Innernet aderisce alla giornata di silenzio per la libertà d’informazione
6 Lug 2009 di Toshan Ivo Quartiroli | Permalink |
Aderisco all’iniziativa del 14 luglio 2009 lanciata, tra gli altri, da Alessandro Gilioli, Enzo di Frenna e Guido Scorza contro il DDL Alfano che mette il bavaglio all’informazione e alla Rete. I blog che aderiscono presenteranno in home page solamente il logo dell’iniziativa.
Pur essendo stato un entusiasta della Rete in tempi non sospetti e avendo contribuito a questa pubblicando i primi libri su Internet in Italia, ritengo che la Rete non sia più uno strumento di trasformazione sociale e delle coscienze come lo poteva essere fino a una decina di anni addietro. Per tanti motivi, non ultimo quello delle infinite distrazioni e della rincorsa verso le novità.
Anche, non ritengo che la libertà sia in prevalenza la libertà delle parole. Il silenzio della mente va più in profondità e crea una libertà più ampia. Ma, come scrive Almaas, “non c’è niente che si possa affermare in modo definitivo, ma è necessario esaurire tutte le parole”.
Forse lo scopo segreto della Rete è quello di far ruotare le parole talmente velocemente da creare, come una girandola, il bianco come somma di tutti i colori. Le parole si potranno esaurire solo dopo che si saranno espresse in piena totalità e libertà, non certo per una legge che ne vuole limitare la portata e che ci porterebbe non oltre la mente, ma ad un livello precedente.
Inoltre, mi auguro che le giornate di silenzio si attuino anche senza l’occasione di una, seppur più che legittima, protesta.
Vi sono paesi in cui ai giornalisti capita davvero di peggio del controverso DDL Alfano che - come recita A GRAN VOCE il logo dell’iniziativa - metterebbe addirittura “il bavaglio ” all’informazione e alla Rete.
In Iran, per esempio, la stampa imbavagliata deve anche “pentirsi” per non aver taciuto e “confessare” in TV.
Cfr. Ahmad Rafat
su : http://www.radicali.it/newsletter/view.php?id=144481&numero=11672&title=NOTIZIE%20RADICALI
Non è peggio,è solo un controllo diverso,piu’ grezzo,piu’ rozzo,poco sottile,antico……i tempi cambiano,e anche i modi dittatoriali.
“non ritengo che la libertà sia in prevalenza la libertà delle parole. Il silenzio della mente va più in profondità e crea una libertà più ampia”
dice Ivo Quartiroli.
Proporrei di fermarci qui.
Il silenzio utilizzato come mezzo ( e non come fine) … non e’ piu’ silenzio.