<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Innernet &#187; Nitya Cristiana Allievi</title>
	<atom:link href="http://www.innernet.it/author/nitya-cristiana-allievi/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.innernet.it</link>
	<description>Percorsi di consapevolezza e anima del mondo</description>
	<lastBuildDate>Fri, 03 Feb 2012 10:17:51 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.2.1</generator>
		<item>
		<title>&#8220;Il dito e la luna&#8221;, dove teatro, ricerca e spiritualità si incontrano</title>
		<link>http://www.innernet.it/il-dito-e-la-luna-dove-teatro-ricerca-e-spiritualita-si-incontrano/</link>
		<comments>http://www.innernet.it/il-dito-e-la-luna-dove-teatro-ricerca-e-spiritualita-si-incontrano/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 02 Jul 2009 05:00:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nitya Cristiana Allievi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte e Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[ricerca]]></category>
		<category><![CDATA[spiritualità]]></category>
		<category><![CDATA[Sufi]]></category>
		<category><![CDATA[sufismo]]></category>
		<category><![CDATA[teatro]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.innernet.it/?p=1168</guid>
		<description><![CDATA[Andrea Abdullah Failla, 43 anni, è attore teatrale, doppiatore, insegnante di recitazione e ricercatore spirituale. Lo spunto di questa intervista nasce dal suo ultimo spettacolo, Il dito e la luna, ideato per festeggiare il prossimo 7 luglio, giorno di luna piena molto speciale che in India si celebra col nome di Guru Purnima. È la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Andrea Abdullah Failla, 43 anni, è attore teatrale, doppiatore, insegnante di recitazione e ricercatore spirituale. Lo spunto di questa intervista nasce dal suo ultimo spettacolo, <em>Il dito e la luna</em>, ideato per festeggiare il prossimo 7 luglio, giorno di luna piena molto speciale che in India si celebra col nome di Guru Purnima. È la luna piena del mese di Ashada, un momento che si dice essere mille volte più potente del resto dell’anno per il progresso spirituale di un ricercatore.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><strong>Come nasce </strong><em><strong>Il dito e la luna</strong></em><strong>?</strong> «L’idea è quella di festeggiare il giorno di Guru Purnima, che si ricorda per l’illuminazione del Buddha: lo spettacolo vuole celebrare la luna di tutti i maestri. Mi sta a cuore sottolineare quanto l’arte sia importante per la ricerca spirituale, e viceversa».</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><strong>Quindi a cosa hai pensato?</strong> «Alla convergenza di quattro arti. Ci saranno testi inediti di un poeta che si è ispirato al tema, a una danzatrice che ha creato una coreografia lunare- Moon embrace- due musicisti che propongono improvvisazioni che evocano l’illuminazione. E un pianista professionista classico che suonerà <em>Al chiaro di luna</em> di Debussy».</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><strong>Cosa lega questi elementi?</strong> «Lo farò io, con monologhi tratti da <em>Il contrabbasso</em>, di Suskin, magnifica storia  di un contrabbassista che subisce il fascino di una cantante dalla voce profondamente spirituale. Quando lui la ascolta parlare è come se sentisse il paradiso, quindi ritorna il tema della musica come elemento che aiuta ad elevarsi. Leggerò anche altri brani poetici ispirati ai 100 canti di Kabir».</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><strong>Cosa ti piace particolarmente di Kabir?</strong> «Il fatto che mette insieme due mondi diversi. È conteso sia dagli indu sia dai musulmani, perché nasce indu però crescendo si accosta al Sufismo. Dice, in una poesia, “Sono figlio di Rama ma anche di Allah, e se guardi nel tuo cuore, troverai entrambi”».</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><strong>La creatività cosa ha a che fare con la spiritualità, nella tua visione?</strong> «Una frase dello spettacolo dice “è quando tu non ci sei che dio compare”. Questa è la creatività, farsi da parte e lasciare che qualcosa accada, e celebrare la luna dei maestri mi sembra un buon modo per ricordarselo».<span id="more-1168"></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><strong>In che cos’altro sei impegnato, in questo momento?</strong> «Sto portando in giro per l’Italia, insieme a un amico musicista e a un derviscio mevlevi, <em>Un giro intorno al cuore</em>, spettacolo liberamente ispirato a <em>Monsieur Ibrahim e i fiori del corano</em>, il romanzo di Eric Emmanuel Schmitt».</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><strong>Il sufismo ha una parte importante, nella tua arte. </strong>«Ho incontrato un maestro circa 10 anni fa, lo seguo tutt’ora. È stato un incontro casuale, un’amica mi ha detto che ci sarebbe stato un seminario con Burhanudin: ho visto la sua foto e mi ha colpito il suo sorriso. Poi ho capito che dietro di lui c’era un altro maestro, Shayk Nazim. Ha quasi 80 anni e abita a Cipro, è un turco dalla vita avventurosa, per alcuni aspetti sempre in contrasto con l’ortodossia&#8230;».</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><strong>I Sufi non sono ben visti dai “fanatici”&#8230;</strong> «Sono la parte mistica dell’Islam, potremmo dire i San Francesco dell’Islam. C’era Bonifacio VIII ma c’era anche San Francesco, con cui hanno molti punti in comune».