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	<title>Commenti per Innernet</title>
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	<description>Percorsi di consapevolezza e anima del mondo</description>
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		<title>Commenti su Dall&#8217;Homo Sapiens all&#8217;Homo noeticus di Paolo2</title>
		<link>http://www.innernet.it/dallhomo-sapiens-allhomo-noeticus/comment-page-1/#comment-8626</link>
		<dc:creator>Paolo2</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Jan 2012 11:25:42 +0000</pubDate>
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		<description>Vorrei essere fiducioso come White, ma temo che di &quot;calci&quot; l&#039;umanità dovrà prenderne ancora un bel po&#039; prima di svegliarsi. La convergenza delle tre grandi crisi (economica, ambientale e delle risorse) rischia di mettere in ginocchio la specie umana. Non bastano le prediche e i moniti per cambiare rotta. L&#039;unica soluzione sarebbe davvero un cambiamento di coscienza su vasta scala, l&#039;esperienza diretta di quella &quot;Coscienza Cosmica&quot; già descritta nell&#039; &#039;800 da Richard Bucke nell&#039;omonimo libro. Ma, a tutt&#039;oggi, anche solo un fugace barlume di quell&#039;esperienza sembra appannaggio di pochi.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Vorrei essere fiducioso come White, ma temo che di &#8220;calci&#8221; l&#8217;umanità dovrà prenderne ancora un bel po&#8217; prima di svegliarsi. La convergenza delle tre grandi crisi (economica, ambientale e delle risorse) rischia di mettere in ginocchio la specie umana. Non bastano le prediche e i moniti per cambiare rotta. L&#8217;unica soluzione sarebbe davvero un cambiamento di coscienza su vasta scala, l&#8217;esperienza diretta di quella &#8220;Coscienza Cosmica&#8221; già descritta nell&#8217; &#8217;800 da Richard Bucke nell&#8217;omonimo libro. Ma, a tutt&#8217;oggi, anche solo un fugace barlume di quell&#8217;esperienza sembra appannaggio di pochi.</p>
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	<item>
		<title>Commenti su Il silenzio mentale secondo Aurobindo di Sergio</title>
		<link>http://www.innernet.it/il-silenzio-mentale-secondo-aurobindo/comment-page-1/#comment-8567</link>
		<dc:creator>Sergio</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Jan 2012 13:04:50 +0000</pubDate>
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		<description>L&#039;occhio del ciclone, esattamente il suo centro, è il luogo in cui regnano una calma ed un silenzio soprannaturali. La via indicata da Sri Aurobindo e descritta da Satprem insegna proprio a radicarsi al centro dei nostri &quot;cicloni interiori&quot;. Solo allora potrà essere calmato il loro eterno turbinio (come quando la Madre scoprì che nel bel mezzo di un ciclone indiano, nella stanza di Sri Aurobindo che era con le finestre aperte, non stava entrando un solo soffio di vento e invece vi regnava un silenzio assoluto.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;occhio del ciclone, esattamente il suo centro, è il luogo in cui regnano una calma ed un silenzio soprannaturali. La via indicata da Sri Aurobindo e descritta da Satprem insegna proprio a radicarsi al centro dei nostri &#8220;cicloni interiori&#8221;. Solo allora potrà essere calmato il loro eterno turbinio (come quando la Madre scoprì che nel bel mezzo di un ciclone indiano, nella stanza di Sri Aurobindo che era con le finestre aperte, non stava entrando un solo soffio di vento e invece vi regnava un silenzio assoluto.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su La natura della consapevolezza, intervista a Oliver Sacks di nando</title>
		<link>http://www.innernet.it/la-natura-della-consapevolezza-intervista-a-oliver-sacks/comment-page-1/#comment-8544</link>
		<dc:creator>nando</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 01 Jan 2012 18:54:32 +0000</pubDate>
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		<description>&quot;...Credo che una delle ragioni per cui mi piacciono le piante sia la sensazione della loro persistenza in ciò che sono, senza essere – per così dire – spugne delle influenze sociali o altro.&quot;
Questo di O. SAcks mi ha fatto venire in mente l&#039;inizio folgorante della seguente famosa poesia=

La cipolla (Wislawa Szymborska)

La cipolla è un’altra cosa.
Interiora non ne ha.
