Ricordati, solo ciò che puoi portare con te quando lascerai il corpo è importante. Questo significa che, ad eccezione della meditazione, non c’è nulla di importante.
Tranne la consapevolezza, non c’è nulla d’importante, perché solo la consapevolezza non può essere portata via dalla morte. Tutto il resto verrà sottratto, perché tutto il resto viene da fuori.
Solo la consapevolezza sgorga dall’interno, e non può essere tolta. E le ombre della consapevolezza – la compassione, l’amore – a loro volta non possono essere portate via. Esse sono parte intrinseca della consapevolezza. Potrai portarti solo qualunque consapevolezza avrai raggiunto. Questa è la tua unica vera ricchezza. ( Osho)
Remember, only that which you can take with you when you leave the body is important. That means, except meditation, nothing is important.
Except awareness, nothing is important, because only awareness cannot be taken away by death. Everything else will be snatched away, because everything else comes from without.
Only awareness wells up within. That cannot be taken away. And the shadows of awareness – compassion, love – they cannot be taken away. They are intrinsic parts of awareness. You will be taking with you only whatsoever awareness you have attained. That is your only real wealth
( Osho )

Le autorità indiane sospettano che l’attentato di sabato in un ristorante di Pune,nell’India occidentale, che ha fatto nove vittime, tra cui l’italiana Nadia Macerini, sia stato compiuto nell’ambito del « progetto Karachi » , messo a punto dal gruppo islamista pakistano Lashkar-e-Taiba e dagli studenti dell’Indian Mujahideen di cui fanno parte i due terroristi jihadisti Abdus Subhan Qureshi e Mohsin Chaundhary – quest’ultimo un residente di Pune -, ricercati dalle autorità di Nuova Delhi. Lo riporta il sito web del Times of India. >
http://timesofindia.indiatimes.com/videoshow/5574771.cms
http://timesofindia.indiatimes.com/videoshow/5571869.cms
Certo la meditazione è importante, ed anche amare il prossimo come se stessi lo è. Però non è giusto morire vittime dell’odio islamista che si arroga il diritto di uccidere e di distruggere « nel nome del dio Allah » anche quello che né da fuori né da dentro mai sarà distrutto: l’Amore.
Ciao Nadia.
Ciao, Nadia. Buon ritorno a Casa.
Love !
Ciao Nadia Un tenero saluto dal cuore …Ni e Li
… le tue risate argentine sono immortalate nel mio cuore….
Buon viaggio, Nadia!
Il punto non è stabilire se l’attentato sia giusto o sbagliato come la guerra giusta o ingiusta..
o se una bomba islamica in un bar sia peggio di una bomba cristiana sgangiata da un aereo..
Lasciamo queste considerazione ai politici e ai moralisti..
Un sannyasin sa che l’unica certezza è la propria Consapevolezza..e che notte e giorno si alternano nel mondo come il buio e la luce..l’amore e l’odio..la pace e la violenza..
Anche un masso ci può cadere addosso come una slavina..o un tetto..
Ecco..dobbiamo odiare il masso..?
Siamo stati solo sfortunati ad essere colpiti e fortunati a scamparla come noi che scriviamo..
Ma alla fine il masso raggiunge tutti..la morte non si può evitare..possiamo solo sperare che ci colga preparati..disposti a lasciare il corpo..pronti a evolvere verso un mondo migliore..
Questa morte nella sua follia non è stata inutile..personalmente mi ha colpito molto..e non credo di essere l’unico..
mi ha fatto capire che la vita non è scontata..e che se dobbiamo saldare qualche debito bisogna affrettarsi..non siamo eterni..e Nadia è stato lo strumento inconsapevole di questa presa di coscienza..
Non ha sacrificato la sua vita inutilmente..e ben lungi dal creare odio è servita a molti per avanzare nel sentiero che anche lei percorreva..
Per quanto il male possa essere potente..alla fine è sempre al servizio del bene..e chi ha perso la vita in questo mondo circondato dall’amore del Maestro…sicuramente non sarà scalfito in ciò che poi è il più importante..ed è quell’anima che usa il corpo come una veste e che lascia se la veste si straccia..e che nessun attentato potrà colpire..
Anche un masso ci può cadere addosso come una slavina..o un tetto..
Ecco..dobbiamo odiare il masso..?
No, sarebbe stupido! D’altra parte è anche vero che questa volta si tratta proprio di una bomba islamica in un bar di Pune, dove sannyasin o politico & moralista si può fare una fine balorda comunque. E che nessuna morte è inutile.
Nonostante la certezza nella Consapevolezza, non hai mai considerato, Paritosh, la possibilità di non passare sotto i massi cadenti e – non dico di mettersi al lavoro per riparare la strada – ma perlomeno, pur continuando a guardarsi l’ombelico, di mettere in guardia i passanti ?
Nonostante la certezza nella Consapevolezza, non hai mai considerato, Paritosh, la possibilità di non passare sotto i massi cadenti e – non dico di mettersi al lavoro per riparare la strada – ma perlomeno, pur continuando a guardarsi l’ombelico, di mettere in guardia i passanti ?
Non mi sembra questo il luogo per fare proclami politici o prepararsi per la terza guerra mondiale..
Comprendo che mettersi l’elmetto può avere un sua ragione politica..anche se poi bisogna mettersi d’accordo di quale politica si tratta..cosa che non tange a chi ha scelto quale nemico sbudellare..
Se dico che prima di fare lezioni di pacifismo bisognerebbe essere meno guerrafondai..parlo di qualcosa che non c’entra nulla con la morte..e sul significato profondo di quello che è successo..
Ma naturalmente la mente umana è questa..vuole raddrizzare le teste altrui senza raddrizzare la propria e l’effetto è quello che abbiamo sotto gli occhi..guerre..morti attentati..e violenza in ogni luogo..
Politicamente si potrebbe dire che si vuole insegnare agli altri senza sapere nulla o poco..insegnamenti poi non richiesti..
Un sannyasin con queste infamità non c’entra nulla..anche se poi ne fa le spese..e ha deciso di dedicare la vita a raddrizzare se stesso..che gli altri verranno poi..
Si può dire che ognuno ha la sua natura..e chi vede la morte come un esame a cui tutti prima o poi dovremo sottoporci..non è che possa andare a bombardare i paesi islamici con l’illusione di sconfiggere il terrorismo..mentre in realtà ne alimenta le ragioni..
e se poi i terroristi sono pazzi..non vedo come la pazzia può essere sconfitta con le mitragliatrici..
