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	<title>Commenti a: L’insegnamento perduto del Meccano</title>
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	<description>Percorsi di consapevolezza e anima del mondo</description>
	<lastBuildDate>Fri, 10 Feb 2012 05:49:57 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Di: Silvia</title>
		<link>http://www.innernet.it/l%e2%80%99insegnamento-perduto-del-meccano/comment-page-1/#comment-5310</link>
		<dc:creator>Silvia</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Apr 2010 09:57:36 +0000</pubDate>
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		<description>Da bambina mi hanno regalato il meccano e ci ho giocato tantissimo!
Ho costruito l&#039;ascensore per la casa di Barbie (un condominio di tre piani fatto con scatole di cartone e strapieno di confort fatti da me) e anche la sua macchina. Inotre ci ho riparato i pattini a rotelle a cui si svitava sempre il freno anteriore.
Mi sono tagliuzzata le dita con il cacciavite che mi scappava sempre di mano e quando è arrivata l&#039;Ikea in italia mi sono riempita di scaffali solo per avere la scusa di avvitare di nuovo.
Bellissimo! 
Possedere un Meccano dovrebbe essere un diritto inalienabile per ogni essere umano :)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Da bambina mi hanno regalato il meccano e ci ho giocato tantissimo!<br />
Ho costruito l&#8217;ascensore per la casa di Barbie (un condominio di tre piani fatto con scatole di cartone e strapieno di confort fatti da me) e anche la sua macchina. Inotre ci ho riparato i pattini a rotelle a cui si svitava sempre il freno anteriore.<br />
Mi sono tagliuzzata le dita con il cacciavite che mi scappava sempre di mano e quando è arrivata l&#8217;Ikea in italia mi sono riempita di scaffali solo per avere la scusa di avvitare di nuovo.<br />
Bellissimo!<br />
Possedere un Meccano dovrebbe essere un diritto inalienabile per ogni essere umano :)</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Paolo</title>
		<link>http://www.innernet.it/l%e2%80%99insegnamento-perduto-del-meccano/comment-page-1/#comment-4767</link>
		<dc:creator>Paolo</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Oct 2009 12:46:18 +0000</pubDate>
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		<description>Che fare allora?
Anche secondo me questa è transizione, dolorosa transizione. E il passaggio ad una &quot;nuova era&quot; sarà doloroso, devastante? Sarà fisico, cioè ci sarà una distruzione (2012) ed una rinascita?
Vero è che di ogni epoca che viviamo riusciamo a dire che è la peggiore e solo quando ne siamo fuori ricordiamo le cose positive di tempi passati. Ogni volta tocchiamo il fondo o crediamo di averlo toccato e forse dovremo ancora toccarlo. Credo che provare a dire bisogna essere così o bisogna fare colà non serva a niente. Ciò che abbiamo sono gli istanti/momenti/giornate di felicità che sono quelli che ci fanno sentire al di fuori di ogni tempo e situazione dolorosa.