Completamente cipolla
Fino alla cipollità...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;&#8230;Credo che una delle ragioni per cui mi piacciono le piante sia la sensazione della loro persistenza in ciò che sono, senza essere – per così dire – spugne delle influenze sociali o altro.&#8221;<br />
Questo di O. SAcks mi ha fatto venire in mente l&#8217;inizio folgorante della seguente famosa poesia=</p>
<p>La cipolla (Wislawa Szymborska)</p>
<p>La cipolla è un’altra cosa.<br />
Interiora non ne ha.<br />
Completamente cipolla<br />
Fino alla cipollità&#8230;</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su The Digitally Divided Self di paola</title>
		<link>http://www.innernet.it/the-digitally-divided-self/comment-page-1/#comment-8519</link>
		<dc:creator>paola</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Dec 2011 17:47:47 +0000</pubDate>
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		<description>grazie per averlo reso disponibile su kindle.
l&#039;ho appena scaricato. non vedo l&#039;ora di leggerlo</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>grazie per averlo reso disponibile su kindle.<br />
l&#8217;ho appena scaricato. non vedo l&#8217;ora di leggerlo</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su U.G. Krishnamurti, l&#8217;anarchico divino di giapeto</title>
		<link>http://www.innernet.it/ug-krishnamurti-lanarchico-divino/comment-page-1/#comment-8445</link>
		<dc:creator>giapeto</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Dec 2011 14:46:05 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.innernet.it/?p=523#comment-8445</guid>
		<description>la domanda di Leibniz, in fondo, presiede alla riflessione di U.G. (anche se lui mi polverizzerebbe se lo sentisse....).
Perchè esiste qualcosa piuttosto che il nulla? Vietato andare oltre...fine del pensiero, fine della speculazione, fine della filosofia.
Accettiamo questo &quot;qualcosa&quot; e aspettiamo... (e anche aspettare si fonda su un pensiero...)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>la domanda di Leibniz, in fondo, presiede alla riflessione di U.G. (anche se lui mi polverizzerebbe se lo sentisse&#8230;.).<br />
Perchè esiste qualcosa piuttosto che il nulla? Vietato andare oltre&#8230;fine del pensiero, fine della speculazione, fine della filosofia.<br />
Accettiamo questo &#8220;qualcosa&#8221; e aspettiamo&#8230; (e anche aspettare si fonda su un pensiero&#8230;)</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su &#8220;Io sono quello&#8221; di Nisargadatta Maharaj, recensione di sada</title>
		<link>http://www.innernet.it/io-sono-quello-di-nisargadatta-maharaj-recensione/comment-page-1/#comment-8417</link>
		<dc:creator>sada</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Dec 2011 22:22:45 +0000</pubDate>
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		<description>Parlo solo per la mia esperienza nella lettura di questo libro.
L&#039;ho letto e riletto credo almeno 30 volte, questo è il secondo perchè il primo l&#039;ho perso e questo è ormai a pezzi-
E&#039; stato il mio compagno di tanti viaggi e l&#039;unico sollievo in momenti di profonda sofferenza esistenziale. In un momento incui la mia mente era ossessionata da un unico pensiero questo libro aveva il potere di calmarla e riportarmi a me,
Ancora oggi non comprendo molte cose,ma oltre le parole c&#039;è sempre una comprensione che mi da&#039; pace, che mi riporta nel momento,è il mio maestro preferito perchè è essenziale,non vende nulla,è oltre tutte le religioni, non da&#039; tecniche anche se non nega l&#039;importanza della meditazione per le menti piu difficili, lo amo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Parlo solo per la mia esperienza nella lettura di questo libro.<br />
L&#8217;ho letto e riletto credo almeno 30 volte, questo è il secondo perchè il primo l&#8217;ho perso e questo è ormai a pezzi-<br />
E&#8217; stato il mio compagno di tanti viaggi e l&#8217;unico sollievo in momenti di profonda sofferenza esistenziale. In un momento incui la mia mente era ossessionata da un unico pensiero questo libro aveva il potere di calmarla e riportarmi a me,<br />
Ancora oggi non comprendo molte cose,ma oltre le parole c&#8217;è sempre una comprensione che mi da&#8217; pace, che mi riporta nel momento,è il mio maestro preferito perchè è essenziale,non vende nulla,è oltre tutte le religioni, non da&#8217; tecniche anche se non nega l&#8217;importanza della meditazione per le menti piu difficili, lo amo.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Peccato e salvezza nel buddismo e nel cristianesimo di watts</title>
		<link>http://www.innernet.it/peccato-e-salvezza-nel-buddismo-e-nel-cristianesimo/comment-page-1/#comment-8416</link>
		<dc:creator>watts</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Dec 2011 22:10:51 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.innernet.it/?p=448#comment-8416</guid>
		<description>lo Zen  non predica, non moralizza, non rimprovera come il profetismo giudaico-cristiano. Il buddismo non nega l&#039;esistenza di una sfera relativamente limitata in cui la vita umana può essere migliorata dall&#039;arte e dalla scienza, dalla ragione e dalla buona volontà. Ma considera questa sfera di attività altrettanto importante, seppur subordinata, della sfera comparativamente illimitata nella quale le cose sono come sono, come sono sempre state e come sempre saranno, una sfera completamente al
di là delle categorie del bene e del male, del successo e del fallimento, della salute individuale e della malattia : questa è la sfera del grande universo. 