Quando andrò a Poona penserò che la mia vita può essere soppressa in ogni momento..ma è anche ciò che penso stando qui..e la preoccupazione del terrorismo è poca cosa in confronto alla preoccupazione delle reazioni per estirparlo..
In tutti i casi un sannyasin non ha per compito fare le “guerre giuste” ..che tanto c’è sempre troppa gente che le fa..ma ha per compito di purificare se stesso..e vivere in leggerezza..e l’odio contro i massi o i terroristi non aiuta..perchè la vera messa in guardia è sul fatto che la morte ci segue ogni attimo che viviamo..e solo la nostra illusione ce la fa apparire lontana..
Quello che è successo a Poona ci ricorda che la morte non guarda la nostra carta d’identità..non ce l’ha con noi..siamo bersagli senza volto..come senza volto sono le migliaia di persone massacrate nei bombardamenti..siamo solo oggetti arruolati casualmente nelle guerre altrui..la cui unica libertà è quella di por fine a tutto questo raggiungendo quel luogo dove la morte è solo un sogno..
E solo da lì potremo aiutare a por fine a questo incubo..
Sono d’accordo con Paritosh..
Se idealizziamo la vita,la morte, in una giustezza da contrapporre ad un’errore si fa lo stesso gioco di quell’errore e non ci si libera dal sogno della vita.
Non si risolve così l’ignoranza,questa vita sognata.
Ciò non significa guardarsi i pollici o l’ombelico..
Quando viene richiesto l’utilizzo della pietra ,va scagliata:
vi è sempre una causa che richiede un effetto ,qui,adesso..
è inutile metafisiciggare la manifestazione.
Shanti Nadia..
Vorrei essere convinto che sia davvero come dice Osho; in un certo senso sto lavorando per questo, pure se il mio nocciolo di scetticismo non molla ;-)
Riguardo ai commenti precedenti, la giustizia e la ricerca della liberazione tramite la consapevolezza non sono in antitesi. Una giustizia terrena c’e’ sempre, perfino nei monasteri buddisti.
In generale, credere nell’assoluto non vuol dire lavarsene le mani del “terreno”, anzi e’ proprio il contrario come ben mostra la compassione buddista rappresentata dai bodhisattva :-)
Sono d’accordo con wolfgost e condivido le sue perplessità.
Dove non c’è giustizia, Dio non si manifesta. Allora arrivano i fantasmi. E’ facile rifugiarsi nella proclamazione della “Consapevolezza”, per non vedere ( e magari anche scambiare una vera bomba islamista con uno dei soliti massi cadenti). E’ facile anche proclamare l’indifferenza universale, se non fare l’indifferente, se non l’Oltreuomo o il Superuomo, dopo il tragico accaduto – magari stabilendo un’equivalenza fra “ una bomba islamica in un bar” e “una bomba cristiana sgangiata da un aereo », ecc.
In tal modo – facendo di due torti una ragione – l’accaduto sfuma nel mare indistinto di tutti i torti commessi fin dai tempi di Caino e Abele, e poi delle Guerre Puniche, e perde d’intelligibilità. Come se non fosse in corso – su scala planetaria, da New York a Pune, passando per Mumbai, Bali, Londra, Madrid, Casablanca, Tel Aviv, Gerusalemme, Istanbul, ecc. – alcuna aggressione jihadista, sia contro i musulmani “tiepidi” sia contro i cosiddetti “kuffar” – i non-islamici.
Aggiungerei che bodhisattva ( traducibile con “essere-per-gli altri”, “essere-autentico”) nasce dall’intuizione mahayana che la Realizzazione ( o Consapevolezza) non è isolamento, ma “relazione” – e quidi vita, vita divina, vita d’intensità prodigiosa.
Vita che spesso, certo, può apparire disperante o simile a un sogno, e però non è affatto un sogno ( sebbene sia possibile, in taluni casi, risvegliarsi dall’interno di un proprio sogno, o anche di un incubo) .
A risvegliarsi sono i viventi. Liberarsi dalla vita “come” sogno, quindi dalla confusione, non mi pare significhi liberarsi dalla vita, dall’intelligibilità e dal corpo umano. Perché tanto disprezzo? Il corpo resta il mediatore indispensabile della Consapevolezza. Ed è un dono talmente unico e prezioso, che non occorre mettersi gli elmetti per condannare senza appello carnefici e assassini, parlando e agendo – nella misura delle proprie possibilità – affinché siano individuati e messi in condizione di non nuocere ancora ( sperando, anche se non sempre accade con persone particolarmente fanatiche, ma per niente pazze, che si pentano, migliorino, la smettano di affliggere il mondo con la restaurazione del “puro” Califfatto a tutti i costi – e chiedano perdono a Dio, ai parenti e agli amici delle vittime innocenti).
Il “vuoto” non è niente di speciale, benché sia, paradossalmente, apertura colma di possibilità. Quello che è speciale è il cuore-mente che lo realizza, esercitandosi con mente acuminata nella profondità e con cuore aperto nel manifesto.
Quello che insegna Osho sono delle verità da realizzare, non un “sapere” da prendere alla lettera. A proposito di unione di consapevolezza e compassione ( cum-patire: andare insieme, patire insieme, aver pazienza e passare insieme) , mi viene in mente un insegnamento del santo Ramakrisnha… che molti conoscono, ma che forse potrebbe essere utile riassumere e trascrivere:
“Fuori da un villaggio vive un serpente che assale e morde chi lo avvicina e che anche da lontano terrorizza la gente col suo sibilo. Il villaggio non sa cosa fare ma un giorno passa di lì un saggio a cui viene chiesto di intervenire. Il saggio si reca dal serpente e molto gentilmente gli parla. “Devi lasciar stare quei contadini, non sono il tuo cibo e non ti minacciano. Perchè allora tu minacci loro? Fallo per me, smettila.” Il serpente capisce, si commuove e acconsente.
Un anno dopo il saggio, nel suo vagabondare, ripassa nei pressi del villaggio e incontra il serpente, davvero messo male: un occhio gli ciondola dalla testa, sanguina qui e là, il corpo è pieno di ferite. Il saggio gli chiede “che ti è successo?” ” Le tue parole, Maestro, mi hanno davvero cambiato, ho fatto come tu mi hai detto e ora tutti vengono qui a darmi bastonate e anche i bambini mi tirano sassi: ma io Maestro, continuo a fare come mi hai insegnato” Il saggio gli grida :”cretino! non ti ho mai detto di smettere di sibilare!”