Buoni momenti a tutti.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Che fare allora?<br />
Anche secondo me questa è transizione, dolorosa transizione. E il passaggio ad una &#8220;nuova era&#8221; sarà doloroso, devastante? Sarà fisico, cioè ci sarà una distruzione (2012) ed una rinascita?<br />
Vero è che di ogni epoca che viviamo riusciamo a dire che è la peggiore e solo quando ne siamo fuori ricordiamo le cose positive di tempi passati. Ogni volta tocchiamo il fondo o crediamo di averlo toccato e forse dovremo ancora toccarlo. Credo che provare a dire bisogna essere così o bisogna fare colà non serva a niente. Ciò che abbiamo sono gli istanti/momenti/giornate di felicità che sono quelli che ci fanno sentire al di fuori di ogni tempo e situazione dolorosa.<br />
Buoni momenti a tutti.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: fresia 99</title>
		<link>http://www.innernet.it/l%e2%80%99insegnamento-perduto-del-meccano/comment-page-1/#comment-4707</link>
		<dc:creator>fresia 99</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Sep 2009 06:45:08 +0000</pubDate>
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		<description>Due aspetti affiorano: 
quello emotivo: eh si... tutto vero... i ricordi..la cassetta degli attrezzi (fisici e mentali)  
poi l&#039;altro: l&#039;attaccamento egoico a cose-fatti-persone-tempi
Che dire: sono duale e me ne sto a guardare questi elementi che, in ogni caso, sono lì a farci fare esperienza</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Due aspetti affiorano:<br />
quello emotivo: eh si&#8230; tutto vero&#8230; i ricordi..la cassetta degli attrezzi (fisici e mentali)<br />
poi l&#8217;altro: l&#8217;attaccamento egoico a cose-fatti-persone-tempi<br />
Che dire: sono duale e me ne sto a guardare questi elementi che, in ogni caso, sono lì a farci fare esperienza</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Ansu</title>
		<link>http://www.innernet.it/l%e2%80%99insegnamento-perduto-del-meccano/comment-page-1/#comment-4705</link>
		<dc:creator>Ansu</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Sep 2009 12:35:08 +0000</pubDate>
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		<description>Seppur si muove

Nell’invito che offre l‘ascolto al paradiso sulla terra,
si ritrova la forza per far lievitare orme di piombo in un ringraziare ad occhi aperti e senza l’etichetta di un informazione che in fondo si morde la coda..
La bellezza è insita a partire dal fango per la ninfea
Così la sensibilità affina il suo interagire arcobaleno nelle oscure velleità della notte, da cui, seppur si muove, l’uomo rimane disilluso e incolto, lacrime segnano profondi e antichi solchi, asserragliate ferite che inutilmente si tenta di colmare con cementizie visioni di asfittiche comodità, apatie che diventano l’edera apocalittica del nostro interiore muoverci e chiarezze e ecosistemi si ribaltano in un nero brancolare troppo assorto e circonciso da occulte operazioni che risultano in atto da millenni.
L’Indaco cielo è disceso fin d’ora, quanta bellezza c’è ancora da concedere ai propri occhi, quanti respiri nella trama d’aria, permeata da molteplici e sempre freschi profumi. Tra di noi molti gusci che rivendicano un vacuo esistere, eppur, seppur si muove, tutto ritorna in seno al vuoto, come una notte di riposo che distilla e rinfresca l’incedere del tempo verso noi.
A me, a voi che scrivo frangenti dell’irripetibile esistenza che seppur si muove risulta imperturbata al movimento, allo scatenarsi del caos…quali radici offriamo alla luminosa tempesta?
Rifugi, condizionamenti, serramenti, avversi strumenti di un profondo inquieto vivere…mi sveglio, che ogni falla ricorda l’inesorabile forza del mare, mareggiate che irrompono su spoglie spiagge e dighe lacerate da fiumi incontenibili, maree che riconquistano valli artificiali…come trovare posto?
Nell’emergere dell’impeto semplice e naturale aprire la coscienza come un fiore a quell’attimo che ritorna come ape, come s’apre al soffio il dente di leone…
per non inseguire ho scoperto il seminare:
raccogliere, dare.
Sembra ingenuo questo ciclo, ed è antico più del mondo, esistenza che trabocca di stella in stella, da stelo a petali nel raccogliersi a corona.
Alterato interiormente scopro molle, cariche latenti, che sovvertono il naturale tingersi del tempo. Quale misura abbiamo ancora del nostro corpo? Il passo? Allora danziamo; il sesso? Allora esprimiamo; il respiro? Ancora preghiamo per attendere un divino sospiro, ma dove lo accogliamo se il cuore del nostro tempio è una fossa senza anelito, che almeno fosse rovina si aprirebbe ad un raggio…
In ciabatte qui, trascrivo, e guarda..vado chissà dove in questo “Seppur si muove”, posso essere onesto e riconoscermi senza illusione da buon terrestre, eppure come amo lanciare una pietra nello stagno e vederne il liquido propagarsi a cerchio, così amare è per me quell’impatto di luce, pioggia o notturno che dolce penetra del marino le silenziose profondità e per sfumatura il lago, rotoli di cristalline increspature accarezzabili,
che in fondo il prisma è l’aquilone del raggio
e il ghiaccio l’opale eterno di un lungo inverno
che conserva e sciolto dissigilla l’ordine in torrente
Così si lava vita.