Guardandole di notte noi non facciamo confronti fra stelle giuste e sbagliate, né fra costellazioni collocate bene o male. Eppure la sfera nel suo insieme ha uno splendore e una meraviglia che qualche volta ci fa rabbrividire di timoroso rispetto!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>lo Zen  non predica, non moralizza, non rimprovera come il profetismo giudaico-cristiano. Il buddismo non nega l&#8217;esistenza di una sfera relativamente limitata in cui la vita umana può essere migliorata dall&#8217;arte e dalla scienza, dalla ragione e dalla buona volontà. Ma considera questa sfera di attività altrettanto importante, seppur subordinata, della sfera comparativamente illimitata nella quale le cose sono come sono, come sono sempre state e come sempre saranno, una sfera completamente al<br />
di là delle categorie del bene e del male, del successo e del fallimento, della salute individuale e della malattia : questa è la sfera del grande universo.<br />
Guardandole di notte noi non facciamo confronti fra stelle giuste e sbagliate, né fra costellazioni collocate bene o male. Eppure la sfera nel suo insieme ha uno splendore e una meraviglia che qualche volta ci fa rabbrividire di timoroso rispetto!</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Il risveglio della kundalini e la trasformazione della coscienza di A</title>
		<link>http://www.innernet.it/il-risveglio-della-kundalini-e-la-trasformazione-della-coscienza/comment-page-1/#comment-8368</link>
		<dc:creator>A</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Dec 2011 15:04:04 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.innernet.it/?p=487#comment-8368</guid>
		<description>Grazie.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Peccato e salvezza nel buddismo e nel cristianesimo di pietrochag</title>
		<link>http://www.innernet.it/peccato-e-salvezza-nel-buddismo-e-nel-cristianesimo/comment-page-1/#comment-8358</link>
		<dc:creator>pietrochag</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Dec 2011 15:22:48 +0000</pubDate>
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		<description>Il peccato è servito molto alla chiesa per tenere a bada
i ribelli o gli incontrollabili. E&#039; sempre stato un argomento utilizzato per sottomettere, più che per dare un senso alla propria morale.
Nel buddhismo, in generale, l&#039;Etica è una costante. Non c&#039;è un&#039;idea di peccato, ma un&#039;idea di negatività, che mette una certa distanza tra un peccato che non è possibile correggere, ed una negatività che può essere affrontata con la propria volontà. Sembrerebbe che tra peccato e negatività ci sia una differenza non da poco, e per me, è così. Il karma che ci portiamo appresso, non è un peccato, ma una forza che ci permette di trasformare la negatività in positività. L&#039;Etica, la morale, è la forza che possiamo utilizzare. Nel peccato, anche se si utilizzano queste qualità, sembra che non ci sia soluzione, in quanto è necessario attendere che altri, Dio, si prenda cura di noi.