Poi suggerisce a serpente e ai discepoli: “Dovete sibilare ai malvagi, altrimenti vi faranno del male. Non iniettate mai in loro, però, il vostro veleno. Nel creato di Dio ci sono una varietà di cose: uomini, animali, piante, ecc. Fra gli animali, ce n’è di buoni e di cattivi, ci sono delle bestie feroci. Tra gli alberi, alcuni danno dei frutti dolci come il nettare, altri danno dei frutti velenosi.In modo simile, tra gli esseri umani, vi sono i buoni e i cattivi , i santi e gli empi”.
Talvolta doversi proteggere da altri esseri umani è una necessità, fin troppo ricorrente nella storia umana e in un secolo che vede svilupparsi carneficine, bombe-umane e forme di crudeltà che sembrano aver oltrepassato i limiti cosiddetti umani e anche in maniera evidente tutti i comportamenti animali conosciuti. E’ normale non volerne sapere niente e, illudendosi così di poter essere lasciati in pace, proclamarsi aggressivamente e a gran voce “pacifisti”.
“ E’ regola generale – osservava lo psicoanalista Jones in una conferenza del 15 maggio 1944 su “psicologia e stato di guerra”, – che lo spirito indietreggi davanti a tali orrori con violenza o collera; più spesso, che si rifugi in una ignoranza voluta utilizzando tutte le forme di diniego, di rifiuto psicologico dominato da fattori inconsci, e di disconoscimento”.
Insomma, doversi proteggere dai cattivi e dagli empi non è una situazione felice. Spesso comporta un trauma, o un seguito di dolorosi traumi. “Che immane ostacolo alla civiltà dev’essere la tendenza aggressiva – osservava Freud – , se la difesa contro di essa può rendere tanto infelici quanto la sua stessa esistenza!”.
Quello che mi pare che il santo Ramakrishna volesse dire è che per stare al mondo è indispensabile sapersi proteggere dall’aggressività umana, purchè chiusure e difese non siano motivate da un odio che prenderebbe il sopravvento; e che si sappia che sono utili mezzi relativi a un principio di realtà che non esclude né il piacere di vivere e di sognare, né l’immersione nella Consapevolezza.
Gianni Di Martino:
“stabilendo un’equivalenza fra “ una bomba islamica in un bar” e “una bomba cristiana sganciata da un aereo ».”
°°°
Stai dicendo che il secondo è un’atto di difesa ,dunque giustificato?
E’ il teorema che vi sono le Crociate giuste (magari consapevoli!) e dall’altra parte guerre sbagliate?
Nulla da dire sulla difesa di fronte all’ignoranza (ho detto difatti che una causa deve produrre il giusto effetto) ma non capisco il resto.
Il sogno,secondo me, è vedere proprio questo ideale di giustizia (diremmo meglio di giustezza) da perseguire ,non vedendo che in nome di quello si tende a produrre altrettanta violenza dello stesso “segno”,non un ristabilimento dell’Ordine.
PS Te li vedresti mai (ammesso che ne abbiano i mezzi)dei Tibetani che invadono la Cina per difesa preventiva?
:-)
Bè..a questo punto e dato che la faccenda è scivolata sul “politico”..bisogna fare chiarezza..
Posto che ognuno segue la sua indole ..e ammazzare gente per motivi umanitari è opera di militari e non di meditatori..
ci resta solo da discutere sulle ragioni che ci dovrebbero portare come dice De Martino con parole forbite ad ammazzare intere popolazioni a causa di un attentato compiuto da manipoli di fanatici che dovrebbero cadere sotto la mannaia della giustizia comune e non delle reazioni militari..e del sostegno dato ad esse..che poi si tratta di questo..perché anche De Martino non credo che imbracci il fucile o sgangi bombe su villaggi..
Attentati ci sono sempre stati..e la legittimità di essi è vista a posteriori come la necessità di un sacrificio di innocenti per fermare una situazione di “ingiustizia”
Da questo punto di vista la bomba atomica su Hiroshima era perfettamente legittima perché è servita a spengere una guerra che si sarebbe trascinata ancora per anni mietendo ancora più vittime..
Così i morti collaterali dei bombardamenti contro gli islamisti mettono tristezza ..ma si continua a provocarli..
Chi non ha mezzi e aerei ricorre invece a semplici attentati che ci riempiono di orrore..la cui legittimità è da noi negata nel modo più assoluto..reputando invece giusto e legittimo ammazzare centinaia di migliaia di persone come in Iraq e Afghanistan ..
Qui non si tratta di perseguire gli attentatori..cosa condivisibile da tutti…e che si svolge con dispiego di uomini e mezzi..
Qui si tratta di legittimare e portare acqua al mulino di chi vuole una guerra totale..e contribuisce con i suoi mezzi..anche solo intellettuali a fomentarla..a preparare il terreno che la renda possibile..rimuovendo quella minima dose di buonsenso che per scatenare eventi del genere va persa da quasi tutti..
De Martino ha ragione nel dire che il “meditatore” non deve far finta di nulla e rifugiarsi in un mondo interiore che nega la realtà dei problemi esteriori..e Osho ha combattuto una vita per far comprendere ciò..non per negarlo..
Ma De Martino sbaglia nel determinare da quale parte si deve schierare l’”uomo di consapevolezza”..
L’”uomo di consapevolezza” non può essere certamente arruolato come i fondamentalisti cristiani americani nelle guerre di Israele..sappiamo che i Think Tank agiscono per far identificare la saggezza con l’ignavia..e l’orrore verso la guerra con un pacifismo ottuso e inconsapevole..
L’”uomo di conoscenza”..quindi..è portato secondo le sue possibilità e natura a contrastare questo progetto..progetto di occupare militarmente stati reputando ciò una reazione doverosa e giusta per contrastare gli attentati..che poi è quello che è successo dopo l’11 Settembre..
Ma come i terroristi vanno perseguiti ..così andrebbe perseguita la pervicace voglia di ingerenza dell’Occidente negli affari dell’Oriente islamico..
E se l’Islam e non solo deve diventare più aperto e meno bellicoso..così l’Occidente deve diventare meno presuntuoso e guerrafondaio..