Detergere colate di nero dal profondo straripato sussistere meccanico, cerchi senza armonia si incatenano anziché protrarsi continui a uno dentro l’altro, così sovrapposti e aggrovigliati come si può essere spontanei?
Ecco si riparte da sempre dal centro, goccia lasciatasi andare, nè tenta nè insegue, solo osserva il sorgere e tramontare per filo e per segno,
nel dettaglio perfino la stella
Che più si va dentro e più si dilunga l’eterno
Silenzio accogli e contraddizioni sciogli
In contemporanea il filo d’erba e il cosmico evento
E noi
Li in mezzo, tra file e greggi
Individui integri, radenti alla fonte, pronti e senza leve
Di volto elastico nel colmo d’amore incido lieve
E tremulo s’alza il vento,
Potenza in tale cuore di risveglio,
Ascolta,
Che anche un seme è ricolmo eppur dorme,
Seppur si muove il cielo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Seppur si muove</p>
<p>Nell’invito che offre l‘ascolto al paradiso sulla terra,<br />
si ritrova la forza per far lievitare orme di piombo in un ringraziare ad occhi aperti e senza l’etichetta di un informazione che in fondo si morde la coda..<br />
La bellezza è insita a partire dal fango per la ninfea<br />
Così la sensibilità affina il suo interagire arcobaleno nelle oscure velleità della notte, da cui, seppur si muove, l’uomo rimane disilluso e incolto, lacrime segnano profondi e antichi solchi, asserragliate ferite che inutilmente si tenta di colmare con cementizie visioni di asfittiche comodità, apatie che diventano l’edera apocalittica del nostro interiore muoverci e chiarezze e ecosistemi si ribaltano in un nero brancolare troppo assorto e circonciso da occulte operazioni che risultano in atto da millenni.<br />
L’Indaco cielo è disceso fin d’ora, quanta bellezza c’è ancora da concedere ai propri occhi, quanti respiri nella trama d’aria, permeata da molteplici e sempre freschi profumi. Tra di noi molti gusci che rivendicano un vacuo esistere, eppur, seppur si muove, tutto ritorna in seno al vuoto, come una notte di riposo che distilla e rinfresca l’incedere del tempo verso noi.<br />
A me, a voi che scrivo frangenti dell’irripetibile esistenza che seppur si muove risulta imperturbata al movimento, allo scatenarsi del caos…quali radici offriamo alla luminosa tempesta?<br />
Rifugi, condizionamenti, serramenti, avversi strumenti di un profondo inquieto vivere…mi sveglio, che ogni falla ricorda l’inesorabile forza del mare, mareggiate che irrompono su spoglie spiagge e dighe lacerate da fiumi incontenibili, maree che riconquistano valli artificiali…come trovare posto?<br />
Nell’emergere dell’impeto semplice e naturale aprire la coscienza come un fiore a quell’attimo che ritorna come ape, come s’apre al soffio il dente di leone…<br />
per non inseguire ho scoperto il seminare:<br />
raccogliere, dare.<br />
Sembra ingenuo questo ciclo, ed è antico più del mondo, esistenza che trabocca di stella in stella, da stelo a petali nel raccogliersi a corona.<br />
Alterato interiormente scopro molle, cariche latenti, che sovvertono il naturale tingersi del tempo. Quale misura abbiamo ancora del nostro corpo? Il passo? Allora danziamo; il sesso? Allora esprimiamo; il respiro? Ancora preghiamo per attendere un divino sospiro, ma dove lo accogliamo se il cuore del nostro tempio è una fossa senza anelito, che almeno fosse rovina si aprirebbe ad un raggio…<br />