Articolo interessante. Grazie.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il peccato è servito molto alla chiesa per tenere a bada<br />
i ribelli o gli incontrollabili. E&#8217; sempre stato un argomento utilizzato per sottomettere, più che per dare un senso alla propria morale.<br />
Nel buddhismo, in generale, l&#8217;Etica è una costante. Non c&#8217;è un&#8217;idea di peccato, ma un&#8217;idea di negatività, che mette una certa distanza tra un peccato che non è possibile correggere, ed una negatività che può essere affrontata con la propria volontà. Sembrerebbe che tra peccato e negatività ci sia una differenza non da poco, e per me, è così. Il karma che ci portiamo appresso, non è un peccato, ma una forza che ci permette di trasformare la negatività in positività. L&#8217;Etica, la morale, è la forza che possiamo utilizzare. Nel peccato, anche se si utilizzano queste qualità, sembra che non ci sia soluzione, in quanto è necessario attendere che altri, Dio, si prenda cura di noi.<br />
Articolo interessante. Grazie.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Hanno linkato di viram</title>
		<link>http://www.innernet.it/hanno-linkato/comment-page-1/#comment-8193</link>
		<dc:creator>viram</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Nov 2011 09:27:25 +0000</pubDate>
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		<description>E&#039; ormai sentita da tutti la necessità ed in particolar modo, l&#039;urgenza di difendersi dai danni sempre crescenti imposti dal vivere nelle grandi concentrazioni urbane. Al punto in cui siamo - ed è un punto critico - il divario nel modo di vivere odierno è quello stabilito dalla Natura, ha superato ogni limite!! Necessita perciò un intervento specifico per salvaguardia dei principi fondamentali della salute. A tal fine, ci siamo uniti già da tempo, per realizzare la tutela e la difesa della salute dell&#039;uomo e dell&#039;ambiente naturale, secondo i princìpi delle leggi bio-fisiologiche. La sensazione di stato di benessere, per quanto concerne la salute, è ormai un privilegio di pochi. Si può intervenire?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; ormai sentita da tutti la necessità ed in particolar modo, l&#8217;urgenza di difendersi dai danni sempre crescenti imposti dal vivere nelle grandi concentrazioni urbane. Al punto in cui siamo &#8211; ed è un punto critico &#8211; il divario nel modo di vivere odierno è quello stabilito dalla Natura, ha superato ogni limite!! Necessita perciò un intervento specifico per salvaguardia dei principi fondamentali della salute. A tal fine, ci siamo uniti già da tempo, per realizzare la tutela e la difesa della salute dell&#8217;uomo e dell&#8217;ambiente naturale, secondo i princìpi delle leggi bio-fisiologiche. La sensazione di stato di benessere, per quanto concerne la salute, è ormai un privilegio di pochi. Si può intervenire?</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Il risveglio della kundalini e la trasformazione della coscienza di - Animal Vibe</title>
		<link>http://www.innernet.it/il-risveglio-della-kundalini-e-la-trasformazione-della-coscienza/comment-page-1/#comment-8171</link>
		<dc:creator>- Animal Vibe</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 27 Nov 2011 19:11:52 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.innernet.it/?p=487#comment-8171</guid>
		<description>[...] l&#8217;articolo Il risveglio della kundalini e la trasformazione della coscienza di Rick NurrieSearns è stata un&#8217;esperienza bellissima per me e consiglio a tutti di [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] l&#8217;articolo Il risveglio della kundalini e la trasformazione della coscienza di Rick NurrieSearns è stata un&#8217;esperienza bellissima per me e consiglio a tutti di [...]</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Il risveglio della kundalini e la trasformazione della coscienza di Laura Lota</title>
		<link>http://www.innernet.it/il-risveglio-della-kundalini-e-la-trasformazione-della-coscienza/comment-page-1/#comment-8162</link>
		<dc:creator>Laura Lota</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Nov 2011 23:38:10 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.innernet.it/?p=487#comment-8162</guid>
		<description>A volte mi faccio dei problemi quando un mio articolo è troppo lungo perchè temo che le persone non abbiano il tempo o la voglia di leggerlo tutto.. oggi ho capito che se un articolo ti piace davvero arrivi fino alla fine senza neanche rendertene conto. Poi quando sono arrivata al punto in cui parli degli uccelli, le foglie degli alberi, le libellule e il tafano, la mia gioia è aumentata ancora di più.  Grazie per le emozioni che ho provato, non ho mai letto niente di più bello..
