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nuclear-plantCon il petrolio ad oltre 130 dollari al barile l’annuncio di Scajola sulla costruzione di centrali nucleari entro cinque anni è stata una buona mossa mediatica. Peccato che la realtà non potrà supportare le sue parole. Comunque da qui ai prossimi cinque anni si troverà qualcuno a cui dare la colpa.

Ora, tralasciando il fatto che l’energia nucleare dà solamente il 6,5% del fabbisogno energetico mondiale, che si ridurrà del 4,5% nel 2030 secondo la IEA (International Energy Agency), che pare che l’uranio finirà anche prima del petrolio, che le centrali nucleari a torio non si fanno certo tra cinque anni ma neanche tra quindici, che non esiste comunque nessun tipo di nucleare pulito, che i costi di costruzione e di gestione di un impianto sono sempre più elevati e che la maggior parte dei paesi non costruisce più centrali nucleari da decenni e non sanno neanche come fare per disfarsi delle scorie di quelle esistenti.

Tralasciamo il fatto che approvvigionarsi di materie prime per le centrali nucleari ci renderà altrettanto dipendenti dall’estero quanto lo siamo ora con il petrolio e il gas e che una centrale nucleare necessita anche di una quantità d’acqua mostruosa, altra risorsa che andrebbe preservata.

Tralasciamo anche che non sarà facile convincere la popolazione ad avere una centrale vicino a casa, e tralasciamo che il costo delle fonti di energia rinnovabili scendono di anno in anno e che non crerebbero né rischi per la sicurezza né opposizioni popolari. Anzi.

Tralasciamo pure il fatto che quotidianamente vi sono degli sviluppi tecnologici interessantissimi nel settore delle energie alternative, l’ultima delle quali che mi è capitato di leggere parla di produzione di biocarburanti utilizzando le alghe, che raddoppiano la loro massa in sole quattro ore e si nutrono di CO2 rilasciando ossigeno, pulendo quindi nel frattempo anche l’atmosfera.

Ancora una volta si privilegia la produzione di energia centralizzata, in mano a pochi, con commesse miliardarie che andranno ad alimentare i soliti giri industriali e politici, quando il costo per produrre energia locale e pulita è oramai competitivo con la produzione da fonti fossili. Ma l’autonomia energetica dei singoli e delle piccole comunità toglierebbe potere alla distribuzione centrale dell’energia e alle loro succose commesse.

Abbiamo perso un Rubbia quando ci parlava del solare termodinamico ed abbiamo perso un’importante occasione per lo sviluppo delle energie rinnovabili in Italia. Rubbia è dovuto andare in Spagna a presentare il suo progetto, subito accettato e messo in pratica, ed ora insieme alla Germania, la Spagna è all’avanguardia nella produzione energetica del solare.

Mi auguro che si sviluppino diverse iniziative dal basso per l’autoproduzione di energia, come sta avvenendo ad esempio in Austria con l’autocostruzione di pannelli solari termici, attiva anche in Italia, seppur allo stato iniziale. I gruppi di acquisto di materiale e la condivisione delle conoscenze tramite Internet potrebbero creare un mercato parallelo delle energie alternative che potrebbe arrivare all’autonomia energetica prima della costruzione delle centrali nucleari.

55 Responses to “O paese do sole spento”

  1. (Y)am scrive:

    Son proprio tronato…avevo gia’ segnalato Rifkin…

  2. Non ci mancano i geni in Italia, qui un esempio di genialità italica, quante burocrazie dovranno attraversare progetti di questo tipo? Quanti altri scienziati dovranno andare all’estero per avere supporto ai loro progetti? http://www.repubblica.it/2008/06/sezioni/ambiente/nucleare2/centrale-ad-aquiloni/centrale-ad-aquiloni.html

  3. atisha scrive:

    letto e sentito oggi… geniale!
    eppure…. sono certa che non verrà presa in considerazione… che ci saranno “verifiche” e altro che contrasteranno..
    ancora non ci è chiaro del tutto in che mani siamo!
    Ventidue “aquiloni” se non erro, potrebbero produrre energia pari ad una centrale nucleare..

    :)

  4. “Secondo le normative statunitensi non esisterebbe un metro quadro del territorio italiano su cui si possa costruire una centrale nucleare per problemi di sismicita’ e densita’ abitativa. Basterebbe questo per dire che non si puo’ fare”. Parole dell’ex ministro Paolo Ferrero che fanno riflettere, soprattutto se confrontate con quelle entusiastiche dell’attuale AD di Enel, Fulvio Conti, che in Italia di centrali ne costruirebbe cinque. Tratto dal blog di Piero Ricca, il resto qui http://www.pieroricca.org/2008/06/11/krsko-italia/

  5. La macchina che va ad acqua e produce idrogeno al suo interno esiste davvero! http://www.treehugger.com/files/2008/06/water-powered-car.php

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