Vedere la propria trave ci può rendere degni di vedere le travi altrui..e l’impegno a rimuoverle parte dalla propria..così che anche gli altri possono trarre esempio..
fare guerre a destra e a manca..e per giunta dicendo che il non sostenerle è da pezzi di merda..anche se in forma più soft..è la negazione di qualsiasi buonsenso materiale prima ancora che di Coscienza “spirituale”..
Eckkart :
« Stai dicendo che il secondo è un’atto di difesa ,dunque giustificato?
E’ il teorema che vi sono le Crociate giuste (magari consapevoli!) e dall’altra parte guerre sbagliate? »
Le bombe occidentali ( bombe di un generico Occidente relativista ) non possono essere definite “bombe cristiane”. Era questo che volevo dire. Definire “cristiane” o « crociate » le armi in uso dei soldati che difendono la vita e i beni dei cittadini ( consentendo loro di meditare in pace), è un grave errore.
Così facendo si assume il punto di vista degli islamisti – che dopo aver aggredito, nella maggior parte dei casi nascondono la mano ; e – se contrastati – e si proclamano “aggrediti” e « umiliati » da un colossale complotto di « Ebrei & Crociati », risalente a Napoleone Bonaparte quando invase l’Egitto, ecc.
Il cristianesimo si dà tramite i mezzi sovrannaturali e la testimonianza ( che può giungere sino al martirio, ma senza la pretesa di imporre la pace eterna tramite la distruzione della vita e dei beni degli altri) ; l’islam invece mescola la verità assoluta ( Allah) e i mezzi naturali finiti per imporre l’infinito – fino alla coercizione o all’uso della violenza in varie forme, come la pratica ricorrente della distruzione della propria vita e di quella degli altri,”nel nome dell’islam”.
A differenza delle bombe, anche umane, effettivamente lanciate “nel nome dell’islam”, non esistono bombe lanciate “nel nome di Cristo”. Sia storicamente che dal punto di vista della dottrina, il cristianesimo ha con l’immagine di Dio e con la violenza un rapporto radicalmente diverso da quello che ha l’islam.
E’ quello che ( riferendosi a una sintesi di natura teologica tra spirito greco e spirito cristiano) ha cercato di spiegare anche B16. Senza per questo essere papisti, forse sarebbe utile rileggere il testo del discorso sul rapporto religione-ragione-violenza di Benedetto XVI all’Università di Ratisbona, il 12 settembre 2006.>
http://storico.radiovaticana.org/it1/storico/2006-09/94879_discorso_di_benedetto_xvi_all'universita_di_ratisbona._testo_integrale._12_settembre_2006.html
Quanto a quello che dovrebbero o non dovrebbero fare i Tibetani – o meglio quello che resta dei Tibetani nell’indifferenza della maggior parte del mondo cosiddetto civilizzato ( forse per non far soffrire il commercio con la Cina) – non saprei cosa dirLe. Se non che l’ahimsa gandiana o il precetto cristiano “Ama il prossimo tuo come te stesso”, se presi alla lettera da un generico pacifismo ideologico e un lodevole “orrore per la guerra” mettono solo in condizione di svantaggio di fronte a chi non si cura né dell’ahimsa né del precetto cristiano. :-)
capisco ..
viviamo d’altronde in una realtà relativista..
dunque anche lo scontro ideologico è ammesso e giustificato,
oltre che giustificare tutto:anche la presunzione della giustezza dell’Occidente cosiddetto evoluto.
:-)
Gianni di Martino:quello che resta dei Tibetani nell’indifferenza della maggior parte del mondo cosiddetto civilizzato ( forse per non far soffrire il commercio con la Cina) – non saprei cosa dirLe. Se non che l’ahimsa gandiana o il precetto cristiano “Ama il prossimo tuo come te stesso”, se presi alla lettera da un generico pacifismo ideologico e un lodevole “orrore per la guerra” mettono solo in condizione di svantaggio di fronte a chi non si cura né dell’ahimsa né del precetto cristiano. :-)
°°°
Ma certo..son d’accordo. :-)
x Eckhart
Direi che più che questione di giustificare l’esistente, si tratta di comprendere che il mondo, in oriente e in occidente, non è composto da uomini perfetti.
… E che tuttavia non bisogna ritirarsi o arrendersi, cedere all’etica del proprio desiderio di una vita più libera e più felice – per tutti e per ognuno, ognuna.
Già..
forse possiamo appellarci soltanto ad una perfettibilità umana e relativa.
Anche la felicità ,la libertà ,d’altronde riguarderebbe qui una dimensione legata a dei bisogni personali ed egotici e che intacca sempre e comunque quella altrui.
A questo bisogna pur arrendersi..
La cosiddetta “spiritualità” si occuperebbe invece,senza negare questa,di una dimensione integrale che non può intaccare ambiti ideali da raggiungere,ma è già perfetta in se stessa.
:-)
x Eckhart
… Guarda caso, proprio questa mattina sto leggendo “Trascendenza e intelligibilità” di Emmanuel Levinas ( Marietti, 2008). Ho fatto un’orecchietta alla pagina 82, dove si trova una… “forbita” Postfazione di Franco Camera :
“ Il rapporto con l’infinito, con la trascendenza e con Dio, non è di tipo contemplativo e conoscitivo, ma è esclusivamente etico. Nella relazione etica, nell’ ‘eccomi’ detto al prossimo, la trascendenza diventa l’orizzonte in cui l’altro uomo prende forma e figura concreta e in cui trova espressione il messaggio di cui è portatore: l’imperativo categorico e universalmente umano che porta ‘me’alla responsabilità ‘per l’altro’, che ‘mi’ ordina di resistere alla tentazione di uccidere l’altro, di oppormi alla minaccia della morte, ma di adoperarmi responsabilmente affinché egli viva.
E proprio nel ‘significare’ questo rinvio dell’io all’altro, l’obbligazione etica è una indicazione che rende intelligibile Dio, non nella modalità della ‘presenza’ ma in quella del comandamento e della legge a cui sono obbligato di rispondere.
La ‘fenomenologia dell’idea d’infinito’ si dimostra così inseparabile dall’ epifania del ‘visage’ ( volto, viso) dell’altro uomo, in cui il ‘finitum’ si trova colpito dall’ ‘in-finitum’, e la trascendenza accade come un ‘approssimarsi al prossimo’ fino alla sostituzione, fino a morire per esso’….”