In ciabatte qui, trascrivo, e guarda..vado chissà dove in questo “Seppur si muove”, posso essere onesto e riconoscermi senza illusione da buon terrestre, eppure come amo lanciare una pietra nello stagno e vederne il liquido propagarsi a cerchio, così amare è per me quell’impatto di luce, pioggia o notturno che dolce penetra del marino le silenziose profondità e per sfumatura il lago, rotoli di cristalline increspature accarezzabili,<br />
che in fondo il prisma è l’aquilone del raggio<br />
e il ghiaccio l’opale eterno di un lungo inverno<br />
che conserva e sciolto dissigilla l’ordine in torrente<br />
Così si lava vita.<br />
Detergere colate di nero dal profondo straripato sussistere meccanico, cerchi senza armonia si incatenano anziché protrarsi continui a uno dentro l’altro, così sovrapposti e aggrovigliati come si può essere spontanei?<br />
Ecco si riparte da sempre dal centro, goccia lasciatasi andare, nè tenta nè insegue, solo osserva il sorgere e tramontare per filo e per segno,<br />
nel dettaglio perfino la stella<br />
Che più si va dentro e più si dilunga l’eterno<br />
Silenzio accogli e contraddizioni sciogli<br />
In contemporanea il filo d’erba e il cosmico evento<br />
E noi<br />
Li in mezzo, tra file e greggi<br />
Individui integri, radenti alla fonte, pronti e senza leve<br />
Di volto elastico nel colmo d’amore incido lieve<br />
E tremulo s’alza il vento,<br />
Potenza in tale cuore di risveglio,<br />
Ascolta,<br />
Che anche un seme è ricolmo eppur dorme,<br />
Seppur si muove il cielo.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: eckhart</title>
		<link>http://www.innernet.it/l%e2%80%99insegnamento-perduto-del-meccano/comment-page-1/#comment-4704</link>
		<dc:creator>eckhart</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Sep 2009 08:53:43 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.innernet.it/?p=1242#comment-4704</guid>
		<description>Sto lasciando ammuffire i vecchi dischi in vinile giù in cantina:è già tanto che non li abbia  già gettati via..sembra vi sia legata più mia madre ormai che ogni tanto li spolvera ..
forse le danno sicurezza di ciò che ero..
come se ciò che sono adesso sia una storia che si compone e che prosegua rispetto a quel punto..
Non credo assolutamente che la creatività abbia difficoltà ad emergere oggi:
vi sono molte più opportunità,linguaggi da esperimentare..
C’è da dire che il tempo dell’anima non coincide con la compulsività vorace dei nostri tempi e il web sembra invece  voler vampirizzare tutto..ma è dal caos superficiale che nasce maggiore luce e questi sembrano tempi di transizione più che di raccolta o creazione,ma non ho occhi per vedere ciò..
non ho questa presunzione..ma di qualche cosa bisogna pur parlare e gettarvi  l’attenzione.
So solo che adesso non ho più copertine da sfogliare e conservare gelosamente e tutto è raccolto, compattato in miriadi di byte in MP3 che quasi mai ascolto e che tra qualche anno getterò via perché inascoltabili.
