano attraverso il forum.<br />
Ho trovato articoli interessanti e risposte argute in generale,<br />
frammezzate anche da piccole o grandi esaltazioni e qualche strafalcione<br />
(almeno dal mio punto di vista).<br />
Questo articolo sugli psicofarmaci mi suggerisce una riflessione, che non<br />
nega a priori la bontà della soluzione del Prozac (o simili) come la<br />
possibilità di prendere la seggiovia nei momenti in cui la salita diventa<br />
più ripida e gli appigli diventano veramente pericolosi ed instabili: se<br />
qualcosa ci può veramente sbloccare perkè ci stiamo ristagnando in<br />
qualche fossa psichica, io penso: perkè no! Sperando di aver preso la<br />
seggiovia che sale e non quella che riporta a valle e che il filo della<br />
teleferica non si spezzi proprio mentre noi ci stiamo su (ma santo cielo<br />
se dobbiamo vivere qualke rischio dobbiamo pur correrlo!); comunque vengo<br />
alla riflessione: più o meno a tutti quelli che praticano una strada<br />
spirituale (resta da definire cos&#8217;è una strada spirituale, vogliamo<br />
chiamarla solo esperienza di vita vissuta?) capita di impattare contro la<br />
depressione, capita capita&#8230;. secondo me capita sempre&#8230;<br />
Si parlava nell&#8217;articolo di pratiche di cinque anni o dieci non ricordo<br />
bene, insomma di pratiche molto lunghe, nelle quali l&#8217;elemento<br />
depressione era sempre o spesso presente, qui entra il fattore tempo,<br />
certo se cinque anni sembrano un tempo sufficientemente lungo a far<br />
pensare che una certa meditazione o un certo percorso non funzioni,<br />
allora era meglio prendere il Prozac già dal primo momento, con questo<br />
non voglio dire che occorra preparasi a decenni di depressione durante<br />
una pratica, ma vorrei mettere l&#8217;accento sul concetto di tempo, cioè<br />
voglio dire non c&#8217;è un lasso di tempo per definire se uno strumento sta<br />
funzionando, anche perkè avere in mente un risultato è già dippersè<br />
qualcosa che blocca il percorso&#8230; io credo&#8230; come ricordava spesso un<br />
mio carissimo amico ormai scomparso&#8230;  BISOGNA AMARE IL PERCORSO NON LA<br />
META&#8230;. riuscendo ad amarlo da subito senza guardare oltre forse, forse,<br />
ma veramente forse, la depressione può sparire all&#8217;istante. Altresì se<br />
non si ama il percorso perchè seguirlo per cinque, dieci o venti anni?<br />
Capisco che alla fine, ma anche dall&#8217;inizio a volte, ci si possa sentire<br />
depressi e frustrati se stiamo costringendoci a fare qualcosa che non ci<br />
piace affatto!!!<br />
Ma se io posso essere felice guardando il vermetto Uti (si chiama così<br />
Ergosum? Spero che un giorno me lo presenti) perkè devo costringermi a<br />
stare ore e ore a recitare un mantra, solo perkè qualcuno ha detto che<br />
farà un gran bene? La cosa bella è che abbiamo la possibilità di<br />
sperimentare da soli cosa ci può rendere felici e cosa amiamo, perkè<br />
accontentarsi dei suggerimenti delle sperimentazioni degli altri?</p>
<p> paritoshluca [20 Giu 05, 22:00]<br />
Re: Risveglio al Prozac</p>
<p> Sono sincero&#8230;:mi hai commosso!<br />
Sentire un discorso sensato, di questi tempi è assolutamente<br />
raro..Soprattutto quando dici che la via è la meta&#8230;una vera perla..di<br />
consapevolezza..Io ho fatto proprio così:ho preso il toro per le<br />
corna..ho gettato all&#8217;ortiche la tonaca ingrigita di tutte le tecniche<br />
pallose,e ho cominciato a meditare su ciò che mi interessava&#8230;e<br />
naturalmente le cose che più ti interessano sono i tuoi<br />
vizi..soffermarsi sulle cose che non ti interessano è semplicemente<br />
perdere tempo..ma quelle che ti interessano sono pericolose..perchè non<br />
ci si può prendere in giro per molto&#8230;e la via che scende,è anche la<br />
via che sale..e lo scendere è naturalmente la prima opportunità che<br />
abbracciamo con entusiasmo..a salire c&#8217;è sempre tempo..Quando l&#8217;aria<br />
comincia a farsi irrespirabile ecco  che il momento di risalire è<br />
giunto&#8230;è arrivato il momento &#8220;duro&#8221; ed è qui che si vede<br />