Riassumendo: è uno spogliarsi dell’egologia, del potere egemonico dell’ Io e del Mio, dell’autopreoccupazione, e diventare ostaggio del “Tu” – mentre all’orizzonte si profila lo sfondo impescrutabile di “Lui”, cioè di un Volto destinato a rimanere al di là dell’essere invisibile e sconosciuto.
Così Dio potrebbe essere una dimensione già integrale e perfetta in se stessa. Ma in quanto “dimensione ” ideale, solitaria, impersonale e senza nome né tacca, non si comprende perché un celibe celeste del genere dovrebbe, per quanto altissimo e astratto, interessarci più di tanto. Se umili e non prevenuti, non ci si può che arrendere a un insondabile infinito, che si rivela – lungo il cammino – come il mistero infinito dell’Altro, attraverso gli altri da me. Per essere più espliciti, direi che un Dio “interiore” o caché, che non sia “relazione”, non m’interessa. Come diceva, mi pare, Jim Morrison: “ Non so se sto davanti alla scala che porta in paradiso o giù all’inferno…”. Tipico di una visione apparentemente un po’ tantrica dell’esperienza…
Forse parlo così perché dopo i tragici fatti e l’accumulo di numerose piccole ferite – anche narcisistiche, volendo – mi sento e sono anch’io con il kulo a terra… Intanto altre notizie luttuose si susseguono: il numero delle vittime dell’attacco di sabato, che è salito a 60 feriti e 11 morti, con il decesso nell’ospedale Jehangir di uno studente di ingegneria di Nuova Delhi, il 24enne Aditya Jaiprakash Mehta, che non è sopravvissuto alle ferite riportate nell’attentato dei terroristi islamici alla German Bakery. A mia memoria, e contro la dissipazione della memoria , ricorderei, insieme a quello di Nadia Macerini, i nomi e i volti delle vittime – vado a cercarli in rete :
http://www.thaindian.com/newsportal/uncategorized/list-of-those-killed-in-pune-terror-attack-lead_100320055.html
http://www.indianexpress.com/videos/national/6/g-k-pillai-confirms-nationalities-of-pune-blast-victims/1030
… Fare orecchiette ai libri, scrivere e andare su e giù per la Rete non è un granché. Eppure, tenace – come certe erbe fiorite ai bordi dei cimiteri e che chiamiamo « erbacce » ( forse perché non se ne conoscono le virtù) – persiste la speranza di raggiungere insieme un luogo migliore di questo mondo sanguinoso e in bilico… magari di poter risorgere invisibilmente in un « cuore » divino – che, anch’esso ferito, sia davvero in grado di accogliere l’innumerevole esistere di miriadi di creature ferite, e uniche.
Postfazione di Franco Camera :
” Il rapporto con l’infinito, con la trascendenza e con Dio, non è di tipo contemplativo e conoscitivo, ma è esclusivamente etico”.
°°°
Che dire..si parla di ciò che si conosce evidentemente..
queste assolutizzazioni mettono un pò i brividi in verità..
e non so se sia questo il pensiero di Levinas che ho abbandonato, e non ricordo.
Ma il pensiero è soltanto pensiero.
L’etica ,per come la vivo,è soltanto un’aspetto relativo ,inevitabile,naturale della Conoscenza.
E’ chiaramente un’opinione..almeno lo ammetto..
:-)
PS La Gita è “sufficiente” per capirci qualcosa,secondo me..
Il rapporto con l’infinito, con la trascendenza e con Dio, non è di tipo contemplativo e conoscitivo, ma è esclusivamente etico.
………………
Bè..dopo queste parole possiamo buttare a mare millenni di meditazione..i maestri del calibro di Osho..Ramana..Gurdjieff..etc..e finalmente dedicarci a scannare chi ha una morale diversa dalla nostra che ovviamente è falsa e menzognera..
La Spiritualità fa di tutto per stabilire un Centro a cui tutti possano partecipare che non sia determinato da qualche fede variamente credibile..e si dice che solo l’etica..per definizione relativistica perché non determinata dall’Essere ma dal nostro misero io..sensibile a interessi particolari e universali solo per estensione impropria..è la fonte della Conoscenza..
Comunque queste idee non sono rare..anzi..sono la base concettuale di tutte le religioni fideistiche e e della conseguente lotta tra di loro..cristianesimo e islam compresi..
Per Guenon ..tanto per citare qualcuno che se ne intende..il punto di vista morale è una degenerazione di quello rituale..
Significa che quando gli uomini non riescono più a percepire il giusto dall’ingiusto..oppure quella Coscienza che è il Dio in noi..Atman..Brahman ..o Sé..variamente chiamato..
ecco che si cercano principi morali ..comandamenti da seguire semi ciecamente..
Ciò è chiamato exoterismo..e si situa a un livello diverso dall’esoterismo..che sarebbe poi la meditazione senza oggetto..il Testimone..
Tra le due cose non c’è comune misura ..tranne il fatto ben reale che i moralisti o gli exoterici mal digeriscono chi non ha bisogno di cartelli per stabilire il bene dal male..che come dice Osho..è solo frutto il bene..di Consapevolezza..e il male..di “incoscienza”..
L’etica può essere più o meno forgiata sul buonsenso..ma da sola è cieca..se non è guidata da quel Centro interiore .. che illumina il mondo..
Se poi Dio esista o non esista..è del tutto irrilevante per chi riflette il Principio e si muove alla Sua Luce..
Paritoshluca :
« ..dopo queste parole possiamo buttare a mare millenni di meditazione..i maestri del calibro di Osho..Ramana..Gurdjieff..etc..e finalmente dedicarci a scannare chi ha una morale diversa dalla nostra che ovviamente è falsa e menzognera.. »
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Eeh ! Così riflettendo “il Principio”, pare muoversi “alla Sua Luce” tra una fortissima illuminazione e qualche piccolo abbaglio.
E’ sicuro da che parte provengano gli exoterici e gli scannatori che dice di vedere ?
P.S. Nella « dimensione » in cui ci si muove, forse non si leggono bene i cartelli – perlomeno così pare. :-)
Gianni De Martino:E’ sicuro da che parte provengano gli exoterici e gli scannatori che dice di vedere ?