Neanche il Partenone o il Mosè di Michelangelo,d’altronde ,sono eterni.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sto lasciando ammuffire i vecchi dischi in vinile giù in cantina:è già tanto che non li abbia  già gettati via..sembra vi sia legata più mia madre ormai che ogni tanto li spolvera ..<br />
forse le danno sicurezza di ciò che ero..<br />
come se ciò che sono adesso sia una storia che si compone e che prosegua rispetto a quel punto..<br />
Non credo assolutamente che la creatività abbia difficoltà ad emergere oggi:<br />
vi sono molte più opportunità,linguaggi da esperimentare..<br />
C’è da dire che il tempo dell’anima non coincide con la compulsività vorace dei nostri tempi e il web sembra invece  voler vampirizzare tutto..ma è dal caos superficiale che nasce maggiore luce e questi sembrano tempi di transizione più che di raccolta o creazione,ma non ho occhi per vedere ciò..<br />
non ho questa presunzione..ma di qualche cosa bisogna pur parlare e gettarvi  l’attenzione.<br />
So solo che adesso non ho più copertine da sfogliare e conservare gelosamente e tutto è raccolto, compattato in miriadi di byte in MP3 che quasi mai ascolto e che tra qualche anno getterò via perché inascoltabili.<br />
Neanche il Partenone o il Mosè di Michelangelo,d’altronde ,sono eterni.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Alba Giorgetti</title>
		<link>http://www.innernet.it/l%e2%80%99insegnamento-perduto-del-meccano/comment-page-1/#comment-4703</link>
		<dc:creator>Alba Giorgetti</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 27 Sep 2009 12:27:37 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.innernet.it/?p=1242#comment-4703</guid>
		<description>E&#039; vero che nell&#039;attualità sembra non prodursi alcunchè di nuovo, che la creatività sembra venir soffocata dalla inettitudine, ma non è vero in assoluto.  Ciò che è vero è che l&#039;attuale sistema di pensiero è ormai giunto a compimento proprio perchè dal 1987 si è instaurato il nuovo sistema di pensiero che è la Logica Unitaria. Logica espressa attraverso tutti i libri scritti da Silvia Montefoschi. Chi ha la fortuna di incontrarsi con tale lettura e percorrere il cammino che essa indica riesce a vedere il mondo nella sua totalità e sopratutto riesce a comprendere quanto l&#039;esistenza di ognuno di noi sia significativa all&#039;unico progetto universale.
Che poi il mondo vada così come  ci tocca vedere ogni giorno, ha in sè una spiegazione logica che va oltre l&#039;apparenza dei sentimenti dei soli cinque sensi. Se in ciascun essere umano non c&#039;è l&#039;istanza di verità , allora la vita di questo essere umano è soltanto fine a se stessa e come tale morirà  nell&#039;inconsapevolezza del senso della vita stessa, ovvero della direzione verso cui la vita stessa tende. Vita che non è la vita privata o propria soltanto di ognuno di noi che vive per il niente dell&#039;esistenza soltanto terrena, ma vita per la vera Vita infinita !  E&#039; solo attraverso la Logica Unitaria che si arriva a fare l&#039;esperienza concreta del vero significato della Vita infinita.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; vero che nell&#8217;attualità sembra non prodursi alcunchè di nuovo, che la creatività sembra venir soffocata dalla inettitudine, ma non è vero in assoluto.  Ciò che è vero è che l&#8217;attuale sistema di pensiero è ormai giunto a compimento proprio perchè dal 1987 si è instaurato il nuovo sistema di pensiero che è la Logica Unitaria. Logica espressa attraverso tutti i libri scritti da Silvia Montefoschi. Chi ha la fortuna di incontrarsi con tale lettura e percorrere il cammino che essa indica riesce a vedere il mondo nella sua totalità e sopratutto riesce a comprendere quanto l&#8217;esistenza di ognuno di noi sia significativa all&#8217;unico progetto universale.<br />
Che poi il mondo vada così come  ci tocca vedere ogni giorno, ha in sè una spiegazione logica che va oltre l&#8217;apparenza dei sentimenti dei soli cinque sensi. Se in ciascun essere umano non c&#8217;è l&#8217;istanza di verità , allora la vita di questo essere umano è soltanto fine a se stessa e come tale morirà  nell&#8217;inconsapevolezza del senso della vita stessa, ovvero della direzione verso cui la vita stessa tende. Vita che non è la vita privata o propria soltanto di ognuno di noi che vive per il niente dell&#8217;esistenza soltanto terrena, ma vita per la vera Vita infinita !  E&#8217; solo attraverso la Logica Unitaria che si arriva a fare l&#8217;esperienza concreta del vero significato della Vita infinita.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: watts</title>
		<link>http://www.innernet.it/l%e2%80%99insegnamento-perduto-del-meccano/comment-page-1/#comment-4702</link>
		<dc:creator>watts</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 27 Sep 2009 10:12:22 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.innernet.it/?p=1242#comment-4702</guid>
		<description>La &quot;nostalgia&quot; che trapela dall&#039; articolo non e&#039; solo la nostalgia del buon tempo passato o  di qualche cosa che si è perso (come è il significato letterale del termine, messo a punto nel 1688 da Johannes Hofer nella sua Dissertazio Medica: «la tristezza ingenerata dall&#039; ardente brama di tornare in patria»), ma piuttosto di qualche cosa che ha finito per diventare un surrogato della realtà. 