il &#8220;valore&#8221;..per fortuna il nostro corpo è forte abbastanza per reggere<br />
le debolezze,ma non all&#8217;infinito..anche se veniamo perdonati settanta<br />
volte sette c&#8217;è sempre la 491esima volta..il momento che anche Dio perde<br />
la pazienza..ma chi arriva a questo punto,non era &#8220;tagliato&#8221;..e<br />
l&#8217;Universo lo destinerà in un ruolo più confacente..Quello che dici cara<br />
(pardon) Giusy è l&#8217;eterna lotta tra l&#8217;iniziato e il &#8220;religioso&#8221;..tra chi<br />
vuol vivere con la propria testa,e chi si riempie di<br />
libri .Bibbie..tecniche..etc..<br />
Naturalmente ha ragione l&#8217;iniziato..ma non subito,anzi..chi si<br />
appiattisce nelle tecniche ,superficialmente sembrerà più virtuoso..un<br />
vero sanniasyn..non proverà vergogna a farsi vedere in giro in qualche<br />
festival..tutti potranno dire:ma che bell&#8217;energia!&#8230;si vede che stai<br />
crescendo!&#8230;il tutto con una puntina di invidia..che manda<br />
il &#8220;meditatore&#8221; in brodo di giuggiole&#8230;questo è il &#8220;tecnico&#8221;..che ha<br />
messo un masso sopra a ciò che lo interessava veramente..e l&#8217;altro?<br />
All&#8217;inizio è un vero sfacelo&#8230;si vergogna di come è ridotto..non si fa<br />
vedere molto in giro..si è buttato con assoluta incoscienza su ciò che<br />
lo attirava..ed è sceso a livelli subumani..altro che ricercatore<br />
interiore..per il mondo è un vero vizioso..irrecuperabile..ma,..ma, nel<br />
proprio cuore sa che se devi uccidere un nemico..è necessario che si<br />
stani dalla sua grotta..il ragno va cavato fuori dal buco..e se lo<br />
cavi,c&#8217;è anche il rischio che ti punga..entrare nei propri vizi e<br />
uscirne..questa è la strada ..la mia strada..e&#8230;speriamo bene! Anche se<br />
dovrò morire nel combattimento..almeno non mi sarò annoiato con tutte<br />
queste tecniche pallose..anche se una tecnica la devi fare per forza..ed<br />
è il vipassana&#8230;non del respiro&#8230;ma dei tuoi<br />
gesti..osservarti..continuamente..I danni avvengono quando non  ti<br />
osservi. e la &#8220;bestia&#8221; scorrazza nella tua anima&#8230;senza che nessuno la<br />
guardi..dico guardi e non controlli..che sono cose assolutamente<br />
diverse&#8230;<br />
Cosa c&#8217;entra il prozac? Assolutamente niente..perchè è qualcosa che non<br />
puoi gestire..dovresti essere un medico ed avere accesso a tutti i tipi<br />
di sostanze psicotrope droghe comprese..allora gli psicofarmaci<br />
potrebbero essere la tua &#8220;via&#8221;..in quanto ne diventeresti esperto..e ne<br />
potresti quindi sfuggire&#8230;dopo un bel po&#8217; di tempo&#8230;Come il<br />
sesso..come il cibo..perchè la depressione viene in quanto non riesci a<br />
meditare..è assolutamente impossibile essere depressi quando<br />
mediti..perchè la depressione è la tremenda percezione del proprio<br />
isolamento..che è tale appunto perché non sei sintonizzato nel tuo<br />
centro..cioè non mediti&#8230;Prendere psicofarmaci è dare potere al medico<br />
che te li prescrive..molto meglio usare il cibo..che è più facilmente<br />
controllabile e reperibile..mangiare come un forsennato è una specie di<br />
prozac che fa ingrassare..più onesto..perchè prima o poi tutte cose ci<br />
presentano il conto..e le brutte sorprese sono all&#8217;angolo..Sesso e cibo<br />
sono il prozac naturale&#8230;è meglio non fare troppo i furbi&#8230;.<br />
Scusatemi ma sto facendo tardi e devo andare a cena.. La bestia mi<br />
chiama&#8230;Ciao&#8230;.a tutti&#8230;</p>
<p> Bipo [20 Ago 07, 16:19]<br />
Re: Risveglio al Prozac</p>
<p>Dopo tanto tempo che avevo questo articolo a disposizione, ho deciso di<br />
leggerlo con attenzione.</p>
<p>Sto di nuovo male, davvero male. Senza un apparente perché. La mia mente<br />
galoppa, presagisce sventure, va in ansia per questo. Il groppo in gola<br />
che è il segno corporeo del mio malessere ha ricominciato ad essere lì,<br />
presente, vigile, come dovrebbe forse esserlo la mia consapevolezza che<br />
non c&#8217;è. Cerco di stare dietro alla mia mente, ma vince lei, non c&#8217;è<br />