P.S. Nella « dimensione » in cui ci si muove, forse non si leggono bene i cartelli – perlomeno così pare. :-)
°°°
E’ sicuro che provengano da un exoterico relativismo ,dunque non sono necessari i cartelli:provengono tutti da una parte opposta all’altra. :-)
…per quanto riguarda l’etica naturale e non dogmatica..
va bene anche la massima di sotto :-D
http://files.splinder.com/9d4097f76463af9048a93d2bc844c5ee_medium.jpg
Gianni De Martino : “Il cristianesimo si dà tramite i mezzi sovrannaturali e la testimonianza ( che può giungere sino al martirio, ma senza la pretesa di imporre la pace eterna tramite la distruzione della vita e dei beni degli altri) ; l’islam invece mescola la verità assoluta ( Allah) e i mezzi naturali finiti per imporre l’infinito – fino alla coercizione o all’uso della violenza in varie forme, come la pratica ricorrente della distruzione della propria vita e di quella degli altri,”nel nome dell’islam””
Non e’ sempre stato così!
Anche il Cristianesimo , nella sua storia, ha giustificato la morte propria ma anche altrui e lo sterminio di popoli in nome della evangelizzazione cioe’ della diffusione del “Verbo”.
Oggi nessun cristiano penserebbe piu’ di dover convincere un non credente con costrizioni fisiche o violenze, ma il principio dell’ evangelizzazione resta valido e sostenibile per la Chiesa.
Il termine evangelizzazione ha infatti un significato piuttosto ubiquitario. In senso ampio, esso riassume infatti l’intera missione della Chiesa: tutta la sua vita consiste nel realizzare la traditio Evangelii, l’ annuncio e la trasmissione del Vangelo, che è «potenza di Dio per la salvezza di chiunque crede» (Rm 1, 16) e che in ultima essenza si identifica con Gesù Cristo (cf. 1 Cor 1).
Si tratta oggi di un approccio con una gradazione diversa della stessa dimensione “fideistica”, ma il principio informatore rimane lo stesso: se la verita’ puo’ essere “insegnata” perche’ non ricorrere a tutti i mezzi per farlo.
Oggi , e’ vero , da noi, e’ bandita la violenza fisica, forse a causa del raggiungimento di un buon livello di convivenza civile e di “relativismo operativo” che non consente piu’ di ricorrere a tale mezzo nel mondo occidentale (almeno per questioni “strettamente” religiose).
Infatti la chiesa attuale sostiene che: “Ogni persona ha il DIRITTO di udire la “buona novella” di Dio che si rivela e si dona in Cristo, per attuare in pienezza la sua propria vocazione” (Giovanni Paolo II, Lett. Enc. Redemptoris missio, n. 46-1991). Un tempo, rovesciando il concetto, si sarebbe detto diversamente .. e cioe’ che il cristiano ha il DOVERE di trasmettere, costi quel che costi, il messaggio evangelico.
Possiamo sottintendere forse che, se tale DIRITTO fosse oggi conculcato, la difesa dello stesso potrebbe anche essere “ad ogni costo”?
Ma il problema centrale appare quello di credere che la verita’ possa provenire dall’ “esterno” e riversarsi nell’ animo dell’ uomo come in un vaso capiente e ricettivo.
E’ ovvio invece che la verita’ non puo’ essere altro che una “ri-conquista” interna , in quanto riferita ad una dimensione gia’ esistente nell’ intimo dell’ essere ( anche Agostino dice “in interiore homine habitat veritas” e questo concetto persiste, anche se un poco “offuscato” , in parte della tradizione cristiana ).
Ma questa Verita’ e’ mascherata e nascosta dai “kilesa “, i veleni mentali (attaccamento, avversione ecc. ) per il Buddismo o dalla Maya per l’ Induismo. Una “retta visione” consentira’ infine di disvelarcela.
Mentre il Cristianesimo sostiene, per lo piu’, storicamente, che sarebbe Satana (il Nemico) a nasconderceLa proiettando, in tal modo, nuovamente “all’ esterno” la causa del nostro fallimento.
Le religioni monoteiste (e dualiste) condividono tutte , in parte della loro tradizione, questo spunto “paranoide”.
Solo una visione spirituale che abbia sempre presente questa prospettiva puo’ sottrarsi al rischio del proselitismo (“do not proselityze” afferma reiteratamente Joko Beck- noto maestro/a Zen- come garanzia di un’ automia assoluta di ogni essere nella conquista della verita’ ) .
Le conseguenze del proselitismo le abbiamo peraltro tutti sotto gli occhi, per quanto concerne una parte del mondo islamico, e le possiamo bene analizzare storicamente per il cristianesimo.
un caro ed affettuoso saluto a NADIA MACERINI che anche se non è più su questa terra , mi ha lasciato dei bei ricordi in un viaggio in THAILANDIA a Long beach KHO CHANG, del resto non so che dire,troppe parole,, lasciate parlare il cuore ed evitate troppi discorsi in ambito religioso poichè avvelenano le vostre menti!Non conosco nessuno di voi,, ho trovato questo sito per caso facendo una ricerca, sono stato più volte all’ashram di OSHO ,ho studiato tra i seminaristi in Italia ma con tutto il mio rispetto , non sopporto speculazioni filosofiche o ciarle politiche di ogni tipo,, sono completamente fuori da tutto,, chiacchere soltanto chiacchere solo chiacchere,, vediamoli questi illuminati !!!CIAO RAGAZZI , PACE E AMORE;;;E UNA PREGHIERA PER NADIA!
Caro giordano, il silenzio e il cordoglio, certo.
E anche una preghiera, volendo, e PACE E AMORE a gran voce… (!) Ma per il resto nessuno sforzo umano di stabilire tra noi ragazzi comprensione reciproca e razionale ?
Insomma, alla fine solo BOMBE E SILENZIO ?
P.S. Mmm… Si vede che follia, terrorismo e silenzio sono cugini. E che non tutti sono disposti a starsene zitti zitti senza fiatare, davanti all’imperversare delle funeste conseguenze delle credenze nel Dio oscuro, con il suo codazzo criminale di semplicistiche e vetuste metafisiche estroverse… ( watts ha colto un punto decisivo, mi pare, che ci riguarda sia personalmente che collettivamente).
Del resto, come osservava quel giapponese, Shôhei Ôoka: « … Anche dopo morti dobbiamo sempre rimanere desti, dobbiamo giorno per giorno prendere le nostre decisioni… » .
Le chiacchiere..filosofiche o meno..stanno alla vita come la foto di una pagnotta sta al mangiare..