</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><strong>Se ti guardi indietro, e ripercorri quello che hai incontrato, cosa ti ha colpito, all’inizio?</strong> «Un grande abbraccio, un sorriso, direi un grande sì».</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><strong>E come ti ha cambiato?</strong> «I passaggi sono complessi e a volte molto delicati. La comprensione, forse, è che tutto ciò che facciamo è determinato, ma c’è anche uno spazio per la libera interpretazione, per una scelta. L’equilibrio tra questi due aspetti è ciò che più mi ha colpito».</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><strong>Quindi il muoversi verso il divino, oltre al divino che viene da te&#8230;</strong> «Si può dire anche così. Ciò che ho sentito, nel viaggio, a volte è facile da dire, a volte impossibile. Ci sono momenti di meditazione, anche durante lo Zikr (<em>una preghiera dei Sufi</em>, ndr), che sono unici, inspiegabili, una verità che senti molto profonda».</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><strong>Prima di questo incontro eri già un attore professionista. </strong>«Ho frequentato l’Accademia dei Filodrammatici, a Milano, che ho finito a 25 anni. Ho fatto l’attore, ma a un certo punto ho chiuso».</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><strong>Con cosa?</strong> «Mi sembrava che non avesse più valore andare in giro, fare provini, propormi, cercavo un senso diverso. Poi, con <em>Il</em> <em>re muore</em>, un testo di Lionesco, è iniziata una nuova fase. Ho iniziato a collaborare con il teatro Libero di Palermo, con cui o lavorato fino al 2002».</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><strong>Come è cambiato, invece, il tuo modo di lavorare e di vedere l’arte, dopo l’incontro col Sufismo?</strong> «È cambiato molto, forse sono cambiato io, c’è stata una evoluzione. Prima di ogni spettacolo mi fermo sempre per farmi questa domanda: “perché lo sto facendo, per chi lo sto facendo”? Per me stesso? Per l’ambizione? Per i soldi? Per il prestigio? Oppure sono semplicemente a servizio di qualcosa?».</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><strong>La domanda te la fai prima di scegliere un lavoro o prima di entrare in scena?</strong> «Prima di recitare. Mi aiuta a riposizionarmi, a dare la giusta dimensione. Se sei spinto da piccoli interessi non vai molto lontano, se invece in quello che proponi c’è una verticalità, il respiro e lo spazio cambiano. In questo senso mi ha aiutato il mio percorso».</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><strong>Che risposte dai alle domande che dicevi? </strong>«Mi piace pensare di farmi da parte, di lasciare spazio a qualcosa di più grande di noi, che va celebrato».</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><strong>Quindi spettacolo come celebrazione divina.</strong> «E anche momento per far arrivare qualcosa: come attore, al di là del messaggio, delle emozioni, della riflessione e del sorriso, mi interessa che arrivino onestà e verità».</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><strong>Con </strong><em><strong>Il dito e la luna</strong></em><strong>, si allude alla verita.</strong> «Il titolo rimanda alla parabola in cui lo sciocco anziché guardare dritto la luna, si ferma al dito che la indica».</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><strong>Mai metafora fu più contemporanea.</strong> «L’invito a non soffermarsi sul dito è molto valido&#8230; Troppo spesso siamo impegnati a seguire le nostre ambizioni, sogni, potere&#8230; Spostare l’attenzione verso qualcosa di più alto aiuta ad allargare la prospettiva, ad avere spazi di comprensione più profondi. L’invito dello spettacolo è questo».</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><strong>Cosa farai, dopo?</strong> «Mi piacerebbe approfondire la storia di Ibn Battuta, il Marco Polo arabo del 1200: a 20 anni ha compiuto un viaggio lungo 25 anni tra Asia, India, Africa. Alcuni sostengono che Polo si sia ispirato al suo libro, <em>Viaggi</em>, per scrivere <em>Il milione».</em></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><strong>E dal punto di vista dell’insegnamento?</strong><em> </em>«Da ottobre sarò impegnato in due corsi, al centro Shantisaburi di Milano e al centro Opale di Gallarate. Lavorerò con attori professionisti e non, in cicli da 10 incontri. Ci focalizzeremo su una parte di training fisico e di espressività corporea, poi di lavoro sui testi testi e di recitazione vera e propria. Il teatro è uno strumento straordinario per indagare, conoscersi e soprattutto per relazionarsi agli altri».</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">
<p style="margin-bottom: 0cm;"><em><strong>Il dito e la luna andrà in scena il 7 luglio a Milano, presso il centro di meditazione Shantisaburi (cena ore 20, inizio spettacolo ore 21). Info e prezzi ai numeri 02 36564469 e 333 4397776).</strong></em></p>
<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.innernet.it%2Fil-dito-e-la-luna-dove-teatro-ricerca-e-spiritualita-si-incontrano%2F&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;font=arial&amp;colorscheme=light" scrolling="no" frameborder="0" allowTransparency="true" style="border:none; overflow:hidden; width:450px; height:80px"></iframe>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.innernet.it/il-dito-e-la-luna-dove-teatro-ricerca-e-spiritualita-si-incontrano/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>6</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