niente da fare. Se esiste questa benedetta consapevolezza, io non so<br />
cos&#8217;è, ed evidentemente mi piace crogiolarmi in questo stato di vittima<br />
di me stesso, anche se questa cosa, poi, mi fa sentire terribilmente in<br />
colpa.</p>
<p>Mi sento solo e nudo come un verme.</p>
<p>Sul lavoro sono svogliato, inconcludente, spaventato. Mi perdo nelle<br />
piccolezze. Il gruppo di progetto che gestisco mi ha fatto presente che<br />
sono &#8220;poco presente&#8221;, non fisicamente ma mentalmente. Ci credo, come dar<br />
loro torto?</p>
<p>Atisha mi dice che prendo per il culo. Sì, prendo per il culo,<br />
innanzitutto me stesso. Sono alla perenne ricerca di un modo per<br />
fregarmi e per fregare gli altri.</p>
<p>Un esempio. Qualche anno fa ho sofferto per qualche mese di psoriasi. Le<br />
ho provato tutte: dermatologia classica, di due o tre tipi, cortisone,<br />
lampade solari e bagni al sale, e l&#8217;omeopatia. Alla fine ricordo che un<br />
bel giorno mi sono svegliato e ho pensato: vaffanculo, se devo tenermi<br />
per sempre sta roba, allora me la terrò. E la psoriasi e passata. Ora,<br />
cerco di trasformare quest&#8217;esempio, forse, di &#8220;resa&#8221;, e la trasformo in<br />
una tecnica; mi dico: &#8220;mi terrò la depressione per sempre!&#8221;, e sto lì ad<br />
aspettare. Ovviamente non funziona, forse perché non sono coivolto<br />
emotivamente, perché tutta la mia emotività è investita nella sofferenza<br />
e nella tristezza, forse perché in fondo voglio proprio soffrire, e chi<br />
vuole aggiunga altre cazzate del genere, ché tanto nemmeno queste mi<br />
aiutano.</p>
<p>Mi dà fastidio quando leggo gente che parla di depressione confondendola<br />
con uno stato, anche duraturo, di tristezza. Forse quanto sto dicendo fa<br />
parte della mia identificazione, facciamo così, per lo credo veramente<br />
perché lo vivo nella mia esperienza: la depressione di cui vi racconto<br />
io è UNA MALATTIA. E il fatto che esistono molecoline che ti fanno<br />
funzionare il cervello in un&#8217;altra maniera e ti fanno sentire meglio, mi<br />
conferma questa convinzione.</p>
<p>Non auguro a nessuno quello che vivo (sì, lo so, voglio essere il<br />
campione del mondo di sofferenza, trarne un senso del sé e una mia<br />
identità, ma lasciatemelo fare, porca puttana!).</p>
<p>Magari questa atroce sofferenza è simile al dolore di un parto, magari è<br />
il preludio all&#8217;illuminazione, come è successo al Tolle, ma sento che<br />
potrebbe durarmi per tutta la vita, o anche portarmi a farla finita del<br />
tutto. Vi basti pensare che il mio unico desiderio, in questo momento ma<br />
è una cosa che dura per ore, anzi giorni, è andare a letto e stare lì a<br />
fare niente. Oppure scappare, dove non lo so (sì, lo so, non posso<br />
scappare da me stesso, eccetera eccetera).</p>
<p>Indi per cui ho deciso: stasera vado dal dottore e gli chiedo di ridarmi<br />
le goccine.</p>
<p>Viva gli inibitori della ricaptazione della serotonina! Abbasso la<br />
meditazione e la consapevolezza, il quieora e tutto il resto!</p>
<p> atisha [20 Ago 07, 21:44]<br />
Re: Risveglio al Prozac</p>
<p>mi spiace tu stia male!! acc..<br />
mi verrebbe da dirti tante cose<br />
ma so che pubblicamente non le accetteresti<br />
come non accetterei di dirtele io..<br />
e sappiamo entrambi il perchè&#8230;</p>
<p>sei troppo consapevole di tutto..<br />
le goccine però..</p>
<p>ciò che posso solo dire è che se ti fa piacere sai dove trovarmi</p>
<p> Bipo [22 Ago 07, 19:26]<br />
Re: Risveglio al Prozac</p>
<p>Spara.</p>
<p>Il perché non accetterei le cose che mi dici sinceramente non lo so.</p>
<p> atisha [22 Ago 07, 21:35]<br />
non ho pallottole&#8230;</p>
<p>perchè siamo all&#8217;aperto..<br />
e le regole del gioco variano<br />
e probabilmente non accetteresti ciò che &#8220;apertamente&#8221; ti direi</p>
<p>l&#8217;ego.. la mente ha il proprio strato di tessuto.. e va rispettato</p>
<p>:-)</p>
<p><a href="http://it.youtube.com/watch?v=9MAVudLGYTA" rel="nofollow">http://it.youtube.com/watch?v=9MAVudLGYTA</a></p>
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