ciao! :)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>A volte mi faccio dei problemi quando un mio articolo è troppo lungo perchè temo che le persone non abbiano il tempo o la voglia di leggerlo tutto.. oggi ho capito che se un articolo ti piace davvero arrivi fino alla fine senza neanche rendertene conto. Poi quando sono arrivata al punto in cui parli degli uccelli, le foglie degli alberi, le libellule e il tafano, la mia gioia è aumentata ancora di più.  Grazie per le emozioni che ho provato, non ho mai letto niente di più bello..<br />
ciao! :)</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su &#8220;Io sono quello&#8221; di Nisargadatta Maharaj, recensione di mario</title>
		<link>http://www.innernet.it/io-sono-quello-di-nisargadatta-maharaj-recensione/comment-page-1/#comment-8114</link>
		<dc:creator>mario</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Nov 2011 15:29:16 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.innernet.it/?p=503#comment-8114</guid>
		<description>Nicola Tesla non era affatto un &quot; illuminato&quot;, anzi aveva una personalita&#039; ossessiva ma non per questo non e&#039; stato un genio; Di Pitagora non conosciamo tantissimo, ma non possiamo dire che si identificasse con lo stato di coscienza di cui parla Nisargadatta;Leonardo era un genio, ma il suo approccio alla vita era da scienziato, quindi partiva e analizzava i fenomeni, quello che Nisargadatta sostiene siano irreali; Io non posso dire che cio che sostiene Nisargadatta non sia vero,dico solo che bisogna smetterla di accettare passivamente e aprioristicamente come veri insegnamenti di uomini che vengono additati come maestri, senza  utilizzare la propria testa; Il problema e&#039; che l&#039;insegnamento di questi maestri parte proprio dal considerare come falsi tutti i  propri ragionamenti, per cui la persona che si avvicina a questi insegnamenti incontra serie difficolta&#039;,poiche&#039; azzera a priori ogni proprio senso critico; Lo stesso Buddha ha detto che non bisogna mai accettare verita&#039; precostituite e che bisognerebbe passare sempre al vaglio della ragione ogni presunta verita&#039; o insegnamento;Cosa ci sta proponendo Nisargadatta? quale stile di vita soggiace dietro tale insegnamento? Quali conseguenze comporta l&#039;aderire o il condividere a tale insegnamento?L&#039;insegnamento di Nisargadatta mira a scardinare alla base l&#039;identita&#039; della persona,le sue identificazioni,cio&#039; in cui si riconosce e considera quella che noi chiameremmo nascita(e che lui chiamerebbe avventura nella coscienza) come un fortuito e casuale evento &quot;negativo&quot;:con la &quot;nascita&quot; della coscienza dell&#039; &quot; io sono&quot;, scaturisce l&#039;identificazione con il &quot;corpo-mente&quot;; Nisargadatta non e&#039; in grado di dirci il perche&#039; e&#039; avvenuto questo processo,ma solo la modalita&#039;; A suo avviso, il perche&#039; e&#039; una domanda che si pone l&#039;ego, per cui se si annulla l&#039;identificazione con l&#039;ego sparira&#039; anche questa domanda;lo spazio e il tempo esistono insieme all&#039;ego, per cui se si scardina l&#039;ego sparira&#039; sia l&#039;identificazione con il corpo-mente che con tutto il resto; E&#039; giusto pensare che ci sia qualcosa aldila&#039; della nostra mente, aldila&#039; delle nostre identificazioni,ma il problema e&#039; che i maestri che hanno &quot;raggiunto&quot; tali verita&#039;, non possono essere presi ad esempio da nessuno poiche&#039; il loro stile di vita nega la vita stessa; Torno a ripetere con convinzione che questi personaggi(vedi Ramana maharshi,Nisargadatta,Anandamay ma ecc) dopo avere raggiunto il loro Samadhi o come dir si voglia, sono entrati in uno stato di abulia totale e di assurda inattivita&#039; fisica e sociale; Se annullare l&#039;ego significa arrivare ad uno stato vegetativo di questo tipo(nella maggior parte dei casi), allora mi chiedo quanto possano essere positivi i loro insegnamenti e quanto ci sia di vero e costruttivo nel seguire tali presunte verita&#039;;Chi ha letto le vite di Anandamay ma o Ramana sapra&#039; che hanno trascorso dei periodi lunghi in cui non volevano piu&#039; cibarsi, poiche&#039; ritenevano il loro corpo come un peso, come una sorta di &quot;effetto collaterale&quot; della &quot;nascita&quot;;Addirittura nel caso di Anandamay ma erano i suoi devoti che la imboccavano e la supplicavano di cibarsi per evitare che lei &quot;lasciasse