Chi mangia davvero non ha bisogno di tante foto..e chi è veramente colpito da un avvenimento non sente il bisogno di teorizzarlo trasportandolo nella mente da dove lo può gestire a piacimento..
Ma bisogna avere compassione di chi non potendo o volendo si dedica al gioco della mente..della cultura..dei discorsi roboanti..nei deserti della vita anche parlare di acqua sembra che almeno in teoria rinfreschi..
L’importante è capire che è solo un gioco..altrimenti se rinunciamo a vivere per parlarne meglio e con più tempo.. possiamo dire che l’”Illusione” ci ha veramente rimbecillito..anche se a discuterne non ha più segreti..
Parotosh:L’importante è capire che è solo un gioco
°°°
Questo verrà chiaramente frainteso..ma è il prezzo che si paga:
non si può accontentare e soddisfare tutte le inquetudini che la mente produce,con una sola risposta..
Capire che è solo un gioco,non significa che non può essere un gioco preso con serietà,ma sempre gioco rimane..
ben più serio dei giochi della mente. :-)
Eeee… Beato chi se ne può stare al fresco nei deserti della vita a digerire la pagnotta. Mentre l’ « illusione » che tanto ci rimbecillisce, e ci fa anche smiagolare altrove, sembra a discuterne non avere più segreti.
Forse dirò una sciocchezza, ma nel mangiare la pagnotta non ha lasciato neanche una briciolina ?
E l’acqua, quella di cui si parla nei deserti , davvero la si può bere tutta ?
Non vorrei fraintendere paritoshluca ed eckhart. , ma la condivisione della fame e della sete – più che un gioco della mente che mente, eccetera – forse è la migliore delle compagnie . :-)
Gianni, il problema è che sei un tipo che strumentalizza tutto…c’è una disinformazione spaventosa, non possiamo dire di “sapere” veramente le cose. Come puoi affermare con certezza che siano stati davvero degli islamici? Potrebbe essere stato il Mossad, no? Guarda come assassinano i dirigenti di Hamas…si fanno perfino riprendere dalle telecamere…..lì veramente ci sono pochi dubbi….mai sentito parlare di “false flag”?
..son troppo rozzo probabilmente..
ma non capisco un’acca della metafora di Gianni De Martino apportata nel suo messaggio n.30 :-)
32eckhart
..son troppo rozzo probabilmente..
ma non capisco un’acca della metafora di Gianni De Martino apportata nel suo messaggio n.30 :-)
Siamo in due..:-)
32) eckhart e 33) paritosh
..son troppo rozzo probabilmente..
ma non capisco un’acca della metafora di Gianni De Martino apportata nel suo messaggio n.30 :-)
E siamo in tre. :-). Neanch’io infatti capisco sempre perfettamente le metafore che uso. Probabilmente nel linguaggio dev’esserci qualcosa che eccede la significazione. Può darsi che proprio tale eccedenza quasi-mistica sia uno dei segreti del linguaggio. In ogni caso, se eckart e paritosh dicono di non averci capito un’acca, non è perché il loro orecchio è rozzo, ma perché sono io ad aver fatto cilecca con la lingua.
Niente di grave, il linguaggio per sua costituzione dualistica non è perfetto, e neanche chi scrive lo è.
Se fosse possibile aggiustare il tiro ( della cerbottana – spero si capisca che è una battuta ) direi che il fraintendimento nasce dalla bella metafora della foto della pagnotta usata da paritosh (« … Chi mangia davvero non ha bisogno di tante foto..e chi è veramente colpito da un avvenimento non sente il bisogno di teorizzarlo trasportandolo nella mente da dove lo può gestire a piacimento..
Ma bisogna avere compassione di chi non potendo o volendo si dedica al gioco della mente..della cultura..dei discorsi roboanti..nei deserti della vita anche parlare di acqua sembra che almeno in teoria rinfreschi.. »).
Si tratta di un’accusa rivolta – nel nome del “buon cuore” – alla mente, alla cultura e a discorsi peraltro definiti ingiustamente « roboanti », quando invece abitualmente parlo a bassa voce… Mah ! Insomma, mi si vedrebbe oggetto di una finta e pelosa compassione perché, essendo poco spirituale e senza cuore ( oltre che «un tipo che strumentalizza tutto », come afferma il problematico 31 doghhen più sotto) non mangio la pagnotta ( suppongo la pagnotta della Consapevolezza con la C maiuscola). Da qui la battuta : « Eeee… Beato chi se ne può stare al fresco nei deserti della vita a digerire la pagnotta. » E’ comprensibile, no ?
Più in generale, quello che, giocando seriamente, volevo dire è che il misticismo talvolta isola in dimensioni ineffabili, quindi d’incomunicabile beatitudine ( quando non provoca pseudo-estasi e la chiusura nell’egoismo del piacere e l’infantilismo delle emozioni). L’estasi non è niente di speciale, mentre la condivisione della fame, della sete e della perdita ( come per esempio il lutto che stiamo elaborando e attraversando insieme ) resta forse la migliore delle compagnie.
P.S. Colgo l’occasione di ringraziare eckart per avermi fatto rileggere la Gita (v. messaggio 20).
E’ stato uno dei nostri libri da comodino, anzi da sacco a pelo…Ed è proprio così : la vita, compresa la vita dello spirito, non è un idillio : ma campo di battaglia e lotta contro le proprie passioni, stretta di emozioni negative, vortici o klesha, in vista di una pacificazione e reintegrazione beata. Be’, qui ognuno, ognuna, ha la sua infanzia, la sua storia, la sua fatalità. E molto di quello che si dice dipende da una storia che è insieme personale e collettiva, per cui a volte più che quello che uno dice bisognerebbe perdonare quello che uno ( karmicamente) è.
La persona, più che l’individuo ( questa invenzione e dogma occidentale ), sembra proprio un nodo di relazioni, maglia di una rete che – nonostante sia per fortuna o sventura vuota – si può sviluppare in un giro senza fine di travestimenti multipli.
… Ma questo è un altro discorso. Spero che l’occasione di poterlo approfondire in qualche altra sede non mancherà. Nel frattempo, povero omuncolo, ritorno con il kulo a terra a meditare, sperando nell’invisibile…
Insomma, attraverso il nichilismo ( che è poi quello del mio tempo, un secolino breve e piuttosto limitato ) , giro in tondo eppure resto aperto al mistero… senza per questo aspettarmi chissà che – forse oltre la Rete vuota c’è un mondo che non sa più di pagnotte e di bevande, di sterco e di morte… ma – a parte qualche istante di fragile felicità che debbo soprattutto a una buona relazione con le persone che amo e mi vogliono bene – non ne so niente; anzi, un mondo del genere, una specie di paradiso spirituale, Principio astratto, oppure oceano di luce, non m’interessa, non molto.