Sostituendo il ricordo e la memoria con la nostalgia si ottiene da una parte di favorire quei processi psicologici legati alla necessità di affrontare le paure e i disagi del presente : coltivando un qualche tipo di apprezzamento per il nostro passato e «schermando» quanto c&#039; è di spiacevole e vergognoso nella memoria, la nostalgia favorisce l&#039; autoconservazione dell&#039; individuo.
Quindi e&#039; un sentimento particolarmente legato alla persistenza dell&#039; ego  e come tale non accetta che qualcosa di nuovo possa effettivamente verificarsi (mentre e&#039; evidente che la realta&#039; e&#039; sempre nuova e &quot;diversa&quot;) .
Come dice bene Luciana , chi e&#039; pervaso da tale sentimento,  ritiene che tutto cio&#039; che &quot;conta&quot; sia gia&#039; stato inventato o scritto.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>La &#8220;nostalgia&#8221; che trapela dall&#8217; articolo non e&#8217; solo la nostalgia del buon tempo passato o  di qualche cosa che si è perso (come è il significato letterale del termine, messo a punto nel 1688 da Johannes Hofer nella sua Dissertazio Medica: «la tristezza ingenerata dall&#8217; ardente brama di tornare in patria»), ma piuttosto di qualche cosa che ha finito per diventare un surrogato della realtà.<br />
Sostituendo il ricordo e la memoria con la nostalgia si ottiene da una parte di favorire quei processi psicologici legati alla necessità di affrontare le paure e i disagi del presente : coltivando un qualche tipo di apprezzamento per il nostro passato e «schermando» quanto c&#8217; è di spiacevole e vergognoso nella memoria, la nostalgia favorisce l&#8217; autoconservazione dell&#8217; individuo.<br />
Quindi e&#8217; un sentimento particolarmente legato alla persistenza dell&#8217; ego  e come tale non accetta che qualcosa di nuovo possa effettivamente verificarsi (mentre e&#8217; evidente che la realta&#8217; e&#8217; sempre nuova e &#8220;diversa&#8221;) .<br />
Come dice bene Luciana , chi e&#8217; pervaso da tale sentimento,  ritiene che tutto cio&#8217; che &#8220;conta&#8221; sia gia&#8217; stato inventato o scritto.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: luciana mangano</title>
		<link>http://www.innernet.it/l%e2%80%99insegnamento-perduto-del-meccano/comment-page-1/#comment-4701</link>
		<dc:creator>luciana mangano</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Sep 2009 13:38:10 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.innernet.it/?p=1242#comment-4701</guid>
		<description>perchè non pensare che il meglio deve ancora venire?????
perchè pensare che sia stato già inventato e scritto tutto e ditutto?
Se finora abbiamo usato solo una piccolissima percentuale della nostra creatività i nuovi bambini certamente ne avranno
di più e useranno  al meglio i loro talenti per evitare
che fra qualche anno siamo sommersi da rifiuti teconologici...