il corpo&quot;; Allora senza abbandonare la nostra intelligenza,dobbiamo porci una domanda :In questa visione della vita, non c&#039;e&#039; forse la sottile convinzione che quella che noi chiamiamo &quot;nascita&quot; (e che i maestri considerano come &quot;avventura nella coscienza&quot;)  sia un disgrazia fortuita da cui uscire e non un grande dono da accogliere e di cui essere felicemente cosapevoli? ; Sembra quasi che in questa visione il superamento dell&#039;ego non sia dato da una gioiosa espansione di se che ci permette di espanderci ,di condividere e di sentirci una cosa sola con tutto e tutti, ma una sorta di &quot;omicidio&quot;aprioristico che sottintende una verita&#039;, e che cioe&#039; la vita ,con tutte le sue sfaccettature(la nostra biografia, il nostro modo unico di vedere e percepire la realta&#039; e la nostra soggettivita&#039; e individualita&#039;) sia un nemico da combattere,e non una gioia da accogliere;Perche&#039; allora ognuno di noi dovrebbe seguire questi insegnamenti? per diventare degli esseri abulici e privi di volonta&#039; e privi di interessi? Le cliniche psichiatriche sono piene di persone con svariati problemi , e la prima cosa che fanno i medici e&#039; quella di risvegliare la loro vitalita&#039;, il loro senso critico personale,la lora creativita&#039; personale ,la loro personalita&#039; e il riconoscersi in qualcosa;L&#039;insegnamento di Nisargadatta spinge le persone a non riconoscersi in niente,a distruggere la propria identita&#039;, la propria personalita&#039;,a non essere i protagonisti della propria vita e quindi a non vivere;Da un lato abbiamo quindi la psicologia classica che sottolinea l&#039;importanza del processo &quot;identita&#039;-persona-riconoscimento&quot;,dall&#039;altra abbiamo questi maestri che dicono l&#039;opposto e spingono le persone a distruggere la propria identita&#039;,la propria personalita&#039; e a non riconoscersi in nulla;Nonostante io sia il primo a sostenere che la&quot; realta&#039; &quot; debba evidentemente essere oltre la nostra dimensione personale,non credo che la via per raggiungere o conoscere tale stato sia quello dei maestri suddetti; Del resto la quantita&#039; enorme di persone malate nelle cliniche sottolineano come la vita abbia bisogno di altro, e che il processo di guarigione e conoscenza passa attraverso un percorso di riconoscimento e di integrazione e non un annullamento disedintificativo che comporta una disintegrazione di se&#039;; Lo stesso Osho diceva che la filosofia dona le risposte mentre l&#039;illuminazione distrugge le domande....in quest&#039;ottica ogni domanda che l&#039;uomo si pone e&#039; vista come un ostacolo verso la conoscenza e cio&#039; sembra essere un invito a non  ragionare,poiche&#039; ogni risposta e&#039; sbagliata in quanto chi si pone le domande non esiste; E&#039; come se uno scienziato si facesse una domanda sulla relativita&#039; ristretta e la risposta fosse nell&#039;uccidersi, cosi in questa maniera non esisterebbe neanche colui che si pone la domanda....solo che in questo caso e&#039; un uccisione dell&#039;ego e non del corpo; E&#039; giusta l&#039;idea secondo cui ci sono cose che non possono essere capite dalla razionalita&#039;, e che in molti casi  l&#039;unica via percorribile sia abbandonarsi al mistero, ma questi processi devono essere naturali e non ricercati;Un fico secco cade quando e&#039; troppo maturo, non va colto o reciso prima che diventi troppo maturo;Se lo si raccoglie e lo si fa cadere prima della sua maturita&#039;,vuol dire che lo si sta considerando come una malattia dell&#039;albero, e non come un frutto bellissimo e buonissimo di cui cibarsi e deliziarsi.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Nicola Tesla non era affatto un &#8221; illuminato&#8221;, anzi aveva una personalita&#8217; ossessiva ma non per questo non e&#8217; stato un genio; Di Pitagora non conosciamo tantissimo, ma non possiamo dire che si identificasse con lo stato di coscienza di cui parla Nisargadatta;Leonardo era un genio, ma il suo approccio alla vita era da scienziato, quindi partiva e analizzava i fenomeni, quello che Nisargadatta sostiene siano irreali; Io non posso dire che cio che sostiene Nisargadatta non sia vero,dico solo che bisogna smetterla di accettare passivamente e aprioristicamente come veri insegnamenti di uomini che vengono additati come maestri, senza  utilizzare la propria testa; Il problema e&#8217; che