Se c’è qualcuno per illuminarmi ( e gettarmi magari qualche vera, fragrante, dorata pagnotta centrale), grazie .
P.P.S. Posso finire con una breve ed enigmatica poesiola ? S’intitola La Pagnotta e per comprenderne qualcosa occorre ricordare san Giovanni della Croce, quando a proposito dell’estasi, non riferibile mai all’individuo o all’ego, scrive: ” Il vino più delizioso è quello che non ho mai bevuto”.
LA PAGNOTTA
Nel forno del Guru le fragranti pagnotte della consapevolezza
E nel cielo la danza lieve e immacolata dei Beati.
A te, dorata pagnotta centrale, un cenno della mano che scompare…
Ah, la pagnotta più deliziosa : quella che non ho mai mangiato
E che non mangerò mai !
La condivisione della fame, della sete e della perdita,
Non è forse la migliore delle compagnie ?
ERRATA CORRIGE
( il problematico 31 doghhen più sopra)
IN LUOGO DI
( il problematico 31 doghhen più sotto) :-P
Perchè Gianni, dopo una vita spesa male, vuoi terminarla da prete? (non nel senso di cattolico, ma nel senso di uno a cui piace fare sermoni?)
Gianni De Martino:
attraverso il nichilismo ( che è poi quello del mio tempo, un secolino breve e piuttosto limitato ) , giro in tondo eppure resto aperto al mistero… senza per questo aspettarmi chissà che – forse oltre la Rete vuota c’è un mondo che non sa più di pagnotte e di bevande, di sterco e di morte… ma – a parte qualche istante di fragile felicità che debbo soprattutto a una buona relazione con le persone che amo e mi vogliono bene – non ne so niente; anzi, un mondo del genere, una specie di paradiso spirituale, Principio astratto, oppure oceano di luce, non m’interessa, non molto.
°°°
Vedi Gianni,l’estasi è come un orgasmo o un viaggio psichedelico..in fondo serve per opporsi e negare quei famosi klesha..le sofferenze..
ben poca cosa oltre che superficiale e infantile,mi sembra..
La mistica sarebbe ben altro che questa ricerca :
è fare i conti con ciò che realmente siamo,al di là delle aspirazioni,ambizioni,speranze,attaccamenti prodotte da questo corpo-mente del quale ci serviamo e che nessuno comunque nega o martirizza,perché è comunque il nostro tempio..
Sì,dibattito profondo e per il quale questa non è più la sede per approfondire..
:-)
All’inizio mi era parso che vi importasse di Nadia. Dopo ho capito che vi interessano solo le vostre carissime idee. Ad immaginarvi ad un funerale, mi sembrate degli ubriachi che si scaldano per ogni parola maldestra. In bocca al lupo.
nomen omen!
Ma sei sicuro unpirla.. che non abbiamo parlato anche di Nadia…?
Piuttosto vedo te ad esserti scaldato maldestramente senza nessun motivo oltre quel dito accusatorio da giudice..
Visto che non stiamo parlando dell’Inter o intellettualizzando mi pare, si parla pure a nome di Nadia..
e non ci siamo mai dimenticati d’essere nella sua stanza..
38unpirla
All’inizio mi era parso che vi importasse di Nadia. Dopo ho capito che vi interessano solo le vostre carissime idee. Ad immaginarvi ad un funerale, mi sembrate degli ubriachi che si scaldano per ogni parola maldestra. In bocca al lupo.
………..
Bè..all’inizio sono rimasto colpito..anche perchè essendo un sannyasin di Osho mi sentivo chiamato in causa personalmente..
Poi tutto è sfumato nell’oblio..la mente è tornata padrona e ha smorzato le impressioni..tutto è stato dimenticato…e di nuovo il pollaio è tornato a svettare come simbolo luminoso
della condizione umana..ubriachi al funerale..
Tra l’altro quando morì mio zio i parenti si riunirono mesti e inconsolabili a cena…ma dopo i tortelli..la bistecca ..il vino e il salame con altre cose che non ricordo..l’atmosfera era cambiata radicalmente..
Chiacchiere..risa..bicchieri tracannati e bazza unta..lo zio era scordato..e al caffè e all’ammazzacafè..nessuno si ricordava più di aver partecipato a un funerale..
La vita è così..e se ci importa poco di noi stessi..figuriamoci degli altri..è solo ipocrisia pensare che noi siamo immuni da certi esiti..
mah..
è già ipocrita l’impegno del porsi il problema quanto l’indicazione della mancanza del porselo.
a parte il ricordo che Nadia ci ha lasciato, a leggere i vostri discorsi da sannyasi , in buona fede mi viene in mente una cosa sola sola! ANDATE a LAVORARE ! scusate la mia ignoranza , ma non ho capito certi vostri discorsi ,, HO letto tanti libri di OSHO , ho sempre apprezzato la sua linea filosofica , ma non ho mai capito certi discorsi fatti da certi seguaci di osho e sannyasi quali si chiamano,, scusate e grazie tante,, NADIA era una persona che manifestava tutto all’esterno e non aveva nulla da spiegare , il suo sorriso spiegava tutto e con il suo comportanto dimostrava di credere in ciò che faceva ! non capisco cosa c entrano tutti questi discorsi !!!
Il tempo sta passando…. la rabbia, il dolore e le altre emozioni si stanno affievolendo… Dentro di me sento che rimane solo una presenza forte: un amore profondo.
Amore per Nadia, per tutti quelli che sono morti con lei, per tutti i feriti che soffrono ancora… un Amore profondo per tutti quelli che stanno vivendo, di qualsiasi nazionalità, in India, in oriente, in qualsiasi paese del mondo.
Solo questo sentimento ci rende Esseri Umani, nient’altro. Tutto il resto è Mente.
E il comportamento della Mente è teso solo a perpetuare se stessa, per una cosa buona che fa, ne fa una cattiva… non è la Mente il centro dell’Umanità.
Un abbraccio a tutti.
Buona estate
paigam
Il suo destino ha avuto un percorso difficile fin dai tempi del liceo…certo non avrei mai pensato che questa fosse stata la sua fine…