Io spero e credo nelle nuove generazioni!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>perchè non pensare che il meglio deve ancora venire?????<br />
perchè pensare che sia stato già inventato e scritto tutto e ditutto?<br />
Se finora abbiamo usato solo una piccolissima percentuale della nostra creatività i nuovi bambini certamente ne avranno<br />
di più e useranno  al meglio i loro talenti per evitare<br />
che fra qualche anno siamo sommersi da rifiuti teconologici&#8230;<br />
Io spero e credo nelle nuove generazioni!</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: sada</title>
		<link>http://www.innernet.it/l%e2%80%99insegnamento-perduto-del-meccano/comment-page-1/#comment-4699</link>
		<dc:creator>sada</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Sep 2009 12:38:57 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.innernet.it/?p=1242#comment-4699</guid>
		<description>COME BAMBINA NON USAVO IL MECCANO, MA MI RICORDO MOLTO BENE LA BELLEZZA DELLO SCOPRIRE IL MONDO DEGLI ADULTI, DI QUELLO CHE ERA DISPONIBILE. TUTTO ERA MOLTO PIU SEMPLICE,E SI ASPETTAVA PER COMPRARE QUALCOSA O  VEDERE UN FILM, PER MANGIARE UN GELATO, AL MOMENTO GIUSTO.
NIENTE ERA DOVUTO,E QUINDI LA SODDISFAZIONE ERA MAGGIORE. E&#039; VERO SIAMO TROPPO STIMOLATI E NIENTE CREA STUPORE O MERAVIGLIA, SOLO FORSE L&#039;OSSERVAZIONE ATTENTA DELLA NATURA.SE CE NE DIAMO IL PERMESSO.
QUELLI DELLA MIA GENERAZIONE FORSE RICERCANO QUELLE SENSAZIONI DI SEMPLICITA&#039; IN CERTI LUOGHI APPARTATI, DOVE NON E&#039; IMPORTANTE MOSTRARE O FARSI VEDERE COSI EFFICENTI.
IL MONDO E&#039; TROPPO VELOCE,TROPPE COSE DA FARE O DA VEDERE,TUTTO PASSA SUBITO, I DESIDERI DURANO UN SECONDO,VENGONO SODDISFATTI E VIA...........AL PROSSIMO.
NON MI VIENE IN MENTE NESSUNA SOLUZIONE,SE NON NELL&#039;INDIVIDUALE E PERSONALE, OGNUNO SI SCELGA IL PROPRIO RITMO, QUELLO CHE LO FA&#039; STARE MEGLIO.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>COME BAMBINA NON USAVO IL MECCANO, MA MI RICORDO MOLTO BENE LA BELLEZZA DELLO SCOPRIRE IL MONDO DEGLI ADULTI, DI QUELLO CHE ERA DISPONIBILE. TUTTO ERA MOLTO PIU SEMPLICE,E SI ASPETTAVA PER COMPRARE QUALCOSA O  VEDERE UN FILM, PER MANGIARE UN GELATO, AL MOMENTO GIUSTO.<br />
NIENTE ERA DOVUTO,E QUINDI LA SODDISFAZIONE ERA MAGGIORE. E&#8217; VERO SIAMO TROPPO STIMOLATI E NIENTE CREA STUPORE O MERAVIGLIA, SOLO FORSE L&#8217;OSSERVAZIONE ATTENTA DELLA NATURA.SE CE NE DIAMO IL PERMESSO.<br />
QUELLI DELLA MIA GENERAZIONE FORSE RICERCANO QUELLE SENSAZIONI DI SEMPLICITA&#8217; IN CERTI LUOGHI APPARTATI, DOVE NON E&#8217; IMPORTANTE MOSTRARE O FARSI VEDERE COSI EFFICENTI.<br />
IL MONDO E&#8217; TROPPO VELOCE,TROPPE COSE DA FARE O DA VEDERE,TUTTO PASSA SUBITO, I DESIDERI DURANO UN SECONDO,VENGONO SODDISFATTI E VIA&#8230;&#8230;&#8230;..AL PROSSIMO.<br />
NON MI VIENE IN MENTE NESSUNA SOLUZIONE,SE NON NELL&#8217;INDIVIDUALE E PERSONALE, OGNUNO SI SCELGA IL PROPRIO RITMO, QUELLO CHE LO FA&#8217; STARE MEGLIO.</p>
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