l&#8217;insegnamento di questi maestri parte proprio dal considerare come falsi tutti i  propri ragionamenti, per cui la persona che si avvicina a questi insegnamenti incontra serie difficolta&#8217;,poiche&#8217; azzera a priori ogni proprio senso critico; Lo stesso Buddha ha detto che non bisogna mai accettare verita&#8217; precostituite e che bisognerebbe passare sempre al vaglio della ragione ogni presunta verita&#8217; o insegnamento;Cosa ci sta proponendo Nisargadatta? quale stile di vita soggiace dietro tale insegnamento? Quali conseguenze comporta l&#8217;aderire o il condividere a tale insegnamento?L&#8217;insegnamento di Nisargadatta mira a scardinare alla base l&#8217;identita&#8217; della persona,le sue identificazioni,cio&#8217; in cui si riconosce e considera quella che noi chiameremmo nascita(e che lui chiamerebbe avventura nella coscienza) come un fortuito e casuale evento &#8220;negativo&#8221;:con la &#8220;nascita&#8221; della coscienza dell&#8217; &#8221; io sono&#8221;, scaturisce l&#8217;identificazione con il &#8220;corpo-mente&#8221;; Nisargadatta non e&#8217; in grado di dirci il perche&#8217; e&#8217; avvenuto questo processo,ma solo la modalita&#8217;; A suo avviso, il perche&#8217; e&#8217; una domanda che si pone l&#8217;ego, per cui se si annulla l&#8217;identificazione con l&#8217;ego sparira&#8217; anche questa domanda;lo spazio e il tempo esistono insieme all&#8217;ego, per cui se si scardina l&#8217;ego sparira&#8217; sia l&#8217;identificazione con il corpo-mente che con tutto il resto; E&#8217; giusto pensare che ci sia qualcosa aldila&#8217; della nostra mente, aldila&#8217; delle nostre identificazioni,ma il problema e&#8217; che i maestri che hanno &#8220;raggiunto&#8221; tali verita&#8217;, non possono essere presi ad esempio da nessuno poiche&#8217; il loro stile di vita nega la vita stessa; Torno a ripetere con convinzione che questi personaggi(vedi Ramana maharshi,Nisargadatta,Anandamay ma ecc) dopo avere raggiunto il loro Samadhi o come dir si voglia, sono entrati in uno stato di abulia totale e di assurda inattivita&#8217; fisica e sociale; Se annullare l&#8217;ego significa arrivare ad uno stato vegetativo di questo tipo(nella maggior parte dei casi), allora mi chiedo quanto possano essere positivi i loro insegnamenti e quanto ci sia di vero e costruttivo nel seguire tali presunte verita&#8217;;Chi ha letto le vite di Anandamay ma o Ramana sapra&#8217; che hanno trascorso dei periodi lunghi in cui non volevano piu&#8217; cibarsi, poiche&#8217; ritenevano il loro corpo come un peso, come una sorta di &#8220;effetto collaterale&#8221; della &#8220;nascita&#8221;;Addirittura nel caso di Anandamay ma erano i suoi devoti che la imboccavano e la supplicavano di cibarsi per evitare che lei &#8220;lasciasse il corpo&#8221;; Allora senza abbandonare la nostra intelligenza,dobbiamo porci una domanda :In questa visione della vita, non c&#8217;e&#8217; forse la sottile convinzione che quella che noi chiamiamo &#8220;nascita&#8221; (e che i maestri considerano come &#8220;avventura nella coscienza&#8221;)  sia un disgrazia fortuita da cui uscire e non un grande dono da accogliere e di cui essere felicemente cosapevoli? ; Sembra quasi che in questa visione il superamento dell&#8217;ego non sia dato da una gioiosa espansione di se che ci permette di espanderci ,di condividere e di sentirci una cosa sola con tutto e tutti, ma una sorta di &#8220;omicidio&#8221;aprioristico che sottintende una verita&#8217;, e che cioe&#8217; la vita ,con tutte le sue sfaccettature(la nostra biografia, il nostro modo unico di vedere e percepire la realta&#8217; e la nostra soggettivita&#8217; e individualita&#8217;) sia un nemico da combattere,e non una gioia da accogliere;Perche&#8217; allora ognuno di noi dovrebbe seguire questi insegnamenti? per diventare degli esseri abulici e privi di volonta&#8217; e privi di interessi? Le cliniche psichiatriche sono piene di persone con svariati problemi , e la prima cosa che fanno i medici e&#8217; quella di risvegliare la loro vitalita&#8217;, il loro senso critico personale,la lora creativita&#8217; personale ,la loro personalita&#8217; e il riconoscersi in qualcosa;L&#8217;insegnamento di Nisargadatta spinge le persone a non riconoscersi in niente,a distruggere la propria identita&#8217;, la propria personalita&#8217;,a non essere i protagonisti della propria vita e quindi a non vivere;Da un lato abbiamo quindi la psicologia classica che sottolinea l&#8217;importanza del processo &#8220;identita&#8217;-persona-riconoscimento&#8221;,dall&#8217;altra abbiamo questi maestri che dicono l&#8217;opposto e spingono le persone a distruggere la propria identita&#8217;,la propria personalita&#8217; e a non riconoscersi in nulla;Nonostante io sia il primo a sostenere che la&#8221; realta&#8217; &#8221; debba evidentemente essere oltre la nostra dimensione personale,non credo che la via per raggiungere o conoscere tale stato sia quello dei maestri suddetti; Del resto la quantita&#8217; enorme di persone malate nelle cliniche sottolineano come la vita abbia bisogno di altro, e che il processo di guarigione e conoscenza passa attraverso un percorso di riconoscimento e di integrazione e non un annullamento disedintificativo che comporta una disintegrazione di se&#8217;; Lo stesso Osho diceva che la filosofia dona le risposte mentre l&#8217;illuminazione distrugge le domande&#8230;.in quest&#8217;ottica ogni domanda che l&#8217;uomo si pone e&#8217; vista come un ostacolo verso la conoscenza e cio&#8217; sembra essere un invito a non  ragionare,poiche&#8217; ogni risposta e&#8217; sbagliata in quanto chi si pone le domande non esiste; E&#8217; come se uno scienziato si facesse una domanda sulla relativita&#8217; ristretta e la risposta fosse nell&#8217;uccidersi, cosi in questa maniera non esisterebbe neanche colui che si pone la domanda&#8230;.solo che in questo caso e&#8217; un uccisione dell&#8217;ego e non del corpo; E&#8217; giusta l&#8217;idea secondo cui ci sono cose che non possono essere capite dalla razionalita&#8217;, e che in molti casi  l&#8217;unica via percorribile sia abbandonarsi al mistero, ma questi processi devono essere naturali e non ricercati;Un fico secco cade quando e&#8217; troppo maturo, non va colto o reciso prima che diventi troppo maturo;Se lo si raccoglie e lo si fa cadere prima della sua maturita&#8217;,vuol dire che lo si sta considerando come una malattia dell&#8217;albero, e non come un frutto bellissimo e buonissimo di cui cibarsi e deliziarsi.</p>
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	<item>
		<title>Commenti su La natura della consapevolezza, intervista a Oliver Sacks di Ricordi &#171; pro memoria</title>
		<link>http://www.innernet.it/la-natura-della-consapevolezza-intervista-a-oliver-sacks/comment-page-1/#comment-8095</link>
		<dc:creator>Ricordi &#171; pro memoria</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 20 Nov 2011 06:29:50 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.innernet.it/la-natura-della-consapevolezza-intervista-a-oliver-sacks/#comment-8095</guid>
		<description>[...] ma so che è tutto lì. C’è una specie di completezza che non ho mai avuto prima”.»  Oliver Sacks, L’uomo che scambiò sua moglie per un cappello Share this:TwitterFacebookLike this:LikeBe the [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] ma so che è tutto lì. C’è una specie di completezza che non ho mai avuto prima”.»  Oliver Sacks, L’uomo che scambiò sua moglie per un cappello Share this:TwitterFacebookLike this:LikeBe the [...]</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Hanno linkato di viram</title>
		<link>http://www.innernet.it/hanno-linkato/comment-page-1/#comment-8089</link>
		<dc:creator>viram</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 19 Nov 2011 10:49:36 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.indranet.org/innernet/hanno-linkato/#comment-8089</guid>
		<description>In questo nostro tempo, serviva ed era necessario un sito che parlasse globalmente in maniera semplice e duttile sulla realtà che si cela dietro ogni manifestazione di vita in tutti i regni viventi. Serviva uno squarcio di speranza, di conforto, di riferimento... nell&#039;universo della medicina e della salute soprattutto di &quot;Ordine&quot; nel divenire della vita di ogni creatura... al di là di ogni convenzione umana.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>In questo nostro tempo, serviva ed era necessario un sito che parlasse globalmente in maniera semplice e duttile sulla realtà che si cela dietro ogni manifestazione di vita in tutti i regni viventi. Serviva uno squarcio di speranza, di conforto, di riferimento&#8230; nell&#8217;universo della medicina e della salute soprattutto di &#8220;Ordine&#8221; nel divenire della vita di ogni creatura&#8230; al di là di ogni convenzione umana